Agromed, ancora un intoppo: il progetto non parte

 

pubblicato il 29 Marzo 2021, 19:35
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Ancora una frenata per il progetto Agromed. E’ l’ennesima puntata negativa della vicenda legata al progetto per la reindustrializzazione del sito ex Miroglio di Castellaneta. La nuova doccia gelata è arrivata durante la task force regionale della scorsa settimana, dove si è tenuto un aggiornamento sulla situazione in essere, alla quale hanno partecipato i sindacati di categoria (Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil), il comune di Castellaneta e la società benefit Agromed.

Come si ricorderà, lo scorso 9 marzo il comune ci Castellaneta aveva comunicato il dissequestro del sito produttivo da parte della Procura di Taranto, con la successiva restituzione dell’immobile all’ente civico. Il sequestro e quindi l’impossibilità di operare e far partire il progetto, che prevede la realizzazione di una piattaforma logistica per stoccaggio, innovazione e trasformazione dei prodotti ortofrutticoli, era lo scoglio che la società benefit Agromed (controllata al 100% dalla Camera di Commercio di Taranto) aveva sempre ritenuto come insormontabile per mantenere fede agli impegni presi attraverso l’accordo quadro sottoscritto al Mise il 25 maggio 2020. Che prevedevano in particolare la reindustrializzazione del sito chiuso dal 2004, oltre al graduale assorbimento di 28 unità lavorative da attingere dal bacino di crisi della precedente unità produttiva dismessa, appunto la ex Miroglio, a partire dal settembre dello scorso anno, ovvero nel 2020. Impegni però sempre disattesi, tanto far temere negli scorsi mesi che l’intero investimento e il relativo progetto potessero saltare.

Investimento che ammonta ad oltre 11 milioni di euro da parte della società benefit a capitale pubblico della Camera di Commercio di Taranto, impegnati con una delibera del CIPE nel dicembre 2019. Prima del disseuquestro si era anche paventata la possibilità di modificare con una nuova delibera la destinazione dei fondi (che sono vincolati al progetto ex Miroglio), spostandoli su Grottaglie, presso un’area dove comunque sorgerà una sorta di sito di appoggio per Castellaneta.

Sicuramente dalla riunione di martedì scorso, i sindacati di categoria, i lavoratori ed il comune di Castellaneta si aspettavano ben altre notizie. Ed invece la società Agromed ha messo sul tavolo l’ennesimo ostacolo: ovvero il commissariamento della Camera di Commercio di Taranto. Del resto, la mancata riconferma del presidente Sportelli, molto critico in merito alla possibilità di un accorpamento con l’ente di Brindisi, hanno determinato una vacanza di presidenza. Che in pratica mette la Camera nelle condizioni non prendere alcuna decisione, e quindi di congelare anche il progetto Agromed.

Durante la riunione è stato anche ricordato che è stata già inviata una lettera al ministro dello Sviluppo economico, Giorgetti, affinché venga sbloccata la situaizone in merito agli accorpamenti della Camere di Commercio (visto che al ministro spetta la nomina di un commissario dopo aver ascoltato il parere della Regione Puglia), previsto dalla riforma Madia della pubblica amministrazione, la legge delega 124 del 2015 – è di portare le Camere di commercio da 105 a 60, attraverso, laddove possibile, processi di accorpamento. Modifica confermata dal decreto legge Agosto, che con l’articolo 61 ha imposto alle Camere di chiudere la pratica di accorpamento entro il 14 ottobre scorso, pena la decadenza degli organi di gestione e la nomina da parte del MiSE di un commissario straordinario. Che ancora si attende.

Come non bastasse, la stessa società ha evidenziato che i curriculum ricevuti sino a questo momento, non ascriverebbero alle competenze inzialmente ricercate (ovvero per i ruoli di segretaria ed edili). A fronte di questa dichiarazione, i sindacati hanno chiesto che vengano indicate dalla società le professionalità richieste, per iniziare la formazione dei lavoratori. Che secondo quanto ricordato dalla task force regionale deve avvenire ‘on the job‘, ovvero dopo l’assunzione da parte di Agromed.

Dunque, ancora un intoppo. Per una vicenda che sin dal principio, ovvero autunno 2019, avevamo segnalato molto complicata….

(leggi tutti gli articoli su Agromed https://www.corriereditaranto.it/?s=agromed&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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