‘Nuova dichiarazione Schuman 2021’: per una nuova Ilva a Taranto

 

pubblicato il 28 Marzo 2021, 10:51
13 mins

Un progetto che sta correndo in rete e proposto dall’Osservatorio Civico Europeo per “una nuova Ilva a Taranto”. Ecco il ‘manifesto’ d’intenti.

Tutti i giovani tarantini ed italiani, delle associazioni, delle scuole e delle università, nel pieno rispetto delle norme anticovid19 e quindi esclusivamente attraverso l’uso dei social SI ATTIVANO, CHIEDONO A TUTTI DI ATTIVARSI ED INVITANO organi di stampa e TV locali e nazionali a favorire ogni possibile forma di “sensibilizzazione e mobilitazione permanente delle coscienze” sul tema Ex-Ilva di Taranto.
L’obiettivo di questo APPELLO è quello di fare pressione sulle autorità ed istituzioni competenti (COMMISSIONE EUROPEA – GOVERNO DRAGHI – PARLAMENTO ITALIANO ED EUROPEO – REGIONE PUGLIA) al fine di inserire un progetto di riconversione industriale GREEN dell’impianto siderurgico di Taranto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che l’Italia deve presentare alla Commissione Europea.
Un progetto per una NUOVA ILVA GREEN deve essere l’occasione per coinvolgere altre nazioni europee in questa rinascita di Taranto e per questo l’appello vuole sollecitare una sorta di “nuova Dichiarazione Schuman 2021”. Ne dovrà nascere un progetto nazionale o internazionale in cui pubblico e privato, insieme, in un partenariato efficace, dovranno fare di Taranto un modello innovativo nel mondo di produzione sostenibile dell’acciaio che coniughi la salvaguardia del lavoro, dell’ambiente e della salute.
Invochiamo una “chiamata collettiva di civiltà” per TARANTO! Qualcosa è stato fatto, ma non basta! Il covid19 diventi la nostra sveglia, adesso! “Non si può più sopportare questo silenzio innaturale!” come ci ha insegnato il tarantino Diodato con il suo successo musicale “Fai rumore” a Sanremo 2020: di qui l’idea dell’appello civico dei giovani tarantini ed italiani, contenuto nella “nuova Dichiarazione Schuman 2021”.
Se Taranto, dopo aver resistito, risorgerà davvero, avremo dato una speranza non solo ad una città ma anche a tutto il Mezzogiorno d’Italia! Per questo chiediamo l’adesione concreta a questo appello anche da parte di tutti i Comuni della RETE RECOVERY SUD!
Questa idea-progetto di una “nuova Dichiarazione Schuman 2021” è finalizzata a promuovere, nel pieno rispetto delle normative anticovid19, attraverso l’impegno civico attivo (insegnatoci da Stephane Hessel con il suo “Impegnatevi!”) e la mobilitazione delle coscienze a partire da quelle dei giovani di Taranto e di tutta l’Italia, una risposta efficace da parte del governo Draghi al dramma della città di Taranto, vissuto ormai da troppi anni senza che una soluzione sia stata ancora trovata. L’iniziativa conclude un progetto avviato il 6 giugno 2020 con il convegno “Taranto: una città d’Europa che resiste e che deve risorgere” organizzato da [email protected] in collaborazione con il CNR-IRSA Talassografico Taranto nell’ambito del corso di Diritto Urbanistico del Politecnico di Milano tenuto dall’avv. prof. Costantino Ruscigno: oggi con l’appello “SCHUMAN 2021” il progetto si apre all’adesione di tutti i giovani delle università e delle scuole d’Italia ed in particolare del SUD Italia che vorranno aderire e non solo a loro!
Il Comitato dei ministri del Consiglio Europeo, l’organo preposto al controllo dell’esecuzione delle sentenze emesse dalla Cedu, ha sostenuto ufficialmente di recente che le autorità italiane sono “ancora inadempienti rispetto al caso ex-Ilva di Taranto” in quanto devono “garantire che il funzionamento attuale e futuro dell’acciaieria non continui a comportare rischi per la salute dei residenti locali e per l’ambiente”. Lo stabilimento siderurgico di Taranto è, e deve continuare ad essere, una grande risorsa per l’economia italiana ed europea ma, allo stesso tempo, non può più rappresentare anche la causa dell’inquinamento dell’intero territorio tarantino con una enorme incidenza sulle malattie oncologiche per i cittadini, i lavoratori, i giovani e i bambini tarantini.
Il problema provoca da troppo tempo morte, dolore, sofferenze, se non paura diffusa che a lungo andare può mettere a rischio la tenuta psicologica dell’intera popolazione tarantina: a tutto ciò, in questo drammatico momento storico per tutti, si è aggiunta anche la pandemia da covid19. La situazione non è più sostenibile: a Taranto si è pensato di poter soggiogare la natura agli interessi economici. Lo studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento dimostra che la mortalità per tumori in entrambi i generi a Taranto è particolarmente alta. Lo stesso per quanto riguarda i bambini nati con malformazioni e che si ammalano per tumori del sistema linfoematico. Taranto è stato un caso esemplare di quel male oscuro della democrazia che Piero Calamandrei chiamava “indifferentismo”: il dramma collettivo e il “cortocircuito democratico” di dover scegliere tra salute ed economia (cui oggi tutti nel mondo siamo abituati a causa del covid19), convive con la realtà tarantina ormai da decenni. Troppi errori sono stati commessi e per troppo tempo: quanti bambini incolpevoli devono ancora morire in questa martoriata e bellissima terra di Puglia e d’Italia prima che il problema si risolva? Per quanti anni ancora le famiglie tarantine devono vivere dilaniandosi su cosa scegliere tra il rischio di far ammalare i propri figli e l’obbligo di lavorare per poterli sfamare? Come ci ha insegnato Maria Montessori “rispettare il bambino non è solo semplice diritto del bambino ma è anche la modalità di salvaguardare la vita stessa”. Molto è stato fatto, ma non basta! Il covid19 diventi la nostra sveglia, adesso!
Il Next Generation EU rappresenta un’occasione irripetibile per trovare la soluzione a questo enorme problema: Taranto merita una considerazione mirata da parte del governo italiano che deve, quindi, inserire nel proprio Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza da presentare in Europa entro il 30 aprile 2021 un progetto specifico sulla ex-Ilva per riconvertire lo stabilimento di Taranto mantenendo i livelli occupazionali ed assicurando allo stesso tempo la piena sostenibilità ambientale (oltre che quella finanziaria ed economica) del nuovo impianto produttivo tarantino. Tra le missioni del PNRR ricordiamo “competitività del sistema produttivo”, “transizione ecologica” ed “equità territoriale”: da tre punti di vista diversi lo stabilimento siderurgico ex-Ilva di Taranto può rientrare negli obiettivi.
Bisogna subito costituire una task-force in cui unire competenze, professionalità, proprietà aziendale, management ed autorità competenti per poi formulare e lanciare una seria proposta unitaria alla Commissione Europea (e preferibilmente anche alle singole nazioni che vorranno rispondere a questa “chiamata di civiltà”): così come il 9 maggio del 1950 Robert Schuman ebbe l’idea di mettere in comune delle nazioni europee le risorse minerarie di Francia e Germania, allo stesso modo, le autorità competenti
italiane, superando e risolvendo definitivamente quanto prima il contenzioso in corso, potrebbero formulare una proposta concreta per mettere un grande stabilimento siderurgico come quello di Taranto a disposizione delle nazioni europee che vorranno condividere l’impegno per una sua rinnovata “cogestione green”.
Molte proposte concrete sono state già formulate per la riconversione dell’impianto siderurgico di Taranto: dalla soluzione “ibrida” (area a caldo + soluzione elettrica) a quella “tutta elettrica” sicuramente meno impattante sull’ambiente, ad altre ancora. Dovrà, in ogni caso, di sicuro essere effettuata una seria Valutazione di Impatto Sanitario con le linee guida della VIS ISTISAN 19.9 connessa con le emissioni nocive dello stabilimento. Tale “paracadute” è determinante ai fini della pacificazione cittadina. E’auspicabile in tal senso anche valutare la nascita di una “Nuova Ilva società Benefit” secondo l’attuale legislazione italiana di settore: il profitto si può coniugare con la dimensione sociale d’impresa e il ruolo innovativo dello Stato. Tutto dovrà essere ben ponderato da professionisti e manager esperti: si dovranno conseguentemente operare le scelte più opportune.
Ne dovrà nascere un progetto nazionale o internazionale in cui pubblico e privato, insieme, in un partenariato efficace, con capitali pubblici (auspicabilmente di più nazioni europee) ed anche con l’apporto di capitali privati italiani ed esteri, potranno e dovranno fare di Taranto un modello innovativo di produzione sostenibile dell’acciaio. Molto difficile che l’Italia possa affrontare questa sfida da sola e vincerla: per questo è bene che la dimensione del progetto sia internazionale, meglio ancora se dichiaratamente europea. Auguriamoci che, come la “Dichiarazione Schuman” del 1950 diede origine all’attuale UE, così questo “appello dei giovani” e la conseguente condivisione di un progetto europeo costruito intorno ad un grande stabilimento siderurgico messo dall’Italia anche nella disponibilità di altre nazioni, possa essere l’occasione per far nascere il nucleo fondante di una vera nuova Europa Unita.
Questo momento così difficile per l’Italia e per tutto il mondo, deve rappresentare l’occasione per ricercare soluzioni innovative e mai sperimentate prima e da implementare velocemente per dare soluzioni a tutti i tarantini, stanchi ma non piegati da anni di sacrifici, malattie, pressioni sociali ed economiche cui si sono aggiunte nell’ultimo anno anche restrizioni e problemi enormi dovuti alla pandemia da Covid19. Il Next Generation EU sia il segno di un cambio di passo e diventi l’occasione per la rinascita di Taranto che fino ad oggi ha solo pagato un prezzo molto alto per scelte sbagliate compiute in passato.
Ai giovani tarantini ed italiani delle scuole, delle università, delle associazioni no profit, dei movimenti, ai Sindaci del Sud d’Italia che guidano tutte le giunte cittadine di una terra splendida che merita un riscatto ed hanno l’enorme responsabilità di governarle in un momento di così estrema difficoltà, al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, al Presidente del Consiglio Mario Draghi e a tutti i Ministri competenti, al Commissario Europeo Paolo Gentiloni, a tutti gli italiani, viene affidato questo “appello dei giovani”: la speranza è anche quella di consegnare a questa pagina storica decisiva per tutti noi e per Taranto un piccolo esempio di concreto impegno civico diffuso (…che sarebbe piaciuto a Hessel e a Calamandrei).
“Non si può più sopportare questo silenzio innaturale!” come ci ha insegnato il tarantino Diodato con il suo successo musicale “Fai rumore” a Sanremo 2020: di qui l’idea dell’appello dei giovani tarantini ed italiani, contenuto nella “nuova Dichiarazione Schuman 2021”. Se Taranto, dopo aver resistito, risorgerà davvero, avremo dato una speranza non solo ad una città ma anche a tutto il Mezzogiorno d’Italia!
Per aderire all’appello “Schuman 2021” scrivere a: [email protected]

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Un Commento a: ‘Nuova dichiarazione Schuman 2021’: per una nuova Ilva a Taranto

  1. Giuseppe

    Aprile 1st, 2021

    Forse non vi e chiaro abbastanza a voi politici di Roma e Taranto… Non vogliamo nessuna conversione. . Dovete chiuderla e bonificare questa città… Vi è chiaro io concetto?

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