Un’altra Domenica delle Palme nel silenzio della pandemia

 

pubblicato il 27 Marzo 2021, 17:02
3 mins

Per la nota emergenza sanitaria anche in questa Settimana Santa la “troccola” resterà silenziosa. Ci si consolerà con le foto e i video che in questi giorni circolano frequentemente sui social e con i cd delle marce funebri, in un crescendo di nostalgia nell’avvicinarsi di quei giorni in cui Taranto avrebbe ritrovato quell'”anima incappucciata” più volte descritta da Nicola Caputo, indimenticato cantore del nostri Riti.

Come già lo scorso anno, saranno tanti gli appuntamenti che salteranno. Sul sagrato delle chiese del Carmine e di San Domenico, dove hanno sede le confraternite che danno vita ai nostri Riti, mancheranno i capannelli dei confratelli alle prese con gli accordi per una “posta” o una statua. Non si sentirà parlare di “sdanghe”, di “prima croce”, di “troccola”, di “Gesù Morto” e così via. Non ci si accalorerà in discussioni sulla concorrenza per il medesimo simbolo tra “squadre” già formate o che potrebbero rimescolate all’ultimo momento. Non ci sarà la banda, la “Santa Cecilia” del maestro Giuseppe Gregucci, che in ogni Domenica delle Palme, nel pieno della mattinata, giungeva a deliziare gli appassionati con le melodie tradizionali della Settimana Santa. E le note di un “Venerdì Santo” o di un “Christus” avrebbero senz’altro rinforzato in ognuno i propositi di figurare, pur nell’anonimato del cappuccio, fra i protagonisti dei Riti. Tanta attesa avrebbe avuto il suo epilogo nel tardo pomeriggio, nel corso delle “gare”. Ad ogni aggiudicazione decretata, non sarebbero mancate le lacrime dei confratelli, di gioia o di delusione, secondo il caso. Il tutto, con la mente al momento in cui, davanti a una folla brulicante, si sarebbe aperto il portone di San Domenico, per il mesto pellegrinaggio dell’Addolorata, o del Carmine, per l’uscita dei Misteri. Invece le mozzette resteranno negli armadi, non tintinneranno i medaglieri, non ci saranno i bambini portati per mano dai papà a vedere le processioni, i “perdune” non si “nazzicheranno” a piedi nudi sull’asfalto… Mamma, che tristezza! Sarà per l’anno prossimo, nella certezza che lassù dal Cielo si avrà pietà delle nostre preghiere perchè si sconfigga questo terribile virus. Intercederà anche la Mamma Addolorata che, ne siamo sicuri, vorrà tornare a camminare fra il suo popolo.

Le celebrazioni dell’arcivescovo nella Domenica delle Palme

Rispetto allo scorso anno, le chiese resteranno aperte e, all’inizio di tutte le sante messe, il sacerdote benedirà i ramoscelli d’ulivo. Sul sagrato, sempre per i noti motivi sanitari, non sarà possibile lo scambio di questo simbolo importante della Domenica delle Palme.
Nella basilica cattedrale di San Cataldo, l’arcivescovo alle ore 10 presiederà la commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e benedirà i ramoscelli d’ulivo; successivamente mons. Filippo Santoro presiederà la celebrazione eucaristica alle ore 11.30 in Concattedrale.

Condividi:
Share

Un Commento a: Un’altra Domenica delle Palme nel silenzio della pandemia

  1. Fra

    Marzo 28th, 2021

    Tarantini belli ed addormentati vi sembra giusto che il vostro presidente Emilio vi abbia fatto prima ballare quest’estate ,ha fatto anche la fiera del Levante ,si è fatto eleggere @disgraziatamente “e dopo ha dichiarato lo stato d’emergenza e noi che respiriamo merda tutti i giorni per due anni di seguito festeggiano sto ca,la settimana santa ,San Cataldo ,e tutte le feste del cappero che ci rappresentano dove vanno a finire !! Grazie sindaco stai rendendo questa città già sfigata ,ancora più triste . Preferiremo morire tanto non abbiamo altre strade ,faaalsiiii!!!

    Rispondi

Commenta

  • (non verrà pubblicata)