Sit-in di protesta di estetiste e parrucchieri

 

Sulla Rotonda del Lungomare a Taranto, promosso da Confartigianato
pubblicato il 27 Marzo 2021, 17:53
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Protesta forte e ovviamente civile, questa mattina sulla Rotonda del Lungomare di Taranto. A protestare sono stati gli imprenditori di Confartigianato Benessere, gli artigiani che hanno dovuto chiudere le loro attività di acconciatura, estetica e tatuaggi a seguito delle norme da “zona rossa” contro il Covid.
“Noi siamo sicuri”  è lo slogan degli imprenditori scesi pacificamente in campo, protestando contro l’esercizio abusivo dell’attività che durante questo periodo di chiusura forzata dei negozi, viene svolto da molti. Basta guardare sul web e sui social per rendersene conto: c’è chi, in barba alle norme, si reca a domicilio dei clienti per prestare i propri servizi.
Nel denunciare l’abusivismo i titolari di negozi di barbiere, parrucchiere, estestista e tatuatori ribadiscono il loro grido di dolore: la chiusura forzata e prolungata ha provocato cali di fatturato che superano anche il 25 per cento del totale.
E’ stata l’occasione per unire le forze e gli intenti di una categoria importante che merita attenzione, per denunciare alla pubblica opinione e al Governo nazionale e locale:
– i danni economici e sanitari derivanti dall’abusivismo;
– il grande sacrificio economico e di fatturato che viene chiesto al settore con la chiusura forzata e prolungata;
– il grande sforzo profuso dalle imprese per dotarsi di tutte le garanzie necessarie a tenere aperti saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettando le più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie.
“Il settore, a tutela di clienti e dipendenti – spiega Confartigianato Taranto – si è dotato di tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie. Non è un caso che saloni di acconciatura e centri estetici, in questi mesi, non abbiano rappresentato fonte di contagio. Tali imprese garantiscono, infatti, la massima sicurezza anche perché, lavorando su appuntamento, non generano assembramenti. La chiusura delle attività legali, inoltre, sta provocando il dilagare dell’abusivismo. Con la rischiosa conseguenza che, proprio a causa degli abusivi che operano indisturbati, senza rispettare alcun tipo di protocollo o misura di sicurezza, il virus possa diffondersi largamente e con rapidità”.

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