Ex Ilva, i sindacati: “Governo non tergiversi”

 

Dopo l'incontro odierno al MiSE le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici esprimomo tutte le loro preoccupazione sulla vertenza in atto
pubblicato il 26 Marzo 2021, 18:20
10 mins

“Questa mattina si è svolto il presidio di Fim, Fiom e Uilm sotto al Mise con i delegati dei lavoratori di tutta Italia rappresentativi delle crisi industriali nei settori strategici per l’industria nel nostro Paese. Per quanto riguarda le crisi, a partire da quelle più urgenti come Whirlpool, Blutec ex Termini Imerese, Acc- ex Embraco e i tavoli di settore su automotive, aerospazio, elettrodomentico e siderurgia, i Ministri Giorgetti e Orlando hanno annunciato che con l’entrata in funzione della task force verranno programmati gli incontri. La Fiom ribadisce che le crisi non possono aspettare, tanto più che il Governo ha deciso lo sblocco dei licenziamenti per i lavoratori dell’industria già da luglio. Sull’ex Ilva i Ministri hanno dichiarato che nelle prossime settimane, e comunque prima del 13 maggio, verrà perfezionato l’ingresso di Invitalia, con i 400 milioni di euro. Il Governo sta analizzando il piano industriale per capirne la concretezza e da questa verifica dipendono gli investimenti del Recovery Plan sulla siderurgia. Permane, quindi, una condizione di incertezza che peggiora la situazione dei lavoratori di tutti gli stabilimenti, a partire da Taranto, mentre sarebbero necessari investimenti industriali, ambientali e sulla manutenzione”. E’ quanto afferma Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil.

“Stesso stato di incertezza riguarda il sito siderurgico di Piombino, il cui piano industriale è stato respinto. Il Governo sta valutando l’ingresso di capitale pubblico che per noi è condizionato alla salvaguardia di tutta l’occupazione. Riteniamo urgente la convocazione dei tavoli di settore su automotive, aerospazio, elettrodomentico e siderurgia, con la presenza delle imprese e dei sindacati. Le politiche industriali e le politiche per il lavoro vanno discusse insieme. Le risorse del Recovey Fund devono essere utilizzate per consolidare l’industria e garantire l’occupazione, i piani devono essere condivisi con il sindacato. Pertanto, se nei prossimi giorni non arriveranno le risposte e le necessarie convocazioni, torneremo a mobilitarci” conclude la Re David.

“Nell’incontro di oggi con i ministri Giorgetti e Orlando abbiamo assistito di nuovo a uno scaricabarile, questa volta ancora più eclatante perché avviene tra due Ministeri importanti come il Mise e il Ministero dell’Economia. La risposta di Giorgetti sull’ingresso dello Stato all’interno del capitale di ArcelorMittal non solo non è certa, ma è vincolata al parere del Mef e all’eventuale modifica del contratto realizzato il 10 dicembre proprio tra AMI e Invitalia. Ci aspettavamo una presa di posizione netta dopo 9 anni dall’inizio della vertenza, ma si continua a perdere tempo con il rischio serio che la situazione diventi irreparabile. Sembra quasi che si voglia aspettare il giudizio del Consiglio di Stato, atteso il 13 maggio, per non per assumersi le necessarie responsabilità”. Lo dichiarano Rocco Palombella, Segretario generale Uilm e Guglielmo Gambardella, responsabile del settore per la Uilm Nazionale.

“Anche oggi noi abbiamo continuato a chiedere, senza ricevere risposte chiare – esortano – come si vuole procedere, cosa si vuole fare del destino di 20mila lavoratori e di intere comunità e quali sono i progetti concreti che si vogliono mettere in campo”. “Non possiamo attendere i tempi della politica – continuano Palombella e Gambardella – c’è bisogno di un intervento rapido e risolutivo del Governo per gestire la transizione ecologica e il risanamento ambientale indicando piani industriali credibili, salvaguardia dei livelli occupazionali e tempi certi”. “Nessun impegno concreto – concludono – è stato assunto da Giorgetti e Orlando su come si vogliono affrontare le più urgenti crisi aziendali in settori strategici come aerospazio, automotive e siderurgia a fronte del presidio con centinaia di lavoratori provenienti da tutta Italia. E’ indispensabile avviare un intenso programma di incontri in tempi brevissimi per scongiurare che il nostro Paese si indebolisca ulteriormente perdendo asset industriali importanti”.

“È una buona notizia la disponibilità a procedere, nelle prossime settimane. Ma dobbiamo riprendere la discussione su come si rilancia l’attività produttiva e si garantisce l’occupazione. Per questo abbiamo proposto un tavolo anche con l’azienda”, dice in sintesi il segretario generale della Fim-Cisl, Roberto Benaglia, commentando l’incontro in un video pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale del sindacato. 

“Incontro molto proficuo oggi al Mise con il ministro Giancarlo Giorgetti e il ministro del Lavoro, Andrea Orlando: con la task force tra Mise e Ministero del Lavoro – che, appena possibile, verrà istituita – potremo finalmente entrare nel vivo delle crisi e delle politiche industriali”. Lo dichiara il segretario nazionale UGL Metalmeccanici, Antonio Spera, presente all’incontro insieme al segretario confederale dell’UGL, Adelmo Barbarossa, spiegando che “si è parlato di Arcelor Mittal e di tutte le vertenze pericolosamente, per i lavoratori, per l’industria e per la ripresa del Paese, rimaste al palo”.

“Nell’immediato è importante che i ministri Giorgetti e Orlando abbiano promesso lo sblocco dei 400 milioni di investimento pubblico destinati da Invitalia ad ArcelorMittal, in base all’accordo di dicembre scorso, senza aspettare la scadenza del 13 maggio, e che, fatto ancora più importante, gli investimenti consentiranno l’ingresso di tre componenti nel CdA indicati da Invitalia. Fino ad oggi il Governo era assente all’interno del CdA. Sia Giorgetti sia Orlando ritengono che gli accordi fin qui raggiunti tra la multinazionale e il precedente esecutivo fossero troppo sbilanciati in favore di Arcelor Mitta e che la loro intenzione è quella di evitare gli errori del passato, mettendo mano a quanto fin qui pattuito – proseguono -. Abbiamo affrontato anche altre vertenze, Piombino, Embraco e in generale le questioni che ruotano attorno al settore Automotive: la complessità dei tanti nodi da risolvere ha fatto emergere l’esigenza di avviare una task force tra i due ministeri, Sviluppo economico e Lavoro. L’UGL crede fortemente in questo metodo”, conclude Spera.

“L’incontro svoltosi quest’oggi al Ministero dello Sviluppo Economico non lascia dubbi sul fatto che USB fin qui ha sempre avuto ragione su tutto. Oggi il ministro Giorgetti – accompagnato dal ministro del Lavoro Orlando – ha espresso pesanti dubbi sulla credibilità del soggetto ArcelorMittal parlando di una pesante eredità in capo a questo governo nella gestione di una vertenza in cui gli atteggiamenti dell’azienda nei confronti del nostro Paese sono “negozialmente ricattatori” e in cui è necessario innanzitutto recuperare il pallino delle politiche industriali e della governance di Stato nell’ambito delle aziende strategiche a cui si agganciano tutte quelle filiere di prodotto legate come in questo caso all’acciaio”. E’ quanto affermano Sasha Colautti dell’USB Lavoro Privato Nazionale e Francesco Rizzo dell’USB Provinciale Taranto.

“Il governo in soldoni, per bocca dei suoi ministri, prende tempo sull’intervento diretto dello Stato con i 400 milioni e si assume la responsabilità di una verifica ulteriore dell’accordo che prevede l’ingresso di Invitalia nel cda dell’azienda. È evidente però che, al di la del giudizio del governo sul piano ArcelorMittal, nessuno metta in dubbio per davvero questo soggetto aziendale e pensiamo che il governo sia pronto a garantire a prescindere l’iniezione di fondi pubblici. Per USB questa è una pesante contraddizione – proseguono Colautti e Rizzo -. USB in questo incontro ha consegnato ai due ministri un documento di analisi e proposte sulla vertenza, evidenziando da una parte come ArcelorMittal abbia disatteso tutti gli accordi presi e indicando come unica soluzione possibile la nazionalizzazione “vera” dello stabilimento, la cacciata della multinazionale (o quantomeno l’azzeramento dell’attuale gruppo dirigente) e richiedendo che tale percorso avvenga in un quadro di pieno coinvolgimento degli enti locali. Per USB l’accordo di programma per Taranto continua ad essere la via maestra per garantire l’occupazione in un quadro di dismissione delle fonti inquinanti e di superamento del concetto della fabbrica come unica pregiudiziale per la città” concludono dall’Usb.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/03/26/2ex-ilva-servira-un-nuov-piano-industriale/)

Condividi:
Share
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)