Sciopero riders: anche a Taranto stop alle consegne

 

L’appello della NIDIL Cgil: "Per tutta la giornata di domani non ordinate da piattaforme di consegna a domicilio"
pubblicato il 25 Marzo 2021, 18:45
3 mins

Per tutta la giornata di domani, venerdì 26 marzo, i riders italiani e tarantini incroceranno le braccia per il primo sciopero dei servizi di consegna di cibo o spesa. L’azione, per dirsi ben riuscita, necessita del coinvolgimento dei cittadini a cui questi lavoratori chiedono di non ordinare da Deliveroo, Glovo, o Just Eat. Si manifesterebbe così solidarietà ad un settore scarsamente considerato e, nel contempo, le grandi piattaforme nazionali di consegna a domicilio recepirebbero un segnale forte.

“Lo sciopero di domani investe più livelli di coscienza perché oltre ai giovanissimi in cerca di un impiego da paghetta settimanale – spiega Daniele Simon, segretario del NIDIL CGIL di Taranto – centinaia sono i lavoratori che ogni giorno, da quest’attività, traggono il sostentamento per sé e per le loro famiglie. Sono queste le persone umiliate economicamente dall’ultimo accordo siglato tra un sindacato di comodo e le piattaforme di consegna. Accordo che sancisce l’ulteriore abbassamento delle tariffe a cottimo per il servizio”.

“Fanno turni di lavoro massacranti, si espongono al rischio, ma non hanno gli stessi diritti degli altri lavoratori. Per questo chiedono – spiega ancora Simon – una retribuzione vera e non a cottimo, diritti e tutele per la salute e la sicurezza loro e dei loro clienti, diritti previdenziali, il diritto alle ferie e al TFR e il diritto anche ad una rappresentanza sindacale”.

Oggi i fattorini in bici, moto o auto che durante il primo lockdown furono definitivi “servizio pubblico essenziale”, alzano la testa forti anche delle sentenze dei giudici italiani che riconoscono il lavoro subordinato e l’illegalità degli algoritmi per l’assegnazione delle consegne. In ultimo, l’accordo che abbassa le tariffe e annienta i diritti è anti-costituzionale.

“I lavoratori – dicono dal sindacato – chiedono anche agli esercenti che spesso usufruiscono della gestione delle piattaforme di consegna a domicilio, di avere pazienza nonostante il grave periodo vede loro coinvolti in prima persona in questa crisi, tanto quanto il resto del piccolo e del medio commercio. Ma in questa battaglia di civiltà in cui i piccoli esercenti sono penalizzati, la grande distribuzione esercita pressione proprio sul commercio di vicinato”.

I cittadini sono pertanto invitati a mobilitarsi al fianco dei riders italiani e tarantini evitando di utilizzare le app di consegna a domicilio.

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