Ex Miroglio Ginosa, secondo progetto al rallentatore

 

Nuova riunione presso la task force regionale per l'occupazione sull'annosa vertenza del sito produttivo del versante occidentale della provincia
pubblicato il 25 Marzo 2021, 20:35
6 mins

Nuova riunione della task force regionale sulla vertenza della ex Miroglio di Ginosa, al quale hanno partecipato i sindacati di categoria (Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil), l’azienda Ecologistic spa (ex Logistic & Trade srl), il sindaco del comune del versante occidentale Vito Parisi (Movimenti 5 Stelle) e i tecnici della task force con il presidente Leo Caroli.

Una vertenza che dallo scorso anno è tornata a registrare nuove tensioni tra azienda, sindacati ed amministrazione comunale. Una situazione confusa, che  senza coordinamento regionale la questione non si quadra.

La situazione del sito di Ginosa è nettamente migliore rispetto a quella del sito di Castellaneta (interessata dal progetto Agromed di cui parleremo nuovamente domani), ma non per questo meno problematica. L’azienda Ecologistic durante la rinuione ha confermato gli impegni presi a suo tempo, ovvero l’assunzione di 111 lavoratori (ne sono stati già assunti 98), sostenendo però di non riuscire a rispettare l’accordo sottoscritto nell’agosto dello scorso anno, allorquando aveva promesso di assumere 3 lavoratori al mese dal bacino ex Miroglio di Ginosa (prima all’inizio dell’anno e poi rinviato causa pandemia a partire dal 4 agosto), che si sarebbero andati ad aggiungere agli 81 ex miroglini assunti a partire dal 2014 quando venne stipulato l’accordo di reindustrializzazione del sito chiuso dal 2009. chiedendo uno slittamento dello stesso di 12-18 mesi.

L’azienda ha poi anche richiesto la possibilità di installare dei pannelli fotovoltaici su tutto lo stabilimento (55mila metri quadri di estensione) che però renderebbe necessaria, a detta della stessa società, la proprietà sin da subito del secondo lotto del capannone (cosa che comporterebbe, a detta dell’azienda, la possibilità di assumere subito altri lavoratori e metterli in cassa integrazione). Di fronte a questa richiesta, il sindaco Parisi si è detto assolutamente contrario. Rimarcando, insieme ai sindacati, come la condizione necessaria per la proprietà sia il rispetto degli accordi sulle assunzioni per il secondo lotto e che il secondo progetto parta, dimostrando soltanto allora come il luogo di lavoro sia effettivamente sostenibile da un punto finanziario e garantisca un sicuro reddito per i lavoratori.

Anche i sindacati hanno manifestato preoccupazione per la corsa alla proprietà dell’intero capannone avanzata dalla Ecologistic, senza che siano avvenute tutte le assunzioni previste. Pertanto, come da accordi sottoscritti a suo tempo al MiSE, la proprietà del secondo lotto ci sarà nel 2026 a fronte del secondo progetto in marcia, che darà la possibilità di assumere tutti gli ex miroglini. Nel frattempo è stato proposto all’azienda di chiedere al Comune di Ginosa il comodato d’uso sulla seconda parte capannone per l’installazione pannelli fotovoltaici. 

Altra questione sollevata durante la riunione è l’aumento del materiale stoccato inerente al secondo progetto. Derivante da un accordo tra l’azienda e il comune che tra l’altro non è stato ratificato al MiSE (dove sono rimasti all’assunzione prevista per 92 ex miroglini, invece dei 111). Ricordiamo che il secondo progetto che interessa il sito prevede la trasformazione in polimeri del materiale già riciclato: l’aumento prevederebbe 70mila tonnellate di  plastico, 15mila di cartone. Un aumento approvato dall Conferenza dei Servizi. I sindacati hanno evidenziato che la variazione delle tonnellate da smalite, che non corrisponde a quanto previsto dagli accordo che furono sottoscritti nel 2015, deve corrispondere ad un aumento occupazionale. L’azienda ha risposto che una volta assunti i 111 previsti, dal 112esimo in poi la collocazione spetterà sempre a lavoratori provenienti dal bacino degli ex miroglini (quelli rimasti fuori, 58, stando alle liste certificate dall’ARPAL, rispetto ai 181 iniziali anni addietro).

Ricordiamo che lo scorso 19 febbraio la Provincia, attraverso il settore Pianificazione e Ambiente, ha registrato il deposito da parte della società ECOLOGISTIC Spa per l’impianto ubicato in Contrada Girifalco nel Comune di Ginosa e l’ampliamento di impianto esistente preposto alla valorizzazione di rifiuti plastici provenienti dalla raccolta differenziata nonché alla produzione di packaging per il settore ortofrutticolo e non (per una validità di 12 anni), a garanzia degli obblighi derivanti dall’esercizio delle attività di gestione rifiuti ivi descritte, delle seguenti garanzie finanziarie: polizza fideiussoria (n. GE0623454 repertorio n. 201000595 rilasciata da Atradius Crédito y Caución S.A. de Seguros y Reaseguros, Rappresentanza Generale per l’Italia – Roma (cod. fisc: 13993401002 – Ivass D937R – Albo Imprese Elenco I n. I.00136), emessa in Bergamo in data 21/12/2020 per un importo garantito pari a € 3.786.876,00 della durata dal 18/12/2020 al 20/09/2033 (scadenza periodo autorizzato maggiorato di anni due).

Il tavolo si riaggiornerà tra circa un mese. Con la speranza che prima o poi questa lunghissima vertenza possa finalmente traguardare l’obiettivo più importante: la riassunzione di tutti gli ex miroglini e un reddito sicuro per lavoratori e famiglie. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/03/18/tessitura-agromed-ed-ecologistic-vertici-in-regione/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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