Venerdì di Passione in San Domenico

 

pubblicato il 25 Marzo 2021, 20:16
3 mins

Nell’infittirsi degli appuntamenti della Settimana di Passione, che iniziava con il concerto del Lunedì Santo affidato alla fanfara della Marina Militare in San Domenico, la tradizionale funzione dei Sette Dolori conservava (e conserva tuttora) una certa tipicità, rimanendo l’unica in quest’altro anno caratterizzato dalla pandemia. Si tratta della cosiddetta “festa piccola, che si svolge la sera del Venerdì di Passione, sempre in San Domenico, a cura della confraternita dell’Addolorata, all’insegna della preghiera e della meditazione sui Dolori di Maria: Profezia di Simeone, Fuga in Egitto, Smarrimento di Gesù, Incontro sul Calvario, Morte di Gesù, La Deposizione, Gesù nel sepolcro. E null’altro, ad eccezione dei canti della tradizione popolare quaresimale (quelli di Francesco Calia sono ormai in disuso da una ventina d’anni) eseguiti dal coro “Alleluja” a intervallare i commenti. E i confratelli continuano a parteciparvi numerosi, lieti di stringersi attorno alla Madre, certi di ottenere il Suo amore. E tanto si ripeterà questo venerdì, alle ore 18. Per l’emergenza sanitaria non tutti potranno trovar posto nella pur capiente chiesa, per il cui accesso sono previsti i pass (peraltro andati tutti esauriti). A che ne resterà senza non rimarrà che assistere alla diretta video su Studio 100 tv e diffusa anche dalla pagina facebook confraternale.

Per l’occasione la statua dell’Addolorata sarà rimossa dalla cappella laterale dove viene venerata per tutto l’anno e sistemata su un tosello davanti all’altare maggiore, con due confratelli in una sorta di scorta d’onore.

Quest’anno il padre spirituale della confraternita, don Emanuele Ferro, ha invitato a presiedere la funzione l’arcivescovo mons. Filippo Santoro, che commenterà i Sette Dolori attraverso i discorsi da lui pronunciati negli ultimi anni la notte del Giovedì Santo, all’inizio del pellegrinaggio dell’Addolorata per le vie della Città vecchia e del Borgo.

Al termine di ogni commento, due confratelli recheranno una luce davanti alle relative raffigurazioni dei Sette Dolori, realizzate appositamente.

La funzione, secondo consuetudine, avrà termine con il canto de “La Desolata” di padre Serafino Marinosci.

In questo Venerdì di Passione molti usavano aprire o completavano la serata dedicata ai “Sette Dolori” assistendo alle processioni dei Crocifissi a cura delle parrocchie degli Angeli Custodi, al quartiere Tamburi, e di San Lorenzo da Brindisi, in viale Magna Grecia (per quest’ultima il rientro avveniva a tarda ora), dall’anno scorso sospese per via della pandemia. Si trattava di un’occasione particolarmente attesa per l’ascolto delle prime marce funebri tradizionali eseguite da complessi bandistici al seguito, che intervallavano i momenti di preghiera e di riflessione sulle Stazioni della Via Crucis. Si tornerà alla normalità il prossimo anno? E’ la preghiera principale che in San Domenico si leverà alla Beata Vergine pressoché unanime.

Foto Sara Bastianelli

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