ArcelorMittal, protestano appalto e autotrasporto

 

Stamene sit-in aziende dell'appalto di Confindustria. Protesta anche l'autotrasporto con Casartigiani
pubblicato il 22 Marzo 2021, 18:31
3 mins

Si è svolto questa mattina davanti alla sede della Prefettura di Taranto, un sit-in da parte di un gruppo di titolari di imprese dell’appalto di ArcelorMittal che protestano per la “perdurante situazione di incertezza e dal ritardo dei pagamenti delle fatture per i servizi resi”, e manifestano “preoccupazione per le ultime dichiarazioni di ArcelorMittal Italia inerenti la produzione e gli impianti”. La multinazionale, secondo quanto hanno dichiarato durante il presidio gli imprenditori, ha paventato anche il blocco dei cantieri dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). In mattinata una delegazione di associati a Confindustria Taranto ha poi incontrato il prefetto Demetrio Martino per consegnare simbolicamente le chiavi delle proprie aziende e sollecitare un incontro urgente con il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

Anche le imprese dell’autotrasporto che lavorano per la multinazionale siderurgica ArcelorMittal, tornano per l’ennesima volta sul piede di guerra. Ormai da lunghissimo tempo non ricevono il pagamento per i servizi già erogati. Inadempienze già denunciate nei mesi scorsi e che continua a generare forte preoccupazione tra i trasportatori, ormai impossibilitati a pagare anche gli stipendi. 

“La situazione, che coinvolge anche i lavoratori dell’indotto di Novi Ligure e Genova, peggiora di mese in mese. Mittal continua a non rispettare gli impegni. Ad oggi le imprese sono ferme agli acconti delle fatture di ottobre – riferisce Giacinto Fallone, coordinatore della categoria degli autotrasportatori di Casartigiani Taranto – Tutto il parco mezzi dell’indotto è in queste condizioni. Nel complesso, le imprese vantano crediti per almeno 5-6 milioni di euro“. 

Le notizie che giungono negli ultimi giorni non promettono bene e generano incertezza e preoccupazione tra gli imprenditori. ArcelorMittal ha infatti annunciato “una riduzione dei suoi livelli di produzione ed un rallentamento temporaneo dei suoi piani di investimento” fino a quando Invitalia “non adempierà agli impegni presi con l’Accordo di Investimento”.

La complicata vertenza dell’acciaieria sta mettendo a dura prova il comparto e la continuità operativa delle aziende tarantine che contavano già ingenti crediti maturati con la precedente gestione Ilva. 

In assenza di una seria interlocuzione con l’azienda e del pagamento delle fatture nel giro dei prossimi giorni, i trasportatori sono pronti a fermarsi. “Siamo stanchi di aspettare, siamo al limite della sopportazione – commenta Fallone -. La multinazionale stia usando le imprese di Taranto come grimaldello per costringere il Governo a intervenire a suo favore. Siamo sotto ricatto, ancora una volta. ArcelorMittal dica chiaramente che intenzioni ha. La mancanza di trasparenza e chiarezza ci costringe a bloccare il servizio di trasporto”.

Il segretario provinciale di Casartigiani Stefano Castronuovo, a fronte di una situazione non più sostenibile, fa appello alle istituzioni locali «perché si facciano carico della questione e tutelino imprese e operatori che a causa di scelte politiche sbagliate rischiano di pagare, ancora una volta, il prezzo più alto».

Condividi:
Share
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)