Melucci alla Carfagna: “Andare oltre il CIS”

 

Referente per il Contratto Istituzionale ora è la titolare del Ministero per il Sud. Il primo cittadino lancia l'invito
pubblicato il 21 Marzo 2021, 10:24
6 mins

Il neo ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna sarà a capo del CIS. E, quindi, si occuperà direttamente del Tavolo interistituzionale per Taranto, cioè quel grande contenitore progettuale e con risorse che ammontano a circa un miliardo di euro (vecchie e nuove) del quale s’era occupato dapprima Luigi Di Maio quale ministro dello Sviluppo economico e, successivamente, nell’ultimo governo Conte, il parlamentare tarantino Mario Turco, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Già ministro per le Pari opportunità nel governo Berlusconi, e fino a poche settimane fa vicepresidente della Camera dei deputati, Mara Carfagna è donna del Sud, quindi dovrebbe conoscere molto bene le problematiche che attanagliano il Mezzogiorno e, di conseguenza, la vicenda Taranto. Almeno, questo è l’auspicio.
Ne abbiamo parlato con il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. Il primo cittadino, dopo aver interloquito prima con Di Maio e poi con il concittadino Turco, ora lo farà con il ministro Carfagna. Da qui un suo invito: andare oltre il Contratto Istituzionale per lo Sviluppo per Taranto.

Tenendo conto che diverse cose sono state fatte e altre sono in cantiere, e che non è mancata mai la vostra interlocuzione progettuale, cosa potrebbe cambiare o cosa vi aspettate che cambi?

«Il tavolo del Cis di Taranto, dall’atto del mio insediamento nel 2017, è stato finalmente riempito di contenuti amministrativi e progettuali, come può evincersi dai copiosi passaggi documentali. E questo nonostante i frequenti e repentini cambi di Governo e della formula organizzativa, che lo hanno progressivamente portato ad essere gestito prima dal Ministero del Sud, poi dal Ministero dello Sviluppo Economico, quindi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ora di nuovo al Ministero del Sud. Questo ultimo approdo potrebbe rappresentare anche una buona notizia, per la competenza e l’equilibrio che riconosciamo alla Ministra Mara Carfagna, al di là delle etichette di partito, ma anche per la centralità e il valore delle interazioni che Taranto determina nel sistema economico dell’intero Mezzogiorno. Il Cis oggi non ha bisogno di gendarmi, ha ben programmato tutti i filoni di spesa, almeno per parte del Comune di Taranto. Il tavolo adesso ha bisogno di dare una accelerazione definitiva alla fase esecutiva dei progetti e una semplificazione normativa a certi temi complessi, penso al Sin, al ciclo delle bonifiche straordinarie, alla Zes, al piano per la transizione giusta dell’UE. Avevamo riposto molta fiducia nel precedente Governo, ora bisogna passare dalle intenzioni ai fatti, perché la comunità si è rimessa speditamente in cammino e non avrebbe senso un Cis carrozzone burocratico o l’ennesima passerella ad uso della politica. In ultimo, a ben guardare, non servono nemmeno tante nuove risorse, serve essere coerenti con la transizione ecologica, economica ed energetica che i cittadini hanno ormai indicato e che è stata trasferita nel piano strategico comunale Ecosistema Taranto e in quello regionale Taranto Futuro Prossimo. Semmai, confido in una convocazione urgente della nuova Ministra perché il tempo stringe per le coperture finanziarie promesse da diversi Governi sui Giochi del Mediterraneo».

Secondo Melucci, da dove si deve ripartire per accelerare quella che si può definire la trasformazione del territorio?

«La mia Amministrazione comunale, come risaputo, spinge forte sulla diversificazione produttiva ed il recupero delle nostre filiere identitarie e sostenibili. Questa è la direzione maestra, non ci saranno scostamenti da questo punto di vista, e la riconversione tecnologica radicale della grande industria, se il Governo saprà finalmente assecondare questa aspirazione di Taranto, anche grazie al Recovery Plan, potrà mettere fine ad una lunga epoca di tensioni, ritardi ed errori. In riva allo Ionio la transizione ecologica è realtà giorno dopo giorno, con una grandissima fatica, perché il cambio richiesto è prima di tutto culturale, dopo decenni di miopia nei quali ci siamo adagiati proprio sulla industria pesante. Quel tempo è passato per sempre, la pandemia ha dato l’ultima spallata, non sperpereremo tutta questa fatica. Taranto inizia oggi ad essere un modello per altri territori in difficoltà, adesso serve solo un protagonismo convinto del nostro sistema di imprese e dei nostri giovani verso il cosiddetto green new deal».

Ci sono punti sui quali il Comune di Taranto preferirebbe che il CIS intervenga ma che finora sono stati trascurati o neppure affrontati?

«Taranto ha complessità e sedimentazioni imparagonabili con qualunque altro luogo, per questo già a marzo del 2020 avevamo richiesto con gli altri Enti locali al Governo che potesse fungere da ordinata ed unica cabina di regia dei processi inerenti il nuovo modello di sviluppo per l’intera area ionica. In questo senso, io penso che l’oggetto del contratto istituzionale sia ormai superato, insufficiente nell’accompagnare la transizione che abbiamo in mente, sarebbe utile un arricchimento ed un salto di qualità negli obiettivi che il territorio si prefigge, a cominciare dalle infrastrutture strategiche, faccio per dire l’alta velocità ferroviaria, il casello autostradale, la perfetta dualità dell’aeroporto di Taranto-Grottaglie, l’evoluzione della presenza universitaria, ecc. Ma soprattutto, spero stavolta sia il Cis dei giovani e del lavoro, altrimenti i tanti cantieri in procinto di partire non genereranno la ricaduta sperata nella vita dei cittadini».

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

Un Commento a: Melucci alla Carfagna: “Andare oltre il CIS”

  1. Fra

    Marzo 21st, 2021

    Ah che pazienza , di nuovo a discutere ,ma perché fino adesso che ha fatto Turc0?faceva l’illusionista del circo equestre che manca alla città ,come manca un parco giochi . Ma mi chiedo , facciamo venire la gente a Taranto,per fare che ? Hai visto il museo ,ok bello ,poi il castello ,superbo ,poi le tombe ,wow e dopo ah certo il lungomare ..la nostra litoranea ,:-(, le nostre spiagge , belle verso il Salento ,la spazzatura certo ,le buche ,le feci dei cani ,le urla dei tarantini ,ma no magari facciamo inserire la teleferica per farci vedere l’ilva con le sue bellezze che sovrastano la città ,oppure li portiamo a vedere le discariche vergini ,o non so li facciamo il parco della rimembranza o i cantieri navali tenuto a lustro ,o li portiamo a vedere il fiume Galeso mentre i cozzari si fanno il bidet o lavano le mutande ,o che ne so li facciamo vedere il muro di Berlino detto il muraglione ,all’interno c’è una locomotiva dell’Ottocento che supera in velocità i nostri treni . Ma insomma perché non portarli nella new galaxy enterprise mega galattica all’aeroporto Arlotta di Taranto o no scusi D’Alo è tutto suo ,ma a Monteiasi dicono che è il loro (mettetevi d’accordo ) li portiamo a vedere Sakura ai giardini tagliente “siamo siciri che siano ciliegi “,non lo so potremmo portarli a vedere le persone che attendono i bus sotto la pioggia ,o che dire li facciamo vedere che possono viaggiare senza timbrare il biglietto ,o altro li facciamo vedere tra trenta ,quarant’anni casa Paisiello ,l’universita della fortezza delle scienze,che ne so il porto mercantile mentre urinano dietro i chioschi ,o il bellissimo e rappresentativo quartiere Tamburi ,in pratica più che un parco divertimento li portiamo ai parchi minerali ,poi ci sono come attrazione i guardrail Rossi “unici in Italia e nel mondo”,ma ovvio l’acquedotto del Triglio dove al posto dell’acqua ci sono le piante da ornamento ,tutto rosso minerale e pronto al crollo ,possiamo farli vedere le vestigia dell’anfiteatro Romano pieno di muschi e licheni e la bellissima palazzina che abbiamo preferito costruire ,portiamoli nella necropoli di via Emilia Dove privatamente o abusivamente è sorta una foresta urbana e le pietre sembrano panchine o posti dove i cani possono urinare felici ,che dire di corso Italia ,facciamo vedere come curiamo il verde,che attenzioni diamo alle cose E dopo ci diamo delle risposte ,perché siamo ultimi ,perché non abbiamo ciò che ci spetta? ,chi ci rappresenta? ,che governo abbiamo? ,come se Biden governasse insieme a trump,Macron con la penne,merkel con Orban , non so cosa serve parlare di partiti ,di zingaretto di Letto ,di Renzo o di Lucia ,di salvino di Di mao ,di Grillo della cicale ,abbiamo un governo senza opposizione senza senso senza democrazia ,sempre pronti a portarci al fallimento e a farci assistere alle ingiurie del presente e che Taranto in primis vive . Buona fortuna il lavoro è arduo,la città è rossa già di suo ,tingiamola di bianco ,magari come Ibiza senza tanti colori ,ma con tanto divertimento ,quello che manca da anni aI tarantini, . Risplendi di luce propria tarand nuestre,reagisci !!

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