Ex Ilva, i sindacati: “Azienda nel caos assoluto”

 

Le Rsu Fim Fiom Uilm annunciano la fermata di diversi impianti comunicati dall'azienda e chiedono al governo un impegno immediato
pubblicato il 20 Marzo 2021, 09:54
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Nella tarda serata di ieri ArcelorMittal Italia ha comunicato alle organizzazioni sindacali la fermata di ulteriori impianti a partire dal 19 marzo, sospendendo, di fatto, le ripartenze previste per alcuni impianti.

Le fermate riguarderanno i seguenti reparti:

Acciaieria 1 – ad oggi era presente un presidio di lavoratori che avrebbe potuto garantire l’eventuale ripartenza. Da domani il reparto si ferma e tutto il personale sarà collocato in cassa integrazione.

ERW – in queste settimane l’azienda aveva avviato le procedure per il riavvio dell’impianto con l’ingresso del personale di manutenzione. Le attività saranno sospese in attesa di nuove direttive.

PLA/2 – la ripartenza del treno lamiere era prevista per l’ undicesima settimana, tuttavia, al momento non si conosce la data di riavvio dell’impianto.

TNA/2 – slitterà alla prossima settimana, a seguito di fermate improvvise per problematiche impiantistiche, la ripartenza del treno nastri 2;

Manutenzioni centrali/Magazzini – nel tardo pomeriggio l’azienda aveva già comunicato un aumento del numero di lavoratori collocati in cassa integrazione per un numero totale di 250. A questi si aggiungerà altro personale in proporzione alle fermate sopra indicate.

“È del tutto evidente – commentano le Rsu Fim Fiom Uilm – che l’azienda è in uno stato di assoluto caos e la comunicazione, avvenuta in tarda serata alle OO.SS., delle fermate degli impianti sopracitati è il chiaro esempio che l’azienda non riesce a programmare la produzione e continua a gestire una fabbrica così complessa tralasciando gli aspetti della sicurezza, dell’ambiente e della manutenzione impiantistica”.

Inoltre, già nei giorni scorsi Fim, Fiom e Uilm “hanno chiesto un incontro per conoscere gli assetti di marcia in quanto i fatti accaduti in questi ultimi giorni hanno destato forte preoccupazione, alle scriventi organizzazioni sindacali, per le possibili ripercussioni sia dal punto di vista ambientale che della salvaguardia degli impianti e dell’occupazione”.

“Nelle prossime ore vi comunicheremo le iniziative, in cui saremo impegnati, per impedire alla multinazionale di continuare a gestire lo stabilimento siderurgico con l’unico interesse: garantirsi il profitto a discapito dell’ambiente, dei lavoratori e degli impianti” concludono le Rsu rivolgendosi ai lavoratori del siderurgico tarantino. “Il governo intervenga subito!” chiedono le Rsu Fim Fiom Uilm.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/03/20/arcelormittal-rallenta-invitalia-ancora-inadempiente2/)

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