Confindustria: sit-in indotto ex Ilva. La Uilm: “Ora basta”

 

Lunedì, a partire dalle 9, aziende sotto la Prefettura di Taranto: una delegazione incontrerà il Prefetto
pubblicato il 20 Marzo 2021, 16:59
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Già preoccupate dalla perdurante situazione di incertezza e dal ritardo dei pagamenti, le aziende dell’indotto ex Ilva dello stabilimento di Taranto hanno deciso, dopo le ultime dichiarazioni di ArcelorMittal Italia inerenti la produzione e gli impianti, di chiedere un incontro urgente al Prefetto di Taranto, che si terrà lunedì 22 marzo alle ore 11. Ad incontrare il prefetto Martino sarà una delegazione di imprenditori della sezione metalmeccanica di Confindustria Taranto.
I rappresentanti delle imprese, riunitisi nelle ultime ore in Confindustria, terranno a partire dalle ore 9 un sit in pacifico e nel rispetto delle norme anti assembramento a partire dalle ore 9 sotto la sede della Prefettura.
E intanto la Uilm dice basta. In merito alle direttive date nella tarda serata di ieri, con le quali l’azienda fermava la produzione di impianti con il ridimensionamento del personale di officine centrali e di magazzino generale, “ci è stata comunicata oggi la ripartenza di alcuni impianti causata dalla marcia dei tre altiforni a pieno regime.: ACC/1: ripartenza; verrà chiamato il personale per consentire il riavvio; TNA/2: in data odierna è prevista la ripartenza; Manutenzioni centrali: il ripristino del numero del personale presente nei giorni in cui avevamo la produzione dei tre altiforni a pieno regime”, scrive in una nota il sindacato.
“A nostro malgrado, PLA/2 e ERW restano fermi senza avere una visione del loro futuro – aggiunge la Uilm -. Per quanto riguarda l’appalto non c’è stata data nessuna indicazione su pagamenti e riprese di attività, soprattutto su quelle che prevedono il rispetto dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Gravissima la decisione, ma soprattutto la gestione, dello stabilimento nelle mani di chi vuole solamente distruggere gli impianti a scapito di tutti i lavoratori dell’azienda e anche dell’intera comunità tarantina. Questa gestione ha dimostrato tutte le sue inadempienze ma, soprattutto, incapacità di portare avanti lo stabilimento di Taranto. Chiediamo al Governo di intervenire immediatamente altrimenti nella nostra città esploderà una bomba sociale e occupazionale senza precedenti. Pretendiamo immediatamente da parte di AMI una convocazione urgente per capire dove si voglia arrivare; altrimenti, da lunedì stesso, inviteremo anche le altre organizzazioni sindacali a mettere in campo mobilitazioni ed iniziative di lotta. I lavoratori di AMI ed appalto sono stanchi di aspettare chi dovrebbe decidere per il loro bene e quello della città ma non agisce”.

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