Discarica Vergine, nel futuro nuova riapertura?

 

Aggiornamento in V commissione regionale sullo stato dell'arte. Regione ed ARPA confermano avvio attività messa in sicurezza
pubblicato il 19 Marzo 2021, 20:09
6 mins

Che sul futuro della discarica Vergine di Lizzano ci fosse un grande punto interrogativo lo abbiamo sempre scritto. Negli anni abbiamo seguito a lungo le vicende legate al sito di rifiuti del versante orientale della provincia, sottolineando come l’acquisizione del terreno da parte della Lutum, società controllata dal gruppo CISA di Massafra, lasciava presagire tutt’altro che la chiusura definitiva della discarica. Società che ha preso l’impegno di effettuare le operazioni di messa in sicurezza del sito e relativa bonifica. Operazioni per le quali, vogliamo ricordarlo ancora una volta, sia la Regione Puglia che il Comune di Taranto hanno stanziato fondi per quasi 10 milioni di euro.

L’aggiornamento sulla situazione relativa alla discarica Vergine è stato uno degli argomenti trattati dalla V Commissione Ambiente regionale presieduta da Paolo Campo. L’argomento è stato sottoposto all’attenzione dei commissari dal consigliere Renato Perrini che a conclusione dell’audizione ha chiesto, avendo preso atto di tutti gli interventi, tutta la documentazione in possesso della Regione e del’Arpa.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/06/01/bonifica-discarica-vergine-qualcosa-si-muove/)

Secondo quanto relazionato da ARPA Puglia presente all’audizione, sono iniziate le attività di messa in sicurezza e bonifica del sito. Come si ricorderà queste attività hanno avuto in realtà l’ok dal Riesame del tribunale di Lecce, che aveva accolto la richiesta di intervento di messa in sicurezza. Il dispositivo emesso dal Tribunale precisava infatti che, tenendo fermo il sequestro preventivo in atto, autorizzava all’espletamento degli interventi di messa in sicurezza per la salvaguardia dell’ambiente sotto lo stretto controllo delle Autorità competenti che devono effettuare i controlli appropriati. Il gip del tribunale di Lecce aveva invece respinto la richiesta di dissequestro del sito, avanzato dalla attuale proprietà, società Lutum srl che si occupa appunto delle attività di messa in sicurezza.

La Regione e l’ARPA hanno inoltre assicurato che tutte le attività nel sito sono costantemente e accuratamente monitorate e l’assessore all’ambiente, Anna Grazia Maraschio pur comprendendo le perplessità espresse dalla sindaca di Lizzano Antonietta D’Oria, ha ribadito che c’è la massima attenzione da parte della Regione proprio perché si tratta di una situazione delicata e tutte le decisione vengono assunte da persone qualificate dell’ARPA “che per noi rappresenta un presidio di sicurezza” ha detto. Ente regionale che negli anni ha sempre ribadito la sua ferma posizione sulla conclusione della vicenda legata alla discarica Vergine: ovvero la messa in sicurezza del sito, la bonifica e la sua chiusura definitiva. Eventualità sulla quale abbiamo sempre sollevato profondi dubbi.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/09/25/processo-discarica-vergine-gestori-e-societa-assolte/)

Infine lo scorso 19 gennaio, si sono riuniti i Sindaci della provincia di Taranto proprio sul tema della discarica Vergine. Dopo aver ascoltato l’intervento del sindaco di Lizzano che ha riassunto tutte le tappe della vicenda, al termine della discussione i sindaci hanno dato indirizzo al presidente della Provincia di portare sui Tavoli tecnici di competenza posizioni che vanno esclusivamente nella salvaguardia e tutela dei territori e della salute dei concittadini, e, nello specifico, di proporre le seguenti questioni: 

– Introduzione dell’isola amministrativa Taranto/B con ampliamento della progettazione di recupero ambientale ricadente nell’area di crisi ambientale CIS (con fondi Just Transition Fund); programmando un’estensione della piantumazione di alberi, in un’area altamente inquinata, come da progettazione del piano di “ambientalizzazione, rinaturalizzazione di aree pubbliche e implementazione del verde”.

– l’ottemperanza fedele dell’ordinanza provinciale prot. 11032 del 31-03-2017: messa in sicurezza: emungimento e caratterizzazione del percolato superficiale e profondo; copertura completa delle vasche; estrazione e caratterizzazione del biogas); 

ripristino della rete dei pozzi spia come da progetto IRSA (marzo 2020) con 10 pozzi complessivamente: ripristino dei 4 piezometrici esistenti nel perimetro della discariche; integrazione di 6 nuovi piezometrici; Piano di Caratterizzazione dei luoghi.

– estensione di tutti i tavoli tecnici, riguardanti la discarica Vergine-Lutum, a tutti i comuni prospicienti la discarica.

– le modifiche all’articolo 195 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, concernenti l’introduzione del fattore di pressione tra i criteri di valutazione per la localizzazione delle discariche e degli impianti di recupero dei rifiuti urbani.

Staremo a vedere se le operazioni procederanno nella direzione indiacata da ARPA Puglia e se dopo la messa in sicurezza e bonifica il sito sarà realmente chiuso. O se, come ribadiamo da sempre, dopo queste operazioni (che non sappiamo ancora con chiarezza se stiano avvenendo attraverso fondi pubblici gestiti da un privato come temiamo) il sito riaprirà.

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/10/11/discarica-vergine-terreno-venduto-al-gruppo-c-i-s-a/)

Condividi:
Share
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Commenta

  • (non verrà pubblicata)