Tessitura, Agromed ed Ecologistic: vertici in Regione

 

La task force regionale per l'occupazione ha convocato tre incontri sulle vertenza del sito del gruppo Albini e dei siti ex Miroglio di Castellaneta e Ginosa
pubblicato il 18 Marzo 2021, 19:41
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La task force regionale per l’occupazone ha convocato per domani mattina una riunione in videoconferenza in merito alla vertenza della Tessitura di Mottola del Gruppo Albini. All’incontro sono stati convocati i sindacati generali Cgil, Cisl e Uil e le sigle di categorie Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, oltre che l’azienda. Che lo scorso 4 marzo ha comunicato ai sindacati di aver messo in liquidazione l’impianto industriale mottolese, preferendo spostare tutta la produzione all’estero o a Bergamo. Compromettendo il futuro di 117 lavoratori ed aprendo così l’ennesima drammatica vertenza in provincia di Taranto.

Sempre la task force regionale per l’occupazone, ma in questo caso martedì 23 marzo, ha convocato altre due riunioni sempre in videoconferenza. La prima per aggiornare la situazione in merito alla reindustrializzazione del sito ex Miroglio di Castellaneta, interessato dal progetto ‘Agromed’ fermo da mesi (anche in questo caso sono stati invitati i sindacati generali e di categoria e la stessa società).

La novità che potrebbe finalmente sbloccare l’investimento pari ad 11 milioni di euro da parte della società benefit a capitale pubblico della Camera di Commercio di Taranto (impegnati con una delibera del Cipe nel dicembre 2019), è giunta lo scorso 9 marzo allorquando il comune ha comunicato il dissequestro del sito produttivo da parte della Procura, con la successiva restituzione dell’immobile all’ente civico. Il sequestro e quindi l’impossibilità di operare e far partire il progetto che prevede la realizzazione di una piattaforma logistica per stoccaggio, innovazione e trasformazione dei prodotti ortofrutticoli, era lo scoglio che la società aveva sempre ritenuto insormontabile per mantenere fede agli impegni presi attraverso l’accordo quadro sottoscritto al Mise il 25 maggio 2020, che prevedevano in particolare la reindustrializzazione del sito chiuso dal 2004, oltre al graduale assorbimento di 28 unità lavorative da attingere dal bacino di crisi della precedente unità produttiva dismessa, a partire dal settembre dello scorso anno, ovvero nel 2020. Impegni che però al momento sono stati disattesi, tanto far temere negli scorsi mesi che l’intero investimento e il relativo progetto potessero saltare. Sicuramente la riunione di martedì fornirà nuovi elementi.

Infine, sempre martedì mattina con le stesse organizzazioni sindacali, si terrà un confronto per monitorare il progetto di reindustrializzazione del sito ex Miroglio di Ginosa da parte della società Ecologistic. In particolar modo il focus sarà sul secondo progetto che interessa il sito e che prevede la trasformazione in polimeri del materiale già riciclato, dopo che questa estate la tensione era tornata a salire, allorquando i sindacati di categoria (Filcams Cgil, Femca Cisl e Uiltucs Uil) denunciarono il mancato rispetto degli impegni da parte della società Ecologistic Spa(ex Logistic & Trade srl), che dopo una serie di incontri aveva promesso di assumere 3 lavoratori al mese dal bacino ex Miroglio di Ginosa (prima all’inizio dell’anno e poi rinviato causa pandemia a partire dal 4 agosto), che si sarebbero andati ad aggiungere agli 81 ex miroglini assunti a partire dal 2014 quando venne stipulato l’accordo di reindustrializzazione del sito chiuso dal 2009.

Anche in questo caso registriamo una novità: lo scorso 19 febbraio la Provincia, attraverso il settore Pianificazione e Ambiente, ha registrato il deposito da parte della società ECOLOGISTIC Spa per l’impianto ubicato in Contrada Girifalco nel Comune di Ginosa e l’ampliamento di impianto esistente preposto alla valorizzazione di rifiuti plastici provenienti dalla raccolta differenziata nonché alla produzione di packaging per il settore ortofrutticolo e non (per una validità di 12 anni), a garanzia degli obblighi derivanti dall’esercizio delle attività di gestione rifiuti ivi descritte, delle seguenti garanzie finanziarie: polizza fideiussoria (n. GE0623454 repertorio n. 201000595 rilasciata da Atradius Crédito y Caución S.A. de Seguros y Reaseguros, Rappresentanza Generale per l’Italia – Roma (cod. fisc: 13993401002 – Ivass D937R – Albo Imprese Elenco I n. I.00136), emessa in Bergamo in data 21/12/2020 per un importo garantito pari a € 3.786.876,00 della durata dal 18/12/2020 al 20/09/2033 (scadenza periodo autorizzato maggiorato di anni due). Vedremo anche in questo caso quali nuovi elementi emergeranno dal confronto tra le parti.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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