Taranto, truffa delle “mascherine”: 6 arresti

 

Le indagini della Guardia di Finanza di Taranto hanno permesso di scoprire la truffa ai danni della Protezione Civile del Lazio e altri enti privati che avevano stipulato con la società tarantina contratti per forniture da 25 milioni di euro
pubblicato il 17 Marzo 2021, 12:53
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“La fase critica della prima ondata della Pandemia, insieme alla possibilità di entrare facilmente nelle maglie larghe delle modalità di appalto previste per sveltire le procedure, data l’urgenza di reperire dispositivi sanitari, ha aumentato l’opportunità di fare guadagni facili”.

E’ questo uno dei passaggi chiave della conferenza stampa di stamattina nel Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Taranto, dove il tenente colonnello Antonio Antonucci e il comandante provinciale Massimo Dell’Anna, (nella foto sotto) hanno illustrato e spiegato le 6 ordinanze agli arresti domiciliari nei confronti di altrettanti imprenditori tarantini per associazione per delinquere finalizzata alla truffa.

Parte lese delle vicenda, la Protezione Civile del Lazio e altre piccole imprese private, che avevano stipulato un contratto di fornitura per 25 milioni di euro per camici, tute, guanti e mascherine. Impresa, quella che faceva capo ai sei, fino al mese di marzo 2020 attiva soltanto nel settore del commercio di integratori alimentari e, con un capitale sociale (10 mila euro appena) e un volume d’affari (300 mila euro in tutto nell’anno precedente), troppo modesti rispetto all’impegno assunto.

La società, ha infatti fornito documenti rilasciati da enti non idonei tra gli organismi deputati a rilasciare le attestazioni di conformità e, successivamente, per superare le procedure di sdoganamento della merce proveniente da Cina e Turchia, ha prodotto falsi certificati di conformità. (Guarda il video delle intercettazioni telefoniche) L’obiettivo, era quello di ricevere i 5 milioni di “acconto”, praticamente immediati, a fronte dell’importo complessivo di circa 25 milioni di euro.

Le indagini, condotte col supporto del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e dell’Unità di Informazione Finanziaria, da un lato hanno bloccato il pagamento a saldo dell’intera fornitura da parte della Protezione Civile, pari a circa 25 milioni di euro, dall’altro hanno consentito di far recuperare allo stesso ente gli importi versati sotto forma di merce.
Una parte dei proventi invece, sono stati riciclati e autoriciclati dagli indagati attraverso il trasferimento dei fondi su conti esteri e quindi ancora in fase di recupero.

Il provvedimento cautelare, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Taranto, Benedetto Ruberto, su proposta del Procuratore Aggiunto della Repubblica, Maurizio Carbone e del Sostituto Procuratore della Repubblica, Antonio Natale, ha disposto le sei ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari per: associazione per delinquere, truffa aggravata, falso, vendita di prodotti industriali con segni mendaci, frodi nelle pubbliche forniture, riciclaggio e autoriciclaggio.

La vigilanza sulle operazioni economiche originate dal continuo flusso di movimentazioni di denaro ha però consentito di emettere un sequestro preventivo di denaro e beni per un importo complessivo di circa 4 milioni di euro.

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Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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