Tempa Rossa si ferma dopo appena tre mesi

 

Fermata generale per il Centro Olio di Corleto Perticara dopo una serie di probemi e anomalie. Preoccupazione tra i cittadini
pubblicato il 15 Marzo 2021, 21:25
10 mins

Dopo appena tre mesi dalla messa in esercizio, il Centro Olio Tempa Rossa sospende le sue attività per una così detta ‘fermata generale‘. Una decisione che la Total Italia ha preso dopo la richiesta avanzata in tal senso dalla Regione Basilicata durante una riunione con la società lo scorso 3 marzo.

Richiesta arrivata in seguito ad una serie di eventi emissivi ed odorigeni (tra il 14 e il 17 gennaio, tra il 18 gennaio e il 5 febbraio, dal 25 al 28 gennaio, tra il 13 e il 14 febbraio) che hanno creato allarme e malcontento nei cittadini e nelle istituzioni sin dall’avvio della messa in esercizio dell’impianto, in particolar modo nei mesi di gennaio e febbraio. Dove alte fiammate si sono spesso levate dalle torce dell’impianto.

Ma se in rfierimento agli eventi di metà gennaio l’Arpab (l’Agenzia di Protezione Ambientale della Basilicata) aveva asserito che “dall’analisi dei dati verificati da ArpaB, registrati dalla quattro stazioni fisse di qualità dell’aria di proprietà e diretta gestione della Total, e dal mezzo mobile ArpaB, si evince che per il periodo di riferimento 14-17 gennaio 2021 nessuno degli inquinanti riportati ha valori superiori ai limiti previsti dal D.Lgs.155/2010″, tutt’altro giudizio è stato espresso dall’Agenzia in merito agli episodi emissivi di febbraio.

L’Arpab infatti ha relazionato che “in merito agli episodi della visibilità in torcia dei giorni 13 e 14 febbraio 2021 al Centro Olio Tempa Rossa a Corleto Perticara (Pz) i tecnici ARPAB del “Servizio Aria, controlli e verifiche emissioni” hanno inviato al Dipartimento regionale Ambiente una nota nella quale si evidenzia che sono state superate le soglie delle polveri, dell’anidride solforosa (SO2) e dell’ossido di azoto (NOx). In particolare, per quanto riguarda le polveri, è stato registrato un superamento fino a 270 volte il limite orario. Per l’anidride solforosa il superamento è stato di 100 volte il limite orario e l‘ossido di azoto di quattro volte il limite orario”. Infine nella relazione tecnica si evidenzia che “il gestore Total ha reiterato la violazione di quattro prescrizioni AIA“.

Violazione a cui è seguita il 23 febbraio da parte dell’Ufficio Compatibilità ambientale della Regione Basilicata, il Dipartimento Ambiente dell’enteha notificato alla Total E&P Italia spa, gestore del Centro Olio Tempa Rossa, la determina del 18 febbraio 2021 con la quale vengono comminate alla società petrolifera sanzioni per 30 mila euro, riferite agli eventi anomali verificatisi dal 14 al 18 gennaio. Alla Total E&P Italia, in particolare, è stata contestata la violazione dell’obbligo di una corretta comunicazione “in quanto non è stato possibile valutare in maniera certa l’entità degli eventi e dei malfunzionamenti. Inoltre, si è sanzionata la circostanza che non è stato possibile verificare il rispetto dei valori limite e delle prescrizioni di carattere gestionale”. All’erogazione della sanzione si è arrivati dopo un’analisi dei fatti da parte dell’Ufficio Compatibilità ambientale e dell’Arpab, che ha visto anche interlocuzioni ufficiali con la Total. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/03/08/tempa-rossa-ministero-dellambiente-bacchetta-leni2/)

La società ha spiegato attraverso una serie di comunicati stampa i motivi dei fenomeni emissivi, sostenendo che “in caso di evento anomalo, che determina una fermata improvvisa, quanto indesiderata, degli impianti, possono verificarsi fasi di spegnimento e di accensione di apparecchiature dotate di sistemi “SME”, durante le quali le stesse apparecchiature non potranno rispettare i limiti emissivi propri del normale funzionamento, come tra l’altro contemplato dalla stessa Autorizzazione Integrata Ambientale”. In merito alle fiammate sempre la Total ha spiegato che “l’effetto di visibilità della fiamma riscontrato è stato causato da una piccola perdita di gas infiammabile all’interno del cabinato di un compressore del Centro Olio che è stata rilevata tempestivamente da due sensori ubicati a bordo macchina. Coerentemente con quanto previsto dalla logica automatizzata di sicurezza del Centro Olio, è avvenuto l’arresto automatico del compressore e si sono attivate le sirene d’allarme. L’evento, ancorché di breve durata, è stato seguito dal ri-avviamento delle unità di trattamento gas che, per limitare il fenomeno di visibilità della fiamma in torcia, è avvenuto con una produzione ridotta al 50% della portata dell’impianto ed è andato via via riducendosi“. Gli altri eventi sono da addebitare allo spegnimento caldaia, ad un’errata lettura del trasmettitore di vibrazioni, ad un’errata lettura del trasmettitore di pressione dovuta all’abbassamento delle temperature e da alcune problematiche riscontrate negli ultimi giorni nel raggiungimento delle specifiche del GPL prodotto in impianto.

Pertanto, “al fine di assicurare ai lucani che l’impianto Centro Olio Tempa Rossa eserciti la sua attività in piena affidabilità e sicurezza, la Regione Basilicata ha chiesto alle società concessionarie una “fermata generale” dell’impianto che comporterà un’attività manutentiva sostanziale – ha dichiarato il presidente Bardi -. Le società hanno condiviso la richiesta della Regione e procederanno a redigere un approfondito “studio di affidabilità” redatto da esperti del settore con i conseguenti interventi che saranno, appunto, effettuati durante la “fermata generale”. 

“Quello che preoccupa – ha sottolineato il Direttore Generale dell’ARPAB Antonio Tisci, è che, malgrado la riduzione della produzione, la compagnia Total reiteri la violazione delle prescrizioni AIA con emissioni in atmosfera decisamente superiori ai limiti di legge e che, ancora una volta, è bastata una serata particolarmente fredda per determinare problemi di funzionamento all’impianto”.

La società ha risposto volendo “innanzitutto precisare di aver già predisposto, in occasione della progettazione e realizzazione del Centro Olio Tempa Rossa, uno studio dal quale ha tratto origine l’ingegneria di manutenzione degli impianti e per la quale sono state già implementate le opportune politiche di manutenzione predittiva e preventiva, già normalmente e quotidianamente applicate. Total E&P Italia, nell’ottica della massima collaborazione e trasparenza con cui ha sempre impostato il dialogo con il territorio, ha voluto ulteriormente rispondere alle preoccupazioni della Comunità, concordando con la Regione Basilicata di procedere alla predisposizione di uno studio di affidabilità degli impianti, mirato ad identificare eventuali ulteriori aree di intervento, rispetto alle quali implementare le azioni di miglioramento che emergeranno da tale studio e che andranno ad aggiungersi a quanto già ad oggi realizzato”.

Tutto questo però non tranquillizza i cittadini e le associazioni ambientaliste presenti sul territorio lucano, in particolar modo Cova Contro, Medici per l’Ambiente Basilicata e Mediterranneo No Triv (che spesso firmano comunicati congiunti), che contestano la giunta lucana di essere troppo ‘morbida’ nei confronti delle società petrolifere. Evidenziando come “l’Arpab deve ancora assumere e bandire i concorsi per il personale che manca così come del tutto inesistente anche una sede Arpab su Corleto e su Viggiano”. Così come non convince la richiesta di ‘fermata generale’ raggiunta in accordo con la Total: “Lo stop a Tempa Rossa secondo noi presenta delle rilevanti criticità e per una serie di ragioni. Innanzitutto per l’assenza di una delibera di giunta, delibera di giunta che avrebbe potuto di certo incidere in maniera concreta. In realtà questo accordo non impone né modifiche, né ritiri o sospensioni dell’AIA e men che meno modifiche sostanziali, anzi sembra sovrapporsi ad un ufficioso fermo dell’impianto che era già in programma da tempo, quindi escamotage per camuffare in blocco “politico” un fermo che in realtà tecnicamente era già preventivato. Il blocco, concesso da Total, è arrivato dopo svariate decine di anomalie, denunce e segnalazioni pubbliche, pressione mediatica, lamentele locali da parte di cittadini e nonostante da oltre un anno avessimo intuito che l’impianto non era così moderno come rassicurato da Total e dall’assessore Cupparo”.

Insomma, sembra proprio che il progetto sia partito con il piede sbagliato…

(leggi tutti gli articoli su Tempa Rossa https://www.corriereditaranto.it/?s=tempa+rossa&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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