Ex Ilva, aeroporto e Regionale 8: parliamone

 

Tre vicende in apparenza slegate, ma che invece condizionano la nostra economia
pubblicato il 14 Marzo 2021, 11:54
8 mins

Proviamo a trasformarci in drone dotato di telecamera e decollare per un sorvolo sulla nostra provincia. Naturalmente ne ammireremmo la straordinarietà del paesaggio, la sua molteplicità, il suo intricato e per certi versi doloroso connubio con le industrie pesanti. Un connubio che tenta di stravolgerne forzatamente la bellezza complessiva. Già, tenta: perchè per quanto possa insinuarsi, la nostra resta una provincia splendida, ricca, un territorio la cui morfologia nonostante sia azzannato dall’inquinamento conserva tutto i suo fascino.

Ex Ilva, la decisione del Consiglio di Stato

Colpisce di sicuro l’enorme area industriale di Taranto, quella che il Consiglio di Stato, come ben sapete relativamente all’ex Ilva, ha per l’ennesima volta sancito il pensiero e il volere più volte invocato attraverso leggi e filosofie varie: è strategica per il Paese, confermando così la prevalenza dell’interesse economico su quello della salute.
Difficile sperare in una diversa decisione prima e quando poi lo stesso Consiglio di Stato si esprimerà nel merito: possiamo discuterne all’infinito, ma questa che da anni qui consideriamo giustamente una tragedia, altrove la ritengono una necessità assoluta. Purtroppo sulla nostra pelle.
E va dato atto, questo sì è indiscutibile, che sul piano politico-istituzionale il Comune di Taranto ci ha provato fino in fondo a fermare il ‘gigante d’acciaio’. Il sindaco Melucci, al netto delle tante critiche e i pregiudizi, ha fatto quanto in suo potere riuscendo soltanto a scalfire quello ben più potente dello Stato e dei ‘signori dell’acciaio’. Qui lo diciamo con franchezza: Melucci non possiede le armi degli ‘avversari’, ma sul piano politico la sua battaglia l’ha condotta. E sappiamo di attirarci fulmini e saette: comprendiamo gli ortodossi ma la realtà è questa, ed è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare.
Che c’azzecca, dunque, con il volo del drone? Beh, non è difficile capirlo. Con la premessa che Taranto – e quando diciamo Taranto ci riferiamo a tutta la provincia – deve insistere sul percorso intrapreso: studiare e agire per le alternative, visto e considerato che altrove non ne vogliono proprio sapere di spegnere i velenosi camini.
Dall’alto, perciò, è facile osservare come il nostro territorio sia attraversato da tre grandi arterie stradali: la Bari-Taranto, la Taranto-Reggio Calabria e la Taranto-Brindisi.
La prima, sostenuta pure da una parallela auostradale, è decisamente importante per motivi che è inutile qui ricordare.
La seconda apre le porte alla parte più meridionale del Paese e, non va sottovalutato, serve benissimo il litorale occidentale della nostra provincia, favorendone il raggiungimento e quindi agevolandone lo sviluppo turistico, com’è del resto avvenuto.
La terza spiana la via verso l’Adriatico orientale ma anche del Salento più estremo. Qui ci soffermiamo, perchè entrano in scena altri due possibili protagonisti: l’aeroporto ‘Arlotta’, a Grottaglie, e la Regionale 8.
Due infrastrutture perennemente penalizzate da scelte politico-istituzionali controverse, a dir poco. Nonostante la loro… strategicità. Proprio come l’ex Ilva, se non di più.

L’aeroporto ‘Arlotta’

Non sarà sfuggito, parlando di aeroporto, come alcuni giorni fa l’Arlotta sia stato utilizzato per atterraggio e decollo di un charter dell’AlbaStar, compagnia spagnola, a servizio della squadra di calcio Ternana, impegnata la domenica sul campo del Francavilla. Se n’è parlato sui media, sui social, rialimentando polemiche nei confronti della Regione Puglia e di Aeroporti di Puglia, da sempre indicati quali ‘nemici’ giurati dello sviluppo con i voli civili dell’Arlotta. Con molti punti di verità, va detto. Del resto, l’aeroporto a tutt’oggi è utilizzato dalla Boeing per il trasporto transoceanico delle componenti costruite alla Leonardo. E’ base per i voli sperimentali di droni e, in futuro, per i voli suborbitali. Indicato pure quale scalo cargo, anche se di trasporto cargo se n’è visto poco o nulla. Talvolta la pista è stata pure utilizzata da alcune compagnie per collaudi (specie la SwissAir). Ma di voli civili solo i charter.
Tutto ciò perchè Bari e Brindisi, secondo la Regione e AdP, sono gli scali dedicati ai voli passeggeri, trascurando il fatto che Grottaglie – come più volte chiesto e non solo dai tarantini – potrebbe diventare lo scalo ideale per raggiungere più facilmente la parte meridionale del nostro Paese. E, al contrario di quanto si dice spesso, compagnie interessate all’Arlotta ci sono.
Ma c’è di più. Ricordate l’annuncio ufficiale di MSC Crociere? E cioè che nuove rotte nel Mediterraneo riguardano Taranto non più e solo di transito ma anche come scalo dove imbarcarsi? Bene, se facciamo due più due, con l’aeroporto aperto ai voli passeggeri la viabilità favorevolissima agevolerebbe i turisti nel raggiungere il porto di Taranto. E’ così difficile pensarlo?

La Regionale 8

E la Regionale 8? C’entra, c’entra. Perchè sono decenni che si punta a un’arteria stradale a scorrimento veloce parallela alla più tortuosa per quanto suggestiva litoranea ionico-salentina: un po’ come la Taranto-Reggio Calabria per la fascia costiera occidentale. La Talsano-Avetrana non soltanto collegherebbe le tre arterie principali di cui sopra, quindi favorendo al massimo il flusso turistico, ma decongestionerebbe l’attuale litoranea salentina che, a questo punto, potrebbe impiegarsi meglio e di più con la mobilità sostenibile, più moderna e quindi aumentando la qualità della vita non solo dei residenti ma anche dei turisti.
Del resto, più di qualcuno ricorderà come – nell’era Vendola – l’allora assessore alla Qualità del territorio, prof.ssa Angela Barbanente, nel redarre il nuovo Piano Paesaggistico territoriale regionale pensò alla litoranea ionico-salentina (non tutta, ovvio) come una specie di lunghissima strada ciclo-pedonabile in cui muoversi anche con mezzi elettrici al servizio delle comunità residenti e non. Insomma, una visione futuristica e certamente più moderna rispetto alle tradizionali logiche di mobilità. Tutto, però, a condizione di terminare la famosa Regionale 8. Sono passati altri anni, ma di questa importantissima strada se ne parla con polemica, alla luce pure di quanto accaduto di recente: lo stralcio delle risorse economiche ad essa destinate per utilizzarle in altro capitolo di spesa, con la promessa da parte della Regione Puglia di rimpiazzarle non appena possibile. Già…

La visione sistemica del territorio

Ora, a prescindere di giudizi che tutti noi possiamo esprimere, con critiche e polemiche e senz’altro colpe tutte nostre da considerare, è oggettivo pensare che quelle immagini che giungerebbero dalla telecamera del drone indurrebbero a una semplice riflessione: lo sguardo sul futuro di questo splendido territorio dev’essere necessariamente sistemico.

Le istituzioni locali e le comunità sono chiamate a dialogare, confrontarsi e agire insieme. Perchè soltanto insieme si possono superare gli ostacoli che altri di volta in volta pongono sulla strada di un nostro futuro differente, fatto non più e non soltanto d’acciaio e veleni ma di quelle ricchezze che tutti esaltiamo e ci riconosciamo. E che, purtroppo, restano ancora nelle retrovie.

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

3 Commenti a: Ex Ilva, aeroporto e Regionale 8: parliamone

  1. VINCENZO

    Marzo 14th, 2021

    UN articolo che esprime la rassegnazione del redattore. Bisogna tenersi l’ILVA perchè serve agli altri e non ai tarantini, sperare nel 2050 nella transizione ecologica, ( bufala dei Governi) sperare nei voli suborbitali fra quanti decenni, non si capisce, ( bufala Regione Puglia) sperare nei collegamenti stradali: risorse volatilizzate) nessuna sa dove sono state impiegate e dirottate). Direttore bisogna combattere tutti insieme noi tarantini, a cominciare dal basso per finire ai vertici ( Sindaco e giunta) che dovrebbero dimettersi come atto di protesta e chiedere ai cittadini di scendere in piazza per far valere le ragioni della n/s comunità considerato che ci definiscono una città strategica( purtroppo solo per gli altri)

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    • redazioneonline

      Marzo 15th, 2021

      Buongiorno. No, non è rassegnazione ma la fotografia della realtà. Ed è per questo che è un invito al confronto, al dialogo e all’unità per una comunità, quella ionica, che non può far altro che difendersi da sola ma con forza e con obiettivi comuni per la crescita e lo sviluppo di tutti

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  2. Giovanni

    Marzo 16th, 2021

    Chiariamo sull’Arlotta. Per quanto riguarda i droni , a Grottaglie c’è solo una scuola. mentre la produzione è a Pisa! Il cargo non esiste , se non per
    sporadici voli di Leonardo! Sul l’aerospazio non mi pronuncio perché si tratta di accordi tra privati ( Virgin) che non è ancora pronta con i voli per sopraggiunti problemi di programmazione ! Di cosa parliamo ? Volgare illegalità risalente al 2003 ! Meglio non commentare. La storia è imbarazzante!

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