Dialoghi “serrati”

 

Frammenti di chiacchiere, discorsi, vite
pubblicato il 12 Marzo 2021, 09:05
5 mins

Siamo a Taranto, ma potrebbe essere ovunque. E’ notte. Ma, in una via che piano piano si sta già “spegnendo”, in una di quelle zone, cosiddette “morte”, non fa molta differenza. E la presenza della ludoteca e della palestra, dava conforto anche ai residenti, soprattutto di sera. Prima del loro arrivo, sempre buio. Mai nessuno per strada, dopo una certa ora. Solo brutte facce, perché, nel corso degli anni, sempre meno vetrine, sempre meno negozi. Poi, ancora sempre peggio, dal primo lockdown, cominciato giusto l’anno scorso. Ma continuavano a farsi compagnia, ludoteca e palestra, nella stretta viuzza “illuminata”, da sempre, solo e soltanto da un “bar”, proprio così, tra virgolette.

Ora sono chiuse anche loro. Ma se ci sforziamo di credere che certi silenzi abbiano una voce, possiamo sentire quella di due insegne, l’una di fronte all’altra, nel mezzo di una discussione.

(Ludoteca) – “… e ti ricordi quando sei “rinata”? Eri una specie di deposito desolato e buio. Ti guardavo sempre con tristezza. Poi, un giorno arrivò il tuo proprietario. Aveva in mente un’idea chiara: fare di te una bellissima palestra. Progetti, discorsi, l’inaugurazione. E c’è riuscito, amica mia”.

(Palestra) – “Chi se lo scorda? Dieci anni a custodire scaffali di vernice e due Fiat 126 abbandonate dal 1988. Poi, di colpo, un look tutto nuovo. Dentro e fuori. E poi….tutti quei bambini. Nuova vita, in tutti i sensi. E il vociare delle mamme e dei papà, ad aspettare fuori. O dentro, anche loro, quando pioveva. E come mi mancavano, il sabato e la domenica. All’inizio, ti invidiavo. Per mesi, sempre vuoti, mentre tu, tutto quel via vai”.

(Ludoteca) – “Me lo ricordo, amica mia. Ma che ti dicevo? Devi avere pazienza, anche per “noi” fu così. I nostri primi clienti furono quelli del vicinato. Dicevano sempre ai miei proprietari di aver “acceso una luce” e così festeggiammo il primo compleanno. Trentacinque persone che “sopra”, nel minuscolo appartamento, non ci stavano. E non ci siamo più fermati. Due anni di agenda sempre piena. Che bei tempi”.

(Palestra) – “Avevi ragione. Dopo qualche settimana dall’apertura, avevamo due corsi pieni su cinque. Non il massimo, ma che felicità, si poteva cominciare. Anche i nostri primi clienti sono stati vicini di casa. Anziani. “Senza macchina, ma con voglia di muoverci”, dissero. Erano davvero “forti”. Ma non si vedono più, tappati in casa da quasi un anno. I figli si alternano a fargli la spesa. Escono raramente. Passano. Spiano. E poi sempre lo stesso commento: chissà quando ne usciremo? E poi..oh…scusami. Sto parlando troppo di me, stasera non posso. (Fa una pausa lunga) Mi mancherai. Mi tenevi compagnia. Hai fatto felici tanti bambini”.

(Ludoteca) – “Già, ma non è solo questo il punto. Mi dispiace per Luisa, la mia proprietaria. Quanto mi ha curato, quanto mi ha lustrato. Quanto ha lavorato. Quanto ha riso. E quanto ha pianto”.

(Palestra) – “Ti capisco. Anche qui tira una brutta aria. Possono allenarsi solo gli “agonisti”, quattro gatti. E Massimo, il “capo”, dice che se continuiamo così dobbiamo “abbassare le saracinesche”, anche noi”.

(Ludoteca) – “Fra poche ore verranno a fare il trasloco. Toglieranno l’insegna. Dobbiamo salutarci. E’ stato bello essere “vicini”.

(Palestra) – “Anche per me. Io sarò più sola e questa via ancora più vuota”.

(Ludoteca) – “Magari rinasco ferramenta o lavanderia”.

(Palestra) – “C’è ancora un po’ di tempo, dammi compagnia. Facciamo altre due chiacchiere, come ai bei tempi. Allora, se dovessi rinascere io, spero di non diventare una “grande macchinetta” aperta 24 ore su 24, scherziamo, il vicinato deve riposare, fumano anche dentro, tirano i calci ai distributori….tu che dici…., amica mia?

Ancora nubi all’orizzonte. Le insegne sono bagnate. Lacrime di città.

Condividi:
Share
Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Commenta

  • (non verrà pubblicata)