Tempa Rossa, ministero Ambiente bacchetta l’Eni

 

Non ottemperata la prescrizione sulla variante Piano di Gestione terre e rocce da scavo. Valori dati monitoraggio confermano condizioni ambientali critiche
pubblicato il 08 Marzo 2021, 17:59
14 mins

Mentre ancora una volta tutti corrono dietro le vicende legate all’Ilva (oramai non si contano più gli esperti locali e nazionali sul siderurgico) e restano in trepidante attesa sulla decisione del Consiglio di Stato del prossimo 11 marzo, all’ombra degli oltre 200 camini della grande fabbrica c’è sempre lei, la raffineria Eni, da sempre ‘miracolosamente‘ ignorata da associazioni (tranne rarissime eccezioni) ed istituzioni (Comune, Provincia e Regione).

Tocca dunque ancora una volta a noi (dopo gli anni del quotidiano ‘TarantoOggi‘ e dal 2015 sulle pagine del corriereditaranto.it) accendere i riflettori su quanto avviene nel sito di raffinazione ionico.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/08/18/tempa-rossa-leni-rivede-progetto-sul-pontile-petroli/)

E l’ultima notizia in ordine di tempo arriva direttamente dal ministero dell’Ambiente, che lo scorso febbraio ha informato l’azienda del fatto che la Commissione Tecnica di Verifica dell’impatto ambientale VIA-VAS del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, lo scorso ottobre si è espressa in maniera negativa in merito allaVerifica di ottemperanza per quanto concerne il documento presentato dalla società Eni denominato “Raffineria di Taranto – Tempa Rossa. Variante Piano di Gestione terre e rocce da scavo. Prescrizione n. 1 del provvedimento di esclusione dalla VIA prot. DVA-2014-19907 del 20/06/2014”. Monitoraggi eseguiti nel periodo Novembre 2018 – Ottobre 2019”. 

Per fare un pò di chiarezza, partiamo con il ricordare che la società ENI S.p.A. il 23/03/2020 ha presentato il rapporto tecnico “Adeguamento delle strutture della Raffineria di Taranto per lo stoccaggio e la movimentazione del greggio proveniente dal giacimento denominato Tempa Rossa – Report annuale descrittivo delle attività di monitoraggio onshore e offshore – Periodo: novembre 2018 – ottobre 2019“.

All’interno dell’intero procedimento, con un provvedimento direttoriale del 20/06/2014 venne disposta l’esclusione dalla procedura di valutazione di impatto ambientale del progetto “Variante Piano di Gestione terre e rocce da scavo. Raffineria di Taranto – Progetto Tempa Rossa” a condizione che si ottemperasse alla seguente prescrizione: “Il progetto esecutivo del Progetto Tempa Rossa dovrà essere corredato dal Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA) aggiornato ed integrato in considerazione anche delle valutazioni e prescrizioni del presente parere. Il PMA dovrà essere concordato e approvato da ARPA Puglia, con cui si concorderanno anche le modalità e la frequenza di restituzione dei dati, in modo da consentire alle medesime, qualora necessario, di indicare, in tempo utile, ulteriori misure di mitigazione da adottare. La società proponente dovrà inviare al MATTM il PMA approvato da ARPA Puglia, per tutto il periodo di monitoraggio (ante-operam, corso d’opera e post-operam), dovrà inviare annualmente una relazione tecnica sugli esiti di monitoraggio, compresa anche la descrizione di eventuali ulteriori misure di mitigazione adottate“.

Piano Monitoraggio Ambientale Monitoraggio onshore 

Per quanto riguarda la fase ante-operam, non si sono registrate criticità. Ricordiamo inoltre che la fase di cantiere riguarda i lavori di realizzazione delle opere previste nel progetto Tempa Rossa (per l’ambito onshore: realizzazione di due nuovi serbatoi, delle relative opere ancillari e delle necessarie opere di sicurezza ed accessorie). Per quanto riguarda in particolare le attività previste nel PMA integrativo, i monitoraggi descritti per la fase di cantiere sono iniziati contestualmente alle attività di scavo e gestione dei terreni e saranno eseguiti esclusivamente durante le attività di scavo, così come previsto. 

Infine l’attività post-operam comprenderà i monitoraggi ambientali previsti nel primo anno dalla conclusione delle attività di progetto, atti a verificare il recupero delle condizioni ambientali ante-operam 

Nella relazione della Commissione VIA-VAS, si legge che relativamente ai monitoraggi bimestrali della falda superficiale, questi sono stati realizzati in 10 piezometri installati a profondità media inferiore a di metri; nel periodo di riferimento (Novembre 2018 – Ottobre 2019) sono state condotte 6 campagne di monitoraggio della falda superficiale, nei mesi di Dicembre 2018, Febbraio 2019, Aprile 2019, Giugno 2019, Agosto 2019 e Ottobre 2019; anche in queste campagne è stata evidenziata l’impossibilità di effettuare il campionamento dei piezometri P177 e P253, risultati asciutti in corrispondenza di ciascuna delle 6 campagne di monitoraggio condotte nel periodo Novembre 2018 – Ottobre 2019, come già accaduto in occasione dei campionamenti pregressi. 

Per quanto concerne il numero di piezometri monitorati, la tipologia dei parametri considerati e gli ordini di grandezza delle concentrazioni rilevate, si registra una sostanziale continuità con quanto registrato nei monitoraggi precedenti in merito alle criticità registrate in alcuni peziometri dove sono stati rilevati valori fuori norma di idrocarburi, idrocarburi policiclici aromatici e alcuni metalli. 

Come riportato dalla stessa Eni nella relazione sintetica, rispetto al rilievo di “bianco” iniziale, i parametri chimici ricercati sulle polveri e/o su radiello rilevano alcuni scostamenti in particolare per quanto riguarda i metalli. In specie, i parametri che, sia in termini di quantità analiticamente misurata che in termini di numero di casi, mostrano complessivamente scostamenti in senso maggiorativo rispetto al “bianco” iniziale sono il Calcio, il Nichel e il Piombo, e in minor misura l’Arsenico, il Sodio e il Magnesio. Una certa variabilità dei dati è inoltre riscontrabile per quanto riguarda la presenza quantitativa di PM10 e PM2,5, generalizzata su tutte le postazioni di contorno impiegate. A seguito del rilevamento di alcuni aumenti anomali delle concentrazioni dei parametri monitorati, quale intervento mitigativo è stata intensificata la frequenza delle operazioni di bagnatura delle strade interessate dal transito dei mezzi coinvolti nel progetto. 

Nella relazione della Commissione VIA-VAS si legge che “I valori di emissione riportati mostrano frequenti superamenti dei valori del cosiddetto “bianco”, e che non consta, per quanto in atti, se il Proponente abbia adottato, di concerto con la Regione Puglia le modalità tecnico-gestionali necessarie a ridurre le emissioni odorigene, come previsto dalla Legge Regionale 16 Luglio 2018, n. 32 “Disciplina in materia di emissioni odorigene”. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/11/03/eni-due-piattaforme-offshore-per-tempa-rossa/)

Piano Monitoraggio Ambientale Monitoraggio off shore

In questo caso le opere ante-operam avevano già suonato un campanello d’allarme.

Per quanto rigurda le attività di cantiere, ricordiamo che tale fase coincide con l’avvio dei lavori di realizzazione delle opere previste nel progetto Tempa Rossa (per l’ambito offshore: il prolungamento del pontile) che risultano avviate il giorno 12 aprile 2019.
Le attività post-operam coincideranno con l’avvio dell’esercizio del pontile di Raffineria nella nuova configurazione. In tale fase i monitoraggi ambientali, previsti dal PMA per il primo anno, sono atti a verificare le condizioni ambientali a conclusione dei lavori della fase cantiere. 

I risultati del campionamento hanno confermato le condizioni ambientali critiche in cui si andrà ad operare con l’inizio del cantiere, e in particolare tra questi le alte concentrazioni di Idrocarburi Policiclici Aromatici e l’aumento di idrocarburi nei sedimenti relativamente ai risultati del monitoraggio, ma “dalla documentazione presentata risulta impossibile valutare la qualità dei dati presentati, mancando completamente la descrizione di dettaglio delle metodologie di campionamento e di studio utilizzate” ammoniscono dal ministero dell’Ambiente. 

Nella relazione della Commissione VIA-VAS si legge che “la documentazione presentata risulta frammentaria e di non facile lettura, priva di una Relazione Sintetica che possa consentire un’immediata disponibilità delle informazioni sulle varie questioni da valutare e sulle modalità con cui vengono affrontate, che indichi con chiarezza, per ogni singolo aspetto prescrizionale, la documentazione prodotta e le procedure tecnico/amministrative messe in atto dal Proponente, al fine di consentire a questa Commissione di procedere ad una compiuta valutazione”. 

Inoltre viene ricordato che il parere n. 2948 del 22/02/2019 aveva già chiarito che per le relazioni successive sarebbe stato “necessario che il report riassuntivo riporti in formato più sintetico i risultati del monitoraggio ante-operam”.

Pertanto, preso atto “che non risulta agli atti il report riassuntivo necessario per comprendere se le “condizioni ambientali critiche” relativamente alla componente di analisi derivanti dal monitoraggio a mare sia stato effetto delle attività di dragaggio dei fanghi portuali, come sembrerebbe desumersi dal Parere n. 2948 del 22/02/2019, oppure rappresenti una condizione cronica o ancor peggio di ulteriore scadimento della qualità ambientale” e considerato “che anche il monitoraggio Mussel Watch sul bioaccumulo di xenobiotici aveva già rivelato “condizioni particolarmente critiche” che erano state analogamente considerate come effetto potenzialmente temporaneo delle attività di dragaggio nel Parere n. 2948 del 22/02/2019″ la valutazione sul’operato della società Eni in questo caso non può che essere negativa. 

Ma cosa dicono i dati del monitoraggio della colonna d’acqua interessata dal progetto? Nella relazione si legge che “indicano, per quanto riguarda le misure di concentrazione della clorofilla-a (chl-a) a Novembre e a Febbraio, valori particolarmente elevati (>>10 mgChl-a/mc), tali da indicare la presenza di forte eutrofizzazione della quota superficiale, tale da determinare potenziali effetti negativi sul descrittore D5 della Strategia Marina (MSFD), e che quindi contribuiscono a compromettere il raggiungimento di sufficiente qualità ambientale nell’area oggetto di monitoraggio”.

Inoltre, i dati della relazione “indicano che le metodologie di campionamento per la componente macrozoobentonica non sono state effettuate secondo gli standard metodologici sia nelle modalità di prelievo, sia nelle quantità necessarie a effettuare valutazioni attendibili”. Le analisi di bioaccumulo nei mitili “indicano che nelle stazioni ST09 e ST10 ci sono valori più alti di diversi parametri rispetto al controllo (riportato come “bianco”), ma non sono indicate le modalità di dettaglio della stabulazione”. Le analisi di bioaccumulo di PCB nei mitili indicano “valori più elevati e di potenziale rilievo dal punto di vista ecotossicologico nelle 2 stazioni ST09 e ST10 e che pertanto richiedono un attento approfondimento”. Sempre per quanto riguarda i valori di bioaccumulo di PCB “i valori <LOD nel campionamento di novembre 2018 appaiono anomali se confrontati con quelli sempre piuttosto elevati rilevati negli altri campionamenti (inclusi i controlli); le analisi di bioaccumulo di metalli nei mitili evidenziano concentrazioni di Arsenico sempre più alte rispetto ai controlli (cfr “bianco”) nelle stazioni ST09 e ST10, ma la mancanza, in atti, delle informazioni necessarie sulla speciazione chimica non consente di valutarne la potenziale tossicità, ed elevate concentrazioni di Vanadio nella ST09 a Febbraio 2019 per i quali appaiono necessari ulteriori approfondimenti“. 

In particolare, ai fini della presente verifica di ottemperanza, si legge ancora che non constano in atti i seguenti elementi: dettaglio delle metodologie impiegate per il campionamento, il monitoraggio e le analisi relativi alla parte mare (acqua, mitili, sedimenti e benthos); pronunciamento da parte di ARPA Puglia sui dati di competenza relativi all’ambiente marino; valutazione e interpretazione delle anomalie e criticità rilevate”.

Per tutto quanto sopra, la Sottocommissione VIA ha espresso parere negativo in ordine alla verifica di ottemperanza alla prescrizione n. 1 del Provvedimento di esclusione VIA n. prot. DVA-2014-19907 del 20/06/2014 del progetto “Raffineria di Taranto – Tempa Rossa. Variante Piano di Gestione terre e rocce da scavo”, che pertanto risulta inottemperata.

Vedremo adesso se la società seguirà le indicazioni e le direttive del ministero.

leggi tutti gli articoli sul progetto Tempa Rossa https://www.corriereditaranto.it/?s=tempa+rossa&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Tempa Rossa, ministero Ambiente bacchetta l’Eni

  1. Fra

    Marzo 9th, 2021

    Tutte le disgrazie a Taranto dovevate farle ,e Lega ambiente non vuole far costruire vicino cimino ,siete ridicoli e incompetenti,vergogna !! La regione Puglia di cui facciamo parte soltanto per salvare le loro coscienze ci sta distruggendo,ma i tarantini dormono .

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