Solidarietà, pandemia e stabilimento siderurgico, i temi del messaggio di Quaresima dell’arcivescovo

 

pubblicato il 20 Febbraio 2021, 15:15
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L’apprezzamento per la grande dimostrazione di solidarietà dei tarantini verso quanti si sono ritrovati in situazioni di grave necessità nel lockdown; le sofferenze di coloro che sono stati colpiti dal temibile Covid-19 e le problematiche rivenienti dalla presenza dello stabilimento siderurgico sono stati fra i temi più rilevanti toccati dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro nel messaggio alla diocesi per la Quaresima.

 

“Nella chiusura globale dell’anno passato, nell’incertezza e nello smarrimento di una situazione sconosciuta – scrive l’arcivescovo – nella nostra diocesi è brillato un faro che difficilmente dimenticherò ovvero la maratona di opere buone per le famiglie in difficoltà: parrocchie, associazioni, privati, sono stati sospinti dal desiderio e dalla necessità di fare del bene ai poveri e i poveri da noi sono davvero tanti. È una fraternità che non deve essere episodica ma vissuta nei sentieri della condivisione e della presa in carico di tante fragilità”.

 

A proposito della pandemia in corso egli rileva che “la strada per uscire dall’emergenza sanitaria è finalmente tracciata ma è ancora lunga. Dobbiamo dare prova di grande responsabilità e attenzione. Sebbene tanti di noi siano stati toccati anche in maniera grave dal virus, ancora c’è chi nega la gravità della situazione”. Anche lui auspica vivamente che il vaccino arrivi presto e per tutti, che le categorie a rischio vengano messe presto al riparo dal pericolo e che sia motivo per beneficiare di un diritto uguale per tutti. Invitando a continuare a pregare per gli operatori sanitari, evidenzia che “chi, grazie a Dio, non viene interessato dal contagio, difficilmente immagina quanto sia complicato e talvolta drammatico questo periodo negli ospedali e nelle cliniche”. Mons. Santoro invita fortemente a non sottovalutare gli strascichi psicologici che porta con sé la malattia, nelle misure preventive (che sono comunque sia pesanti) e in quelle curative, che hanno dei risvolti alienanti. “ La Chiesa –sostiene – deve attrezzare la sua locanda proprio nel bel mezzo del tragitto di questa pandemia, per permettere l’incontro sulla strada di Gesù, Buon Samaritano, a coloro che incappano nei molti briganti di questa stagione (malattia, povertà, emergenza lavorativa, solitudine, smarrimento, cattiveria, depressione…)”.

 

Infine, relativamente alla questione dello stabilimento siderurgico, l’arcivescovo auspica che finalmente si riesca a eliminare ogni rischio per la salute dei tarantini e degli operai. “Se le indagini epidemiologiche dicono che l’acciaieria immette sulla città sostanze pericolose, e non lo scopriamo ora, è il momento – ribadisce – che la politica trovi soluzioni efficaci, globali e definitive… Il nuovo Governo ne ha la possibilità grazie all’ingente quantità di risorse destinate al Green Deal tra quelle spettanti all’Italia con il Recovery Fund”. Mons. Santoro auspica una rinascita del Paese che parta da Taranto, “archetipo del fallimento dell’economia che ha messo al centro del suo agire il profitto”. Sarà importante ripartire dal valore della persona umana, dalla difesa della vita e quindi della dignità del lavoro, da quella ecologia integrale che è diventata la strada maestra da percorrere. “Questa – conclude – è la strada che percorreremo nella prossima Settimana Sociale dei Cattolici Italiani che si terrà qui a Taranto dal 21 al 24 ottobre di quest’anno”.

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