Hoffer, il predestinato

 

Cresciuto a pane e pallavolo, il ventenne libero della Prisma Taranto si racconta
pubblicato il 19 Febbraio 2021, 17:48
6 mins

Prima esperienza a 1000 km di distanza, in un club tutto nuovo, in un posto tutto nuovo e per giunta in una stagione in cui la pandemia ha cambiato il modo di vivere, costringendo i ventenni come lui a una vita quasi da recluso. Nicolò Hoffer, promettente libero della Prisma Taranto – di proprietà di Milano che lo ha ceduto in prestito per due anni – non vede la sua famiglia da mesi e in questo periodo il volto più familiare è rappresentato dal compagno di squadra e amico fraterno Fabrizio Gironi.

“Sono contentissimo di vivere con lui quest’annata che si sta rivelando veramente dura” – afferma il giocatore nativo di Soave in provincia di Verona – ” Non vedo la mia famiglia da tempo. Ad ottobre dopo la partita con Cantù ebbi il permesso di trascorrere qualche giorno a casa ma mia madre risultò positiva e passai tutto il tempo in quarantena. Con Gironi, ci conosciamo da tempo, stare con lui in squadra ed averlo in casa qui a Taranto è importante per me come credo anche per lui. E’ il quinto anno che giochiamo assieme, in campo l’intesa è perfetta e tra di noi basta uno sguardo per capirci. La nostra attuale vita sociale, purtroppo, è pari zero. Facciamo casa e palestra, usciamo lo stretto indispensabile per andare a fare giusto la spesa ed è inevitabile che – non avendo altro a cui pensare – si viva quasi esclusivamente di pallavolo.

Tra l’altro tu sei un predestinato perché sei cresciuto a pane e volley….

Avevo il pallone di pallavolo in mano praticamente da piccolissimo. Mia madre (Alessandra Campedelli, coach della nazionale italiana sorde, vincitrice dell’Europeo nel 2019, ndr), è stata la mia allenatrice sino ai quindici anni ma in realtà lo è tuttora dopo Di Pinto (ride, ndc)……. Mio papà (Sergio Hoffer, ndr) invece, è un ex palleggiatore di serie B.

L’infortunio del libero titolare Goi ha anticipato il tempo di un tuo utilizzo più assiduo. Avverti tensione quando scendi in campo?

L’emozione c’è stata e la tensione c’è sempre quando sono in campo ma è una tensione positiva, è una bella scarica di adrenalina. Sto cercando di dare il mio meglio grazie anche all’aiuto ed ai consigli del coach e dei compagni più esperti.

Da quel che si è visto sinora il tuo punto di forza è la ricezione mentre nella fase di difesa hai degli ampi margini di migioramento…

Mi rendo conto che sinora ho faticato in difesa. E’ un qualcosa che verrà fuori con il tempo e con il lavoro duro in palestra. Ne parlo spesso con coach Di Pinto.

A proposito del coach, come ti stai trovando con lui?

Lui è’ uno dei motivi principali per cui sono venuto a Taranto. E’ uno dei migliori allenatori che ci possa essere per un giovane perché ti aiuta a crescere ed a migliorarti. Me ne avevano parlato bene tanti suoi ex giocatori tra cui anche Paolo Cozzi che mi ha consigliato caldamente di scegliere Taranto come destinazione ideale per fare esperienza.

Che tipo di campionato hai visto sinora?

Un torneo complicato soprattutto per squadre come la nostra che ha diversi giocatori con tanti anni di carriera alle spalle e che con questi continui stop e ripartenze fanno fatica a recuperare fisicamente. Ci sono molte squadre di ottimo livello e la classifica è in continua evoluzione. Fa eccezione Bergamo che sta facendo un campionato a parte. In questo momento è la squadra che gioca meglio, è un gradino sopra e noi ma proveremo a ridurre il gap che abbiamo per farci trovare pronti per i play-off. Purtroppo il Covid ci ha fermati nuovamente e speriamo di tornare in campo quanto prima possibile.

Quale squadra ritieni sia più in grado di insidiare il vostro secondo posto?

La classifica attuale ci dice Cuneo che è vicinissima a noi ma io temo molto Siena. Sta recuperando posizioni su posizioni, ha un organico di tutto rispetto, con tanti bei nomi per la categoria ed ora che è riuscita ad inserire bene il nuovo palleggiatore Fabroni, è certamente una contendente molto pericolosa.

Qual è il tuo sogno da pallavolista?

Arrivare il più in alto possibile, giocare in Superlega e vestire la maglia della nazionale italiana. Sarebbe bellissimo realizzare tutto ciò. Lavorerò duro per far diventare realtà questo sogno.

Pensi che per i play-off si possa tornare a vedere un po’ di pubblico nei palazzetti?

Purtroppo la situazione è ancora molto delicata. Sarebbe bello ma non ci conto tanto. A noi giocatori manca veramente tanto sentire la vicinanza del pubblico. Avevo scelto una super piazza come Taranto anche per questo. Mi avevano detto che ha una tifoseria molto calda. E’ un peccato davvero ma so che ci seguono in tanti a distanza.

 

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