“Professione opinionista”

 

Piccolo viaggio nel mondo delle trasmissioni sportive tarantine
pubblicato il 18 Febbraio 2021, 12:23
6 mins

Il Taranto è in serie D da ormai otto stagioni consecutive eppure il monopolio dell’interesse degli sportivi tarantini nei confronti della squadra di calcio resiste. Resiste alle delusioni, alle amarezze, alle prese per i fondelli delle società che si sono via via susseguite. Un interesse che si riversa, in piena era social, su canali differenti da quelli tradizionali (giornali e tv) sebbene il personal brand costituito dallo storico giornalista Gianni Sebastio con l’appuntamento fisso della sua trasmissione televisiva al martedì sera (per anni e anni su Studio 100 e ora su Antenna Sud 85) continui ad essere capofila di una lunga serie trasmissioni, ormai tutte web, dedicate al Taranto.

Allo stato attuale, attraverso Facebook, su 10 trasmissioni sportive delle varie testate MRB, GRB, Blunote, Due Mari TV, Jo TV, TST, Cosmopolis, ben 9 si occupano quasi escusivamente di calcio, spalmate dalla domenica al sabato. Trasmissioni che in tempo di pandemia sono tutte realizzate con collegamenti a distanza, tutte utilizzando la medesima piattaforma (Streamyard), tutte o quasi con le stesse modalità, ossia uno o due conduttori ed un paio di ospiti che solitamente sono un giornalista sportivo o aspirante tale e un opinionista pescato tra ex calciatori o allenatori del Taranto o tra tifosi “eccellenti” (il libero professionista di turno, dall’eloquio forbito, meglio se avvocato, oppure il tifoso che aspira all’accredito in tribuna, meglio se stampa, allo stadio). Di base, quasi sempre, un chiacchiericcio da bar dello sport e di sfondo, librerie, letti a castello, porte chiuse, salotti e cucine in un quasi obbligato scenario casalingo.

Prima di soffermarci su quella che è diventata una sorta di “professione”, ossia quella dell’opinionista, occorre evidenziare che la concorrenza tra una trasmissione e l’altra, al di là dei contenuti e della forma (c’è chi si sforza di offrire una grafica accattivante, immagini e foto, risultati e classifiche, chi si inventa un giochino, chi può contare su ospiti autorevoli), viene misurata in base alle nuove leggi del consenso: like, utenti in diretta e soprattutto visualizzazioni (c’è chi è capace di farne tra le 3.000 e le 5.000 e c’è chi non si smuove dalle 500/700, quando va bene). In realtà esiste un vero e proprio gregge di utenti seriali che si sposta da una trasmissione all’altra, muovendo, appunto anche il consenso e decretando il successo o meno di una trasmissione anche in base alle interazioni.

Tornando indietro, al mood di queste trasmissioni che nascono liberamente – e questa è una bella cosa –  laddove ancora non vi è una vera e propria regolamentazione, occorre soffermarsi sulla figura dell’opinionista. Nella tipologia ex calciatori o ex allenatori, il numero uno, quello più ambito, è o l’ex gloria che ci fa tornare in mente i bei tempi che furono (ad esempio  Franco Selvaggi e Luca Brunetti, o per i tifosi meno anziani Nicolas Bremec) e che ripete sempre – anche giustamente per carità – che il Taranto non merita la serie D ma altri palcoscenici più prestigiosi e da almeno otto anni che questo potrebbe essere l’anno giusto …, oppure l’ex allenatore (ad esempio Franco Delli Santi piuttosto che Aldo Papagni) che mantiene sempre un equilibrio democristiano nei suoi interventi; mai eccessivamente critico, sempre ottimista e speranzoso, insomma uno che non infastidisce la società di turno.

A volte però capita di incappare in qualche voce fuori dal coro che riesce a dire quello che realmente pensa senza trincerarsi dietro la solita diplomazia.  Ad esempio l’ex calciatore rossoblù Mimmo Recchia, il quale, ospite recente della trasmissione sportiva di Cosmopolis Media, si è preso qualche critica dai fedelissimi……del “va tutto bene madama la marchesa” per aver espresso concetti condivisibili e basati su uno “spietato” realismo  e cioè che al Taranto attuale manca un centravanti da doppia cifra, che si segna quasi esclusivamente su palla inattiva e che le alternative in panchina non sono proprio all’altezza dei titolari. Probabilmente si sarà guadagnato una scomunica in qualche trasmissione ma almeno è riuscito ad esprimere una sua libera opinione.

Dell’ultima categoria di opinionisti fanno parte i non addetti ai lavori. Semplici tifosi, spesso di lunga data, capaci di un eloquio forbito e che cercano di esprimere dei concetti dal punto di vista dell’appassionato, innamorato dei colori della squadra del cuore. Tra questi il più presente  è il libero professionista Roberto D’Onofrio, sempre impeccabile sia nel look che nel confronto dialettico e sempre dalla parte del Taranto come piace al direttore sportivo del Taranto Francesco Montervino.

Per concludere, proprio a proposito del simpatico diesse rossoblù vien da dire che anche lui è un grande opinionista. Dal martedì alla domenica è un dirigente del Taranto nonché grande comunicatore (quasi sempre presente in conferenza stampa o come ospite delle trasmissioni locali come unico interfaccia attuale tra la società ed il mondo dei media), il lunedì è ricercatissimo proprio come opinionista, in quanto ex giocatore e capitano del Napoli, dalle emittenti televisive campane o dai vari portali che si occupano della squadra partenopea.

p.s. prima che qualcuno scriva …..”scagli la prima pietra chi è senza peccato”, anche chi scrive spesso passa in modalità opinionista…..

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