Il sogno olimpico di Roberta Chjurlia

 

pubblicato il 18 Febbraio 2021, 18:12
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E’ una tarantina a raggiungere lo storico traguardo della convocazione come prima arbitro donna italiana alle Olimpiadi di Tokyo- Si tratta di  Roberta Chjurlia, 41 anni, avvocato  che, ovviamente, non stata nella pelle «Essere la prima donna arbitro di judo ad essere stata convocata ai Giochi Olimpici è un’emozione bellissima – afferma  – .L’anno scorso eravamo vicini all’ufficializzazione della selezione per il 2020 ma la pandemia ha fermato tutto. Un sogno interrotto per gli atleti e per gli arbitri. Ricevere la lettera dopo un anno così difficile è stato un segno di speranza per il futuro».
Chyurlia, dopo aver conquistato per ben due edizioni successive (2017 – 2019) il premio dell’ European Judo Federation come migliore arbitro donna d’Europa , racconta così il momento in cui ha ricevuto la lettera: «Qualche sera fa – spiega – il mio telefono non stava funzionando, la memoria era piena e stavo effettuando un backup. Nel momento in cui ho riattivato tutto la prima mail ricevuta è stata da parte della federazione internazionale per la comunicazione formale dell’IJF. Credo di aver razionalizzato ciò che è accaduto solo il giorno seguente. Sono felice di essere fra i migliori 16 arbitri al mondo, ho iniziato questo percorso solo tre anni fa».
Essere “figlia d’arte” non è sempre stato facile. «Tutta la mia famiglia è coinvolta in questo sport: mio padre, mia madre e mio marito. Mi reputo fortunata perché chi è vicino a me condivide la stessa passione e comprende i sacrifici. Vivo in questo ambiente sin da bambina e ci sono state anche delle difficoltà legate all’essere “figlia d’arte”. Devi dimostrare di più degli altri. Per questo motivo la mia famiglia in un primo momento ha anche cercato di dissuadermi e adesso posso finalmente ripagare i loro sacrifici. Per me sarebbe stato un sogno anche diventare arbitro mondiale, questo nuovo obiettivo raggiunto è incredibile».

credit foto – judo inside

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