E adesso spuntano i furbetti del ‘cash back’

 

L'allarme di Confcommercio. A farne le spese sono soprattutto i rifornitori di carburante
pubblicato il 12 Febbraio 2021, 14:55
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Arrivano, fanno rifornimento – venti, cinquanta centesimi- poi ripetono l’operazione più e più volte L’importante è strisciare la carta o il bancomat il maggior numero di volte possibile. Il cash back ha ‘sdoganato’ una modalità alternativa per puntare al rimborso da 1.500 euro. Non è importante l’importo, ma la quantità delle operazioni eseguite: in fondo la prassi è legale, ma è chiaro che rappresenta un modo scorretto di avvicinarsi alla soglia delle transazioni previste dalla normativa sul meccanismo del cash back, approvato dal Decreto Ministeriale MEF del novembre 2020.
Così a farne le spese sono in particolare le imprese del settore distribuzione carburanti, prese di mira ‘dai furbetti del cash back’. “Infatti – spiega Paolo Castellana, vice presidente di Figisc Confcommercio, e presidente provinciale della categoria – nella bozza del decreto si contemplava l’ipotesi di frazionamento artificioso dei pagamenti effettuati con strumenti elettronici riferibili al medesimo acquisto presso lo stesso esercente, successivamente in fase di approvazione del DM non si è prevista tale eventualità, pertanto le regole attualmente vigenti non pongono limite al frazionamento delle operazioni”.
Le segnalazioni sono ormai infinite in tutta la penisola, così come nella provincia di Taranto dove le stazioni di rifornimento carburanti vengono spesso fatte oggetto di operazioni di falso rifornimento a raffica, eseguite dalla stessa persona, che producono solo costi aggiuntivi per le imprese.
La modalità operativa dei ‘pagatori seriali’ è similare: preferiscono i grandi impianti situati fuori dai centri abitati e agiscono soprattutto nelle ore serali o di minore affluenza. “Si sono registrati casi anche in provincia – spiega il presidente Castellana – di rifornimenti di appena un paio di litri a fronte di diverse decine, anche 30/40, operazioni. E’ un problema perché sul gestore gravano: le commissioni delle carte di credito, i costi legati alla produzione di ricevute inutili, l’usura degli impianti”.
Luca Squeri, nella doppia veste di parlamentare e vice presidente di Figisc, ha informato con una lettera il ministro dell’Economia e Finanze, Roberto Gualtieri, affinché si individui un percorso che blocchi questa prassi dei micro rifornimenti seriali: “E’ un grave vulnus normativo, al quale occorre, con urgenza, porre rimedio , dando seguito ai rilievi formulati dal Consiglio di Stato” .
“Il Ministero ha annunciato una stretta anche perché – spiega il segretario nazionale Figisc, Paolo Uniti- i benzinai diventano complici incolpevoli di una prassi di raggiro che potrebbe premiare tra i centomila fortunati che a luglio incasseranno il super cash back da 1500 euro, proprio coloro che mettono in atto il raggiro”.

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