Taranto: non basta restare con la porta inviolata

 

Le pagelle del post match con il Fasano
pubblicato il 11 Febbraio 2021, 09:26
5 mins

Lo zero a zero interno con il Fasano certifica l’anemia offensiva di un Taranto che non riesce ad essere creativo. Una gara giocata per più della metà in superiorità numerica nella quale le occasioni da rete sono arrivate con il contagocce e dove è mancata, oltre che alla condizione fisica,  anche la testa. Ed Il nervosismo comincia a serpeggiare: Diaby tirato fuori dal campo addirittura sul terminare del primo tempo per evitare che prendesse il doppio giallo, il diesse Montervino cacciato dalla panchina nella ripresa, l’attaccante argentino Diaz espulso per una scorrettezza ai danni di un avversario a gioco fermo a sei minuti dalla fine del match.

E‘ accaduto che un avversario tecnicamente inferiore è riuscito ad imbrigliare tatticamente la squadra rossoblù presidiando con foga agonistica, così come era già accaduto al Cerignola, le fasce e pressando le fonti di gioco joniche. A questo Taranto non manca solo un attaccante prolifico ma anche un giocatore che accenda improvvisamente la partita con una giocata, che sia un dribbiling o un pasaggio filtrante poco conta. Un giocatore alla D’Agostino per intenderci, l’ultimo cronologicamente a vestire il rossoblù con queste caratteristiche.

Ecco le pagelle del match con Fasano :

CIEZKOWSKI S.V.: non è giudicabile un portiere che per tutta la partita è assimilabile ad uno di Radio  XY che si accomoda in tribuna stampa con l’accredito societario e si gode la partita da osservatore.

SHEHU 5: timido e impacciato e non solo in questa partita.

GONZALEZ 6,5: il Fasano ha degli attaccanti? Non ce ne siamo accorti anche perché il difensore argentino è sempre sul pezzo e sfiora il gol nell’occasione più ghiotta di tutto l’incontro.

GUASTAMACCHIA 6,5: il migliore rossoblù in campo. Con la superiorità numerica si porta spesso in avanti,specie sui calci piazzati ed in un paio di occasioni si rende anche pericoloso.

FERRARA 5,5: stranamente arruffone. Non manca mai l’impegno, sia chiaro, ma in questa occasione è impreciso negli appoggi.

DIABY 5,5: nervoso, si attacca un po’ con tutti, protesta e si trova a rischio serio di espulsione per doppio giallo. Peccato perché come al solito è il centrocampista più dinamico del Taranto (dal 41’Matute 5,5 :corre come sempre ma questa volta a vuoto)

MARSILI 6: sempre più regista arretrato. Lotta in mezzo ad un centrocampo affollato e nel quale la sua squadra è inferiorità numerica. Ci prova su calcio piazzato ma il portiere ospite è molto attento.

GUAITA 5,5: vivace e impreciso. Viene tolto dal campo quando sembrava stesse ingranando la marcia. (dal 59’ MASTROMONACO 5: si impegna ma sbaglia una quantità industriale di cross che ci riporta alla mente un altro under del Taranto degli anni passati, tal Verdone)

ACQUADRO 5: l’arrivo di Tissone sembra lo abbia demotivato. Completamente avulso dal contesto di squadra (dal 50’ DIAZ 4: non pervenuto assolutamente sino alla sua espulsione per scorrettezze ai danni di un avversario a palla lontana).

SANTARPIA 5: dalla sua fascia passano pochi palloni. Lui si estranea talmente tanto che ci si accorge della sua presenza quando viene sostituito (dal 59’ FALCONE 5,5: prova ad accendere la squadra ma non è giornata, per lui come per tutti)

ABAYAN 5,5: si nota un netto miglioramento della condizione rispetto a quando è arrivato a Taranto. Si impegna ma non basta. Da un attaccante ci si attende che tiri in porta. Lui non lo fa mai (dal 75’ TISSONE 5: chi lo ha visto?).

LATERZA 5,5: aveva intravisto i pericoli di questa partita e ne aveva parlato alla vigilia. Non gli abbiamo creduto. Dobbiamo dargli ragione. Ma le sue ragioni terminano qui. Troppo turn over rispetto alla gara di domenica a Cerignola, troppo convinto che il 4-2-3-1 sia il modulo da applicare sempre e comunque. Serve compagnia all’unico attaccante che schiera davanti ( non due dalle stesse caratteristiche come accaduto dal minuto 50 al minuto 75 quando ha schierato assieme Abayan e Diaz), lasciato al suo solitario destino (perché no il 4-3-3-?). Il problema della scarsa pericolosità offensiva va risolto e subito se si vuole lottare per la promozione.

 

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