Il prof.Draghi e la visione su Taranto

 

Quali saranno le sue idee sul nostro 'cantiere'? E chi prenderà il posto probabilmente perso dal sen.Turco?
pubblicato il 03 Febbraio 2021, 20:30
4 mins

Mario Draghi presidente del Consiglio per navigare nell’Italia del covid. C’è la riserva ma non si hanno grossi dubbi sul suo sì. Magari i dubbi sui numeri che lo sosterranno.

Il prof. Draghi, curriculum di respiro internazionale, è stato chiamato a navigare nella tempesta delle emergenze evidenziate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: economica, sanitaria e sociale. Capo dello Stato che, dopo il breve incarico esplorativo a Roberto Fico, presidente della Camera dei deputati, non s’è lasciato attirare dalle sirene delle elezioni anticipate: era scontato, perchè in questo momento le urne avrebbero acuito – secondo il ragionamento di Mattarella – la crisi che avvolge il nostro Paese.

Ora, non entriamo nelle dinamiche della politica italiana: rischieremmo di cadere nella trappola di reazioni esagitate. Dinamiche, questo lo urliamo, che mascherano il teatrino perpetuo del fallimento sistematico della politica. Perchè, diciamola tutta, i conflitti caratterizzano il modo di fare tutto nostro di governare il bene comune. L’incertezza è nel dna della nostra politica. Il che ci rende deboli da sempre agli occhi del mondo. E nella pancia del nostro vivere quotidiano.
Non parteggiamo per Draghi, così come per i suoi predecessori ed eventuali successori. Semmai, confidiamo in una visione – finalmente – che guardi al popolo, al cittadino comune, ai bisogni della gente. Oggi più che mai. Se Draghi sarà più bravo degli altri, chapeau.
Però, ci permettete qualche dubbio? Tanto un po’ tutti gli attori protagonisti difendono l’orticello. E allora, vorremmo farlo anche qui. Che c’azzecca con la nostra terra, con quel che raccontiamo – o tentiamo di fare – quotidianamente? Beh, innanzitutto Taranto – e più in generale la Puglia – perde un riferimento importante all’interno del Governo: il sen.Mario Turco, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nonchè delegato alla Programmazione economica e investimenti, nonchè ancora massimo riferimento del CIS. Insomma, una figura di grande importanza e al netto di quel che si possa pensare di lui: si poteva e si può essere di tutt’altra fede politica, ma è indubbio che avere qualcuno nelle stanze del potere è in ogni caso positivo, specialmente se qualche beneficio comincia ad arrivare da queste parti.
E adesso? Se è vero che qualcuno festeggia per il ruolo perso da Turco – specie a Bari, ma non solo… – è altrettanto vero che ora c’è da chiedersi quanti ritardi ancora dovrà accumulare questo territorio fintanto che per esempio il CIS sarà nuovamente operativo. Diciamo cavolate? No, perchè nonostante la crisi del Governo in questi mesi, il CIS ha proseguito nel suo percorso – sì, con tanti ostacoli – e quindi affrontato le questioni sul tavolo. É facile ora immaginare che il nuovo Governo – soprattutto chi prenderà il posto di Turco – vorrà dapprima capire come continuare e con quale visione: insomma, altro tempo e intanto le Istituzioni territoriali dovranno necessariamente capire che fare, salvi i progetti deliberati e quindi già operativi.
Per non parlare dell’intricata vicenda Ilva, apparentemente risolta con l’accordo da poco firmato da ArcelorMittal e Governo: pensiamo davvero che tutto sia risolto tanto in termini economici-occupazionali quanto in quelli ambientali? E con quale atteggiamento il prof.Draghi affronterà gli eventuali e probabilissimi conflitti?
Insomma, senza portarla troppo alla lunga, da qui alla scadenza naturale della legislatura (marzo 2023) le perplessità sul mutar delle cose verso i due mari ci sono. Non già per pregiudizi ma soltanto perchè anche oggettivamente i dossier sul tavolo vanno letti e studiati: avrà il tempo il nuovo governo per… non perderne troppo?

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

Un Commento a: Il prof.Draghi e la visione su Taranto

  1. Gico

    Febbraio 4th, 2021

    Forse si poteva fare di più ma a Taranto la storia non ha mai insegnato nulla.L’ ignavia dei tarantini non ha paragoni , qui siamo abituati ad aspettare ” la manna dal cielo ” ora non ci resta che ringraziare il senatore Mario Turco che da solo è riuscito a strappare con le unghia quello che ha potuto non trovando sostegno e proposte dalla classe politica e dirigenziale ( includerei anche parti sociali ed imprenditoriali ) locale. Non vorrei essere pessimista ma del cis, progetti, programmi di conversione e riconversione industriale si parderà ogni traccia. Tutto finirà alle ortiche e come al solito non impareremo che in determinate situazioni bisogna fare del campanilismo perchè prima di essere uomini politici bisogna ricordarsi di essere uomini politici di Taranto non sudditi del capitalismo milanese e della politica romana, bisogna essere meridionalisti possibilmente di Taranto.

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