‘Verde Amico’, è scontro tra Istituzioni. Cobas in presidio

 

Dopo la rinuione di lunedì tornano in strada i lavoratori ex Taranto Isolaverde. L'assessore Castronovi attacca il sottosegreatario Turco
pubblicato il 27 Gennaio 2021, 10:29
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Sono tornati oggi a manifestare in presidio i lavoratori ex Taranto Isolaverde in merito alla vicenda legata al progetto ‘Verde Amico‘.

“Come è noto, lunedì pomeriggio si è tenuto in remoto il tavolo di crisi degli ex Taranto Isolaverde. Erano molte le aspettative da parte dei lavoratori, nonchè della scrivente, della Regione e del Comune che, ognuno nel proprio ruolo, ha posto al Governo nella persona dell’On. Turco la continuità del progetto tout court a far data dal 25 febbraio, dandone ampie e giustificate motivazioni, che peraltro sono già note a questo organi di informazione. Quali le richieste? L’attivazione urgente del tavolo istituzionale in ambito CIS per individuare idonee forme di finanziamento per la prosecuzione delle attività del progetto ‘Verde Amico’, offrendo la massima disponibilità a collaborare per l’attuazione della iniziativa”. E’ quanto afferma per Cobas del Lavoro Privato/ Confederazione Cobas, Salvatore Stasi.

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/01/27/un-progetto-verde-ma-poco-amico2-2/)

“Si premette che, come è noto, l’On. Turco è figura di assoluto rilievo all’interno dell’attuale Governo e che è stato delegato a gestire il CIS per gli investimenti sul nostro territorio per le bonifiche, l’ambientalizzazione, la rigenerazione urbana, lo sviluppo del territorio etc., ambiti nei quali il progetto Verde Amico si incastona perfettamente, dato che ha già funzionato in modo esemplare e che gode di lavoratori con esperienza e già formati. La risposta è stata raggelante e del tutto ingiustificata ed ingiustificabile: l’On. Turco ha dichiarato che non ci sono risorse e che tanto meno il CIS può intervenire per la prosecuzione del progetto Verde Amico. Ma ha fatto anche di peggio dato che con una inaccettabile operazione di scaribarile, ha dichiarato che solo gli Enti locali possono dare prosecuzione a tale progetto! Evidentemente l’On. Turco non sa o fa finta di non sapere (ma in entrambi i casi non c’è giustificazione che tenga) che il progetto pilota Verde Amico, primo in Italia, e la sua piena riuscita sono stati possibili non solo grazie ai sacrifici dei lavoratori, ma anche perché congiuntamente e nei propri ruoli hanno contribuito Governo, Regione, Comune e parti sociali attraverso un accordo di programma. Anzi va sottolineato che la Regione, oltre la formazione che ha come compito istituzionale, ha investito risorse pari a 700.000 euro dal proprio bilancio per chiudere gli ultimi due mesi del progetto originario, e che il Comune oltre ad aver messo a disposizione la propria partecipata Infrataras, ha investito 1.700.000 euro per il pagamento dell’Iva. Dunque la posizione dell’On. Turco ha lasciato basiti i presenti e nonostante le ripetute sollecitazioni venute dalla regione, dal comune, dalla scrivente che hanno risposto a tono alle affermazioni dell’Onorevole, egli è stato irremovibile e l’incontro è stato chiuso in fretta e furia senza alcun altro appuntamento, nonostante le insistenze in questa direzione” denunciano i Cobas.

“Date queste premesse, con la schiettezza che ci contraddistingue, afferma che l’On. Turco è inadeguato nei ruoli che oggi ha. Questo perché la sua funzione non è notarile nè burocratica, ma in quanto politico e con determinate responsabilità anche di tipo sociale non può defilarsi né lui né a nome del Governo, mentre la Regione ed il Comune hanno ribadito la propria disponibilità totale alla prosecuzione del progetto, col solo limite delle risorse: quindi qualora la posizione dell’On. Turco non cambierà a stretto giro di posta la scrivente ne invoca le dimissioni e sostituzione. Infine, ma certamente non per ultimo, qui si vuole ricordare la situazione dei lavoratori, che alla fine saranno i soli a pagare duramente le scelte dell’On. Turco, in quanto dal 25 febbraio diverranno comuni disoccupati senza alcuna prospettive e saranno ridotti alla miseria senza alcun reddito di qui alla manciata di mesi che gli restano di Naspi – prsoegue Stasi -. Dunque rispetto ai mega proclami di investimenti notevolissimi per questo territorio, si registra una sola cosa concreta: 140 famiglie sul lastrico (comprensivi dei 10 lavoratori che la Provincia, assente ingiustificata, da 4 anni ad oggi non ha mai stabilizzato)! Ma sia chiaro a tutti che i lavoratori non ci stanno e dopo anni di sacrifici e di proficuo ed esemplare attività non si lasceranno certamente buttare per strada: non si mollerà fino a quando sino a quando non sarà garantita la continuità e la stabilità lavorativa” concludono i Cobas.

“Il Contratto Istituzionale di Sviluppo per l’area di Taranto, disciplinato da una normativa giuridica, non consente di risolvere vertenze lavorative di alcun genere come quella dei lavoratori ex Isola Verde che, dopo diversi anni e nonostante le ingenti risorse pubbliche stanziate anche dagli enti locali, è tutt’ora irrisolta. Il Cis, ribadisco quindi, non è un centro di spesa corrente, ma finanzia esclusivamente investimenti e progetti infrastrutturali. Per questo all’interno del Cis, abbiamo costruito insieme alle parti sindacali e datoriali, un atto d’impegno per tutte le stazioni appaltanti, per l’applicazione della clausola sociale premiale a sostegno delle economie territoriali e dei lavoratori svantaggiati dell’area di crisi di Taranto. In questo modo abbiamo costruito, in prospettiva, una rete di protezione sociale che tutte le stazioni appaltanti, compreso gli enti locali, possono utilizzare negli appalti pubblici”. Così il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Programmazione economica e agli investimenti, Sen. Mario Turco, che ha partecipato alla riunione convocata dal Prefetto di Taranto e chiesta dai sindacati, in merito alla vertenza che coinvolge i 130 lavoratori ex Isola Verde e al progetto Verde Amico.

“Ho accolto l’invito a partecipare per spirito di appartenenza al territorio su una questione locale-territoriale – aggiunge il Sottosegretario -. Ho ascoltato tutti gli attori coinvolti in questa vertenza che, così come è stata gestita negli anni, è di competenza degli enti locali e dunque la soluzione va ricercata negli strumenti finanziari ed economici delle amministrazioni territoriali competenti. Resto comunque a disposizione degli enti locali e sono vicino ai lavoratori per cercare di trovare una soluzione definitiva, non precaria e che eviti sprechi di denaro pubblico. Certamente non farò mancare il mio sostegno alla soluzione definitiva della vertenza. L’inquadramento della tematica però, deve trovare legittimazione nel rigido rispetto delle norme di riferimento. Infine, in merito all’accordo di programma scaduto e stipulato con l’ex Commissario Straordinario alle Bonifiche, è bene precisare che la stessa Commissaria aveva già comunicato anticipatamente l’indisponibilità a continuare a finanziare il progetto Verde Amico, tant’è che è dovuta intervenire in ultima battuta la Regione Puglia a garantire il finanziamento fino al prossimo 24 febbraio”.

“Sul progetto Verde Amico – afferma invece l’assessore comunale alle Società Partecipate dell’amministrazione Melucci Paolo Castronovi – è in atto da parte del Governo centrale uno scaricabarile senza precedenti e senza alcuna giustificazione sul Comune di Taranto che è stato l’unico ente locale ad intervenire per risolvere la vertenza lavorativa dei circa 140 ex lavoratori Isola Verde, il cui destino occupazionale è stato segnato dalle decisioni della Provincia di Taranto che decise la liquidazione della propria società in house”.

“Il Comune di Taranto – ha proseguito l’assessore – ha stanziato fondi propri pari ad un milione e 700 mila euro per finanziare il progetto di bonifica leggera affidandone l’esecuzione alla partecipata Kyma Servizi e aveva già offerto la disponibilità dell’ente municipale a proseguire le attività non senza però aver prima verificato i canali di finanziamento e superato gli ostacoli burocratico-normativi legati ai vincoli dei contratti a tempo determinato”.

“Dichiarare come ha fatto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Mario Turco, nel corso della riunione, che i canali di finanziamento per dare continuità al progetto vanno ricercati nei bilanci degli enti locali, in particolare del Comune, considerata l’assenza al tavolo della Provincia di Taranto, significa non solo mistificare la realtà ma anche assumere un atteggiamento pilatesco rispetto alle sorti di una così ampia platea di lavoratori. Il sottosegretario ha fatto riferimento ai 30 milioni di euro previsti dal piano di interventi di Ilva in amministrazione straordinaria per garantire attività assistenziali per le famiglie disagiate dei comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola senza però precisare che quei finanziamenti sono blindati e non possono essere distratti per sostenere progetti di natura diversa. Insieme alla task force della Regione Puglia che condivide il nostro pensiero, dichiariamo la nostra preoccupazione per il futuro di questi lavoratori cui siamo moralmente vicini”.

Il Comune di Taranto ha infine ribadito in ogni caso la propria ampia disponibilità e il proprio impegno a ricercare soluzioni per dare continuità al progetto Verde Amico frutto di un accordo, siglato il 24 aprile del 2017, nato dalla volontà dell’allora Commissario per le bonifiche Corbelli, dal Comune stesso e dalla Regione Puglia.

(leggi tutti gli articoli sul progetto ‘Verde Amico’ https://www.corriereditaranto.it/?s=verde+amico&submit=Go)

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