Ex Ilva, altiforni a singhiozzo: sindacati sfiduciati

 

In attesa della ripartenza dell'altoforno 2, potrebbe fermarsi AFO/4 a causa del diniego alla proroga sulla data del 31 gennaio per la copertura dei nastri in quota
pubblicato il 27 Gennaio 2021, 17:35
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Nuovo incontro quest’oggi tra ArcelorMittal Italia, rappresentata dall’amministratore delegato Morselli e dal Direttore delle Risorse Umane Ferrucci, e le organizzazioni sindacali in merito alla ritardata ripartenza di AFO/2 e alle problematiche inerenti alla proroga dei termini richiesta al Ministero dell’Ambiente per l’esecuzione della prescrizione n.6 (chiusura nastri trasportatori) di cui al DPCM del 29 settembre 2017.

La società ha dichiarato che il ritardo sulla ripartenza di AFO/2, inzialmente prevista per la giornata di ieri, è scaturita da una problematica tecnica della macchina a forare. Tuttavia, è stata avviata al procedura di preriscaldo del forno e si attende un riscontro dai Commissari Straordinari di Ilva in AS, che hanno gestito le opere di riammodernamento previste dalle prescrizioni indicate dalla Procura di Taranto, dopo il sequestro dell’impianto nell’estate del 2015 a seguito dell’incidente che costò la vita all’operaio Alessandro Morricella.

In riferimento alla proroga dei termini per l’esecuzione della prescrizione n.6, la Direzione Generale del Ministero dell’ambiente ha inviato una comunicazione ad ArcelorMittal all’interno della quale sono contenuti i motivi che ostano la domanda di proroga della suddetta prescrizione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale e che potrebbe determinare il fermo dell’Altoforno n.4. Le procedure della fermata di AFO/4, secondo quanto riportato da Arcelor Mittal, potrebbero essere avviate a far data dal 31 gennaio, data ultima prevista per l’attuazione dello stesso DPCM del 29 settembre 2017.

Fim, Fiom, Uilm e Usb, al termine dell’incontro, esprimono “forti perplessità per le tanti incognite che continuano ad emergere rispetto alla questione ambientale, al futuro assetto societario di ArcelorMIttal e al piano industriale e occupazionale. Infatti, è del tutto imbarazzante il silenzio del governo che in questi mesi ha evitato qualsiasi tipo di confronto sul futuro ambientale, occupazionale e industriale di Taranto”.

“La vertenza Ex Ilva continua ad avere continui stop and go ed è indubbiamente una conseguenza dovuta all’assenza di chiarezza e trasparenza, da parte del Governo, che ha prodotto una stallo che dura ormai da troppi anni – proseguono -. Le organizzazioni sindacali hanno in più occasioni denunciato l’assenza di programmazione di interventi manutentivi sugli impianti e ritardi in merito all’applicazione delle prescrizioni previste dall’AIA che necessitano di un approfondimento anche con INVITALIA, futuro azionista al 50% di ArcelorMittal”.

“Riteniamo inammissibile continuare a rincorrere notizie e soprattutto continuare a far vivere una fase di incertezza a migliaia di lavoratori e alla città di Taranto che attende, ormai da troppo tempo, la fine dei lavori previsti per il risanamento ambientale” concludono Fim, Fiom, Uilm e Usb.

Sull’incontro è intervenuta anche la sezione di Taranto dell’Ugl Metalmeccanici. “L’azienda ha un problema di fondo, ovvero, è un’azienda in affitto, con gli impianti dell’area a caldo sotto sequestro, pertanto la gestione è complicata sotto tutti gli aspetti, poiché non si ha potere decisionale assoluto. I i limiti di produzione sono quindi esclusivamente dettati dalla complessità gestionale del sito e dalle prescrizioni in essere. La UglM, ha chiesto all’AD, se i ritardi e le difficoltà di terminare alcuni lavori dettati dalle prescrizioni AIA fossero motivo di non raggiungimento dell’obbiettivo prefissato per il 2021 di 5 milioni di tonnellate di produzione di acciaio, la risposta è stata che tali impedimenti erano stati oggetto di valutazione, pertanto il piano industriale per l’anno in corso non subirà una riduzione di produzione, L’incontro si è concluso con la consapevolezza da parte dei partecipanti che vi è la necessità di un costante aggiornamento e con l’annuncio da parte dell’AD Morselli , che vi sarà entro il 10 febbraio sarà siglato l’accordo definitivo tra Invitalia e ArcelorMittal, considerato che l’Antitrust Ue non avrà alcun motivo non per esprimere parere positivo” concludono dall’Ugl Metalmeccanici.

(leggi tutti gli articoli sull’Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

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