Crisi IDS, Fiom proclama sciopero e presidio

 

L'azienda pisana che occupa a Taranto 14 lavoratori in crisi finanziaria da anni dovrebbe cedere la proprietà ma la trattativa è alquanto fumosa
pubblicato il 21 Gennaio 2021, 18:19
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“La società IDS di Pisa è una azienda di ingegneria e tecnologie dei sistemi che fornisce ricerca, innovazione e prodotti nei settori dell’ingegneria elettromagnetica, delle comunicazioni satellitari, dell’aeronautica e del radar per applicazioni civili e di difesa. Ha un totale di 214 dipendenti distribuiti tra le sedi di Pisa, Roma, Napoli, Catanzaro e Taranto (14 dipendenti). L’azienda da diversi anni sta attraversando una crisi finanziaria che ha già comportato la vendita di importanti divisioni tecnologiche (GeoRadar, IDS Air Navigation). L’attuale drammatica situazione finanziaria vede come unica soluzione per la continuità dell’azienda una cessione completa a potenziali acquirenti in grado di poter rilanciare e dare continuità ad un polo tecnologico formato da importanti competenze professionali”. E’ quando dichiara in una nota Giuseppe Romano, segretario generale Fiom-Cgil Taranto, in merito alla vicenda dell’azienda pisana che tocca da vicino diversi lavoratori tarantini.

“Negli ultimi sei mesi è stata avviata una trattativa di cessione con un soggetto ad oggi ancora ufficialmente anonimo e con il quale l’azienda aveva assicurato di completare la vendita entro il 21 dicembre 2020. In questo mese di gennaio l’azienda ha rimandato più volte l’incontro con le organizzazioni sindacali senza fornire alcuna spiegazione. E’ evidente che la trattativa di cessione non sta andando a buon fine – commenta Romano -. Lo stato in cui si trova l’azienda non concede più tempo!“.

La Fiom Cgil di Taranto ha quindi proclamato per la giornata di giovedì 21 gennaio, otto ore di sciopero nella sede di Taranto con presidio davanti l’azienda. “I lavoratori congiuntamente al sindacato chiedono che la trattativa di cessione sia chiusa il prima possibile per salvaguardare il destino del 214 lavoratori, delle loro famiglie e di tutto l’indotto industriale – conclude Romano -. Le organizzazioni sindacali si riservano ulteriori agitazioni qualora nell’incontro previsto per lunedì 25 gennaio non sia presentato un concreto piano industriale che garantisca una prospettiva futura”.

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