Prosperi:”Questo Taranto mi piace”

 

Intervista all'ex capitano rossoblù di lungo corso, ora allenatore del Vastogirardi in serie D, girone F.
pubblicato il 15 Gennaio 2021, 14:40
6 mins

E’ il giocatore che ha indossato per più anni consecutivamente la fascia di capitano del Taranto, il sesto giocatore per presenze (236) nella storia del club. Fabio Prosperi, 41 anni, ex difensore, ora allenatore del Vastogirardi, inserito nel girone F, squadra rappresentativa di un comune in provincia di Isernia di 662 anime (il più piccolo di tutte le 162 squadre di serie D), seppur a distanza non smette di seguire il suo Taranto.

“E’ il primo risultato di cui mi informo la domenica pomeriggio” – dice al telefono dopo aver terminato di dirigere l’allenamento della sua squadra che attualmente occupa il sesto posto in un girone F in cui spicca la presenza del Campobasso.

“E’ una squadra, quella, fuori categoria, con un organico di altissimo livello. Posso aggiungere, però, che questo girone mi ha sorpreso. E’ molto tecnico, veloce, c’è gran ritmo, forse c’è un po’ meno agonismo rispetto ai gironi G, H e I ma con il fatto che si gioca senza pubblico, ormai ovunque c’è stato un livellamento dei valori. Le piazze più blasonate hanno perso sicuramente qualcosina da questo punto di vista”.

A Taranto, dove la pressione intorno alla squadra di calcio è sempre stata molto alta, c’è però chi dice che giocare a porte chiuse abbia, in un certo senso, agevolato i buoni risultati ottenuti sinora dai rossoblù…

A Taranto è preferibile giocare tutta la vita con il pubblico. Dico una cosa scontata, ma è così. Fossi un giocatore sceglierei questo club proprio per poter giocare in uno stadio animato e non vuoto.

Arriviamo al punto, che ti sembra del Taranto edizione 2020-21?

Ho visto qualche partita, quella di Casarano ad esempio. Anzitutto dall’esterno percepisco un clima molto diverso rispetto al recente passato. La società mi dà l’idea che si sia data finalmente una linea, un’organizzazione ben precisa, dove ognuno ha il suo ruolo con compiti ben assegnati. Credo possa essere l’annata giusta- a prescindere dal vincere o meno il campionato, evento condizionato da mille fattori- per poter insistere su un progetto tecnico. La squadra è stata allestita bene, ha una sua logica, è solida, quadrata. Devo fare i complimenti al diesse  Montervino – con il quale in passato ho avuto anche degli scontri quando ci ho lavorato assieme, in quanto abbiamo entrambi due caratteri molto forti – che è una persona competente. Ha allestito una buonissima squadra, con degli under molto bravi e poi sa gestire e tutelare molto bene lo spogliatoio. E’ un direttore sempre molto presente. Mister Laterza, poi, sul campo sta facendo un ottimo lavoro. E’ una persona seria, pacata e preparata. Ha saputo fare di necessità virtù quando ci sono state delle difficoltà dovute agli infortuni, cambiando anche modulo di gioco. E’ stato molto pratico. Mi piace la situazione che si è creata quest’anno a Taranto. Ritengo che ci siano tutti gli ingredienti giusti per fare bene.

Secondo te come mai il Taranto non riesce ad abbandonare il Campionato Dilettanti per approdare là dove tutti lo vogliono vedere, ossia in Lega Pro?

Perché a Taranto si ha sempre tanta, troppa, fretta. Capisco un po’ il senso di frustrazione dei tifosi a vedere la propria squadra del cuore in questa categoria ma in tutti questi anni, tutte le società che si sono succedute, hanno avuto questa ansia da prestazione. Per attuare un progetto ci vuole tempo. Invece, ogni anno si cambiano allenatore, direttore sportivo, l’intelaiatura della squadra. Ci vuole continuità, logica, lungimiranza, quella che vedo quest’anno. Si è partiti tranquilli, senza grandi proclami. Ci si è messi a lavorare sodo senza grandi chiacchiere.

Ti piacerebbe tornare ad allenare in futuro il Taranto dopo quella breve esperienza, in una stagione da dimenticare, come quella 2016/2017?

Sto facendo un percorso di crescita (un anno fa ha superato il corso per diventare allenatore professionista, ndc).  Sono ripartito dopo un inizio di carriera un po’ così. Vediamo cosa mi riserva il futuro. Con riferimento a quella stagione, in Lega Pro, il discorso è troppo lungo da intraprendere, specie con il senno di poi. Ci sono state tante situazioni particolari. Ho commesso sicuramente degli errori che non rifarei, come quello di stravolgere un po’ troppo le cose al mio arrivo in un momento in cui forse bisognava intervenire gradatamente. Non accetterei più di non andare in panchina (all’epoca non poteva per questioni regolamentari, ndc) perché, può sembrare una cosa di poco conto, durante le partite l’allenatore deve stare a contatto diretto con la squadra. Errori ne sono stati commessi tantissimi in quella brutta stagione e da tutti.

Infine da ex capitano di lungo corso, hai qualche consiglio da dare a Marsili?

Non ha bisogno di consigli. Lo conosco bene, siamo stati tanti anni assieme in spogliatoio. La prima volta che l’ho visto era un ragazzino. Credo sia il capitano giusto per questo Taranto, sia per anzianità che per personalità. Gli auguro di riuscirmi a superare come numero di stagioni da capitano, il che significa che dovrà giocare ancora a lungo…..(ride, ndc) ma soprattutto di essere il capitano di un Taranto vincente.

 

 

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