Ripartire dalle periferie: la sfida di ASSET per il 2030

 

Intervista con l’ing. Elio Sannicandro, direttore dell'Agenzia Regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio
pubblicato il 14 Gennaio 2021, 10:38
10 mins

Torniamo ad affrontare il tema delle periferie nell’ottica di un recupero delle stesse in una città, Taranto, costretta a fare i conti, nei decenni passati, con un’espansione urbanistica non supportata da un adeguato Piano Urbanistico ed una cementificazione incontrollata che, ad oggi, non è più sostenibile. Spazi ed edifici abbandonati; parchi e giardini pubblici in condizioni di degrado; quartieri dormitorio e cementificazione. Assenza di servizi adeguati, da quelli sociali alla mobilità, e di luoghi di aggregazione. Scarse opportunità d’impresa e di lavoro. Sono immagini che ci raccontano, purtroppo spesso, lo stato di salute delle nostre città, nelle periferie ma non solo. È per reagire a questo progressivo declino, accelerato dalla crisi economica dopo gli anni del boom edilizio, che si stanno moltiplicando, in Italia e a livello internazionale, studi, progetti, iniziative che hanno come parola d’ordine la rigenerazione urbana partendo dall’esistente per porre freno all’espansione edilizia.

Taranto ha definito ed avviato il suo Piano Strategico di transizione che guarda al mare, all’ambiente ed alla cultura attraverso un’operazione che vede insieme l’area vasta di Taranto e la Regione Puglia con il suo braccio operativo, l’ASSET, l’Agenzia Regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio. Una squadra al lavoro per ridisegnare la città dei due mari, per restituirle quella bellezza che le appartiene e che le è stata sottratta per troppo tempo. L’ambizioso Piano Strategico, approvato nel 2019 e precedentemente ideato nell’alveo della Legge regionale per Taranto n. 2/2018, si pone come spazio di attuazione temporale il 2030. Entro quella data i progettisti ed i tecnici che hanno redatto il Piano contano di poter realizzare tutti i principali asset di rigenerazione urbana contemplati nel programma. Tema cardine del piano è il recupero delle periferie e la loro messa a sistema, senza dimenticare l’importante evento sportivo che si terrà a Taranto nel 2026, in occasione della XX edizione dei Giochi del Mediterraneo. Di tutto questo e dei progetti in itinere ne abbiamo parliamo con l’ing. Elio Sannicandro, direttore generale dell’ASSET e già promotore del Piano Strategico di Bari.

Ing. Sannicandro, il Piano Strategico di Taranto – Taranto Futuro Prossimo in che misura guarda alla rigenerazione delle periferie urbane?

Elio Sannicandro, direttore generale di ASSET

Taranto Futuro Prossimo riconosce ambiti urbani poco consolidati, posti ai margini della città, entro cui ricomporre gli spazi di frattura con gli ambiti centrali ed istituire nuove relazioni, sostenendo modalità di riuso e rinnovamento urbano. Un Piano che promuove interventi di rigenerazione urbana e ambientale ripetibili in una prospettiva evolutiva incrementale, capaci di fare rete, profondamente incisivi sulla qualità urbana anche con minime modificazioni degli involucri edilizi. Un Piano che coinvolge una pluralità di spazi, non solo dismessi o sottoutilizzati: dal patrimonio edilizio delle grandi espansioni urbane agli spazi aperti degradati, dai nuclei urbani identitari agli spazi asserviti al transito delle auto. Per costruire la Taranto del 2030 è necessario individuare obiettivi e priorità. Rispondere alle istanze di riqualificazione del patrimonio edilizio e dello spazio pubblico, riequilibrando condizioni critiche dell’abitare che contraddistinguono parti periferiche della città. Far fronte ad aspetti di degrado urbano e sociale  valorizzando le attitudini esistenti e guidando in maniera sapiente i trend di crescita. Ma allo stesso tempo affrontare le criticità ambientali, non solo industria, ma anche tutela del suolo e delle acque ”.

Qual è, a suo parere, l’azione strategica più incisiva già avviata per la riqualificazione delle periferie tarantine?

Ritengo sia fondamentale  per la rinascita dei quartieri periferici  puntare su una maggiore cura e attenzione della condizione giovanile e delle attività educative e sportive che si possono praticare in queste  realtà. Taranto Futuro Prossimo individua nella XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, che si svolgerà a Taranto nel 2026, un’occasione per specializzare alcuni quartieri periferici – su tutti il quartiere Salinella, dalla già forte vocazione sportiva. Le attrezzature sportive, che per questo evento internazionale verranno recuperate o costruite ex novo, saranno un’eredità positiva per i cittadini e, molto più nello specifico, per i residenti del quartiere. Abbiamo spesso parlato delle ricadute positive che i Giochi del Mediterraneo avranno sulla città di Taranto in termini infrastrutturali, si pensi al potenziamento delle reti territoriali, ma credo che siano altrettanto importanti quelle sul tessuto sociale. In una prospettiva post evento, queste eredità sportive potranno contribuire al miglioramento della qualità della vita e, molto più in generale, alla definizione di una rinnovata percezione, interna ed esterna, della città di Taranto. Il quartiere Salinella, ad oggi spesso citato per situazioni di degrado, in un futuro prossimo potrebbe divenire un polo sportivo di eccellenza, immerso in un grande Parco attrezzato ”.

Questa vision per Salinella, e molto più in generale per la città di Taranto del 2030, attraverso quali sinergie e quali azioni operative potrà essere realizzata?

In questo percorso di ripensamento della città di Taranto risulta indispensabile lavorare in sinergia con i comuni dell’Area Vasta. In quest’ottica nasce il Talab – il Laboratorio Urbano di Taranto – una struttura multidisciplinare composta da architetti, ingegneri, archeologi, giuristi e comunicatori, chiamati ad immaginare il nuovo volto della città di Taranto e del territorio jonico di riferimento, fornendo supporto alle progettazioni delle Amministrazioni locali. Sono state già avviate delle proficue collaborazioni, in particolare con il Comune di Taranto che è stato supportato nella stesura della richiesta di finanziamento per il bando  “Italia City Branding”. Taranto è risultata tra le 31 città destinatarie dei fondi previsti dal bando, e questo risulta essere, oltre che un successo importante per la città, un esempio di buona pratica e di azione sinergica tra enti. Con circa 1 milione di euro, la Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso la struttura di missione InvestItalia, finanzierà il percorso progettuale del Parco del Mediterraneo alla Salinella, che prevederà la mitigazione del rischio idraulico del quartiere e la realizzazione del “Parco della Salina Piccola” e del “Parco urbano sportivo dei XX Giochi del Mediterraneo”. Inoltre, è attualmente in corso di redazione, la richiesta di finanziamento inerente al “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare” promosso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). Ancora una volta una collaborazione virtuosa, frutto di un protocollo di intesa tra Comune di Taranto – soggetto proponente della proposta – e le agenzie ASSET e ARCA Jonica (Agenzia Regionale per la Casa e per l’Ambiente della Provincia di Taranto). E, ancora una volta, fulcro delle progettazioni sarà una periferia, il quartiere Paolo VI ”.

Se Salinella si configura come un luogo degli sport, quale sarà invece la visione per Paolo VI, attenzionato nella richiesta di finanziamento?

Uno dei punti cardine della proposta progettuale per Paolo VI, che il Comune di Taranto sta elaborando d’intesa con ASSET ed ARCA Jonica, è la costruzione di una visione strategica d’insieme che caratterizzi l’intero quartiere.  Un quartiere complesso il Paolo VI, caratterizzato da un alto grado di frammentarietà, composto da isole urbane spesso circondate da distese di aree incolte e da una scarsità di servizi di prossimità. Gli interventi sulla mobilità avranno un ruolo importante nel riammagliamento del quartiere: dalla definizione di strategie di traffic calming alla costruzione di percorsi per la mobilità lenta sino alla valorizzazione di scenari paesaggistici di pregio. Guadagnare un percorso verso il Mar Piccolo, conquistare un nuovo punto di contatto con il mare, spesso negato ai cittadini tarantini. Ricorre nelle progettualità poste in atto uno dei principali desiderata del Piano Strategico di Taranto, ovvero l’aumento di “dotazione di blu pubblico”. Si punta inoltre al recupero di edifici specialistici in abbandono e di aree marginali dal potenziale valore pubblico. La riqualificazione di aree ed edifici dismessi equivale alla rimozione di situazioni di pericolo per la salute e la sicurezza urbana e di situazioni degrado ambientale e sociale. Si prospetta una nuova vita per questi spazi attraverso la realizzazione di luoghi di aggregazione e di incubatori culturali che possano ospitare più realtà associative e lavorative ”.

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