Prisma Taranto: sulla sua strada un ex

 

Si torna in campo a Reggio Emilia contro la squadra allenata dall'ex collaboratore di lunga data di coach Di Pinto
pubblicato il 12 Gennaio 2021, 09:30
7 mins

Vincenzo Mastrangelo- per tutti Vincenzino negli anni in cui si affiancava in panchina al Vincenzo principale ossia Vincenzo Di Pinto – 50 anni tondi, coach di Reggio Emilia, domani e domenica si ritroverà di fronte il suo “padrino”, colui al quale è stato vicino per otto stagioni (5 a Taranto, 2 a Gioia del Colle e 1 a Vibo Valentia) nel ruolo di assistente cercando di imparare quanto più possibile. Ora “Vincenzino” cammina ormai con le sue gambe ed ha accumulato tantissima esperienza, specie in serie A/2 ( ha vinto una Coppa Italia e vinto una stagione regolare con Vibo Valentia, perdendo in gara cinque la finale play-off, ha raggiunto quattro volte  i play-off in A/2 con squadre che spesso erano andate oltre l’obiettivo stagionale come Matera e la stessa Reggio Emilia, ndc).

“Con Di Pinto ho fatto una gavetta di alto livello. Sono stati anni importanti e formativi per me quelli trascorsi accanto a lui. Gli devo sicuramente tanto rispetto. E’ stato ed è tuttora una guida importante per la pallavolo pugliese” – afferma, con un pizzico di emozione, al telefono da Reggio Emilia il coach pugliese.

La doppia gara ravvicinata con Taranto (mercoledì in Emilia, recupero della terza di andata e domenica al Palamazzola, terza di ritorno) per te non sarà solo una sfida con il tuo ex mentore Di Pinto ma anche l’occasione per poter rivedere tante persone con le quali hai collaborato……

L’elenco e lungo. Parto da Tonio (Bongiovanni) ed Elisabetta (Zelatore), due persone che stimo e rispetto tantissimo e delle quali non posso che dire un gran bene. Sono contento siano rientrati nel volley perché in passato vi hanno lasciato un bel segno. E’ lodevole il loro impegno per questo sport in un momento sicuramente non semplice.

E poi rivedrò Coscione e Presta, il primo l’ho avuto per tre anni a Vibo, palleggiatore top anche a 40 anni, il secondo, ragazzo d’oro, l’ho fatto giocare io titolare per la prima volta in serie A/2, sempre a Vibo e l’anno scorso l’ho voluto a Castellana Grotte. Infine come non citare due volti storici del volley tarantino come il segretario generale De Luca ed il fisioterapista Portulano, con i quali abbiamo condiviso tanti bei momenti.

Sono sincero, non vedo l’ora di giocare queste due partite. Sarà un pò come giocare un andata ed un ritorno dei play-off. Sono curioso di vedere all’opera la mia squadra al cospetto di una compagine molto forte come Taranto. Nelle ultime sette gare Reggio Emilia ha perso solo contro Bergamo, giocando sempre una buona pallavolo.

Che ricordi hai dei tuoi anni in riva allo Jonio?

A Taranto ho trascorso cinque bellissime stagioni, tre in A/2 con una promozione in A/1 e due in massima serie. Ricordo questa promozione, ormai venti anni fa, con un gruppo di giocatori che mi è rimasto nel cuore. E poi ho avuto la fortuna di conoscere due grandi campioni e uomini come Kovac e Vujevic che avevano da poco vinto la medaglia d’oro con la Jugoslavia alle Olimpiadi di Sidney 2000.

Torniamo all’attualità. Che pensi della Prisma Taranto?

Come spesso accaduto in passato, anche questa volta Di Pinto è riuscito ad allestire un organico di altissimo livello. E’ sicuramente una delle squadre più forti del campionato, composta da tanti giocatori provenienti dalla Superlega più Padura Diaz che è un signor opposto. Il club ha poi rimesso assieme professionalità importanti con tanta esperienza di volley di livello alle spalle. Perdendo Parodi, ha cambiato qualcosa nel suo sistema di gioco. Ora c’è Cominetti che sicuramente è un ragazzo molto interessante e già esperto della categoria.

Cosa pensi della serie A/2 di quest’anno, così condizionato dal Covid?

Parecchi parlano di stagione falsata ma io non condivido. La definirei una stagione anomala, sicuramente diversa dagli altri.  I problemi li abbiamo avuti e li avremo tutti. Diverse squadre come la nostra stanno giocando una volta ogni tre giorni. Bergamo, però, insegna a tutti come in situazioni le situazioni di difficoltà (hanno avuto all’inizio diversi giocatori contagiati dal Covid) non hanno influito più di tanto sul loro rendimento. Hanno vinto undici gare su undici, meritano la classifica che hanno. Per il resto i valori stanno emergendo comunque perché Taranto e Cuneo sono là, dove dovevano essere, Siena sono certo che si riprenderà.

Più in generale il cambio di formula a dodici squadre, effettuato già la scorsa stagione, ha fatto in modo che si favorisse un aumento del tasso tecnico del torneo che è molto livellato verso l’alto. Ed infatti per vincere occorre combattere su ogni campo. Essere sempre sul pezzo e non abbassare mai la tensione altrimenti rischi di perdere una partita che non ti aspetti come accaduto domenica a Brescia in trasferta a Lagonegro.

Ci sono delle cose, però, che non mi vanno giù come ad esempio il fatto che si sia potuto fare mercato praticamente sempre. Sarebbe stato più giusto aprire una finestra tra la fine del girone di andata e l’inizio di quello di ritorno perché è giusto che venga favorito chi sta allestire bene le squadre in estate. La storia dei recuperi delle gare non disputate all’andata ci ha fatto notare come alcune nostre concorrenti (Reggio Emilia ambisce a qualificarsi per i quarti di finale di Coppa Italia e per i play-off promozione, ndc) abbiano giocato contro avversari che non potevano schierare giocatori tesserati strada facendo o altre situazioni in cui abbiano giocato contro squadre indebolite rispetto alle prime giornate di campionato. Mi sarebbe piaciuto anche avere un altro straniero in campo e che ci fosse stata almeno una retrocessione. Riguardo lo straniero, non credo possa togliere qualcosa agli italiani, che devono essere in campo perché se lo meritano non perché devono starci per forza, in virtù di un regolamento.

 

 

 

Condividi:
Share

Commenta

  • (non verrà pubblicata)