Taranto, quello spot che fa discutere

 

Al netto del valore artistico, c'è da chiedersi come mai si è agito in appena tre giorni...
pubblicato il 10 Gennaio 2021, 19:19
5 mins

Non c’è dubbio. Lo spot a sostegno della candidatura di Taranto a Capitale italiana della Cultura 2022, firmato dal regista Pippo Mezzapesa, sta facendo discutere. Tanto in senso positivo quanto in quello negativo. Com’era ovvio che fosse.
I motivi? Essenzialmente due. Il primo sul contenuto che – se negli intendimenti del committente (alias il Comune di Taranto) e del regista esulavano dalla semplice narrazione pubblicitaria, quindi evitando i giri di drone sulle bellezze della città – qualche critica considera poco identitario rispetto alla Storia, in senso classico, della città stessa. Insomma, secondo queste critiche, lo spot evita di esaltare Taranto nei suoi angoli più belli e conosciuti al mondo e quindi in apparenza sarebbe sterile nel sostegno alla candidatura.
L’altro motivo è l’affidamento diretto, con una spesa di circa 73mila euro, a un’azienda non tarantina – la Proforma di Bari – della realizzazione dello spot, quasi non vi fossero nel nostro territorio aziende in grado di idearne uno all’altezza dell’obiettivo.

Pippo Mezzapesa

Premessa d’obbligo. Qui non si vuole insinuar dubbi sulla valenza artistica dello spot dalla firma prestigiosa e importante, e cioè quella di Mezzapesa che alla nostra città è legato. Diciamo pure che lo spot ha un’osservazione libera della sua gradevolezza, per cui è lecito qualunque giudizio si voglia trarne. Semmai, sarebbe altrettanto legittimo conoscerne il peso specifico allorquando verranno esaminati i dossier delle città candidate a Capitale della Cultura. E in questo senso filmati-spot di appena 2-3 minuti non possono cambiare definitivamente il giudizio finale su quale città sarà la vincitrice. Dunque, giudichiamo per quel che suscita in noi lo spot. Al limite, forse una maggior traccia identitaria avrebbe fatto maggiormente piacere.
Diverso il discorso strettamente amministrativo, quindi la scelta dell’azienda a cui è stata affidata la realizzazione dello spot. E’ la Proforma s.r.l., già in passato recente interpellata dal Comune di Taranto per l’ideazione di brand istituzionali. Le critiche poggiano su questo: perchè mai non si sono interessate altre aziende, soprattutto non ci si è rivolti ad aziende del territorio. Domanda legittima, non c’è dubbio.
Intanto, fughiamo una perplessità sulla procedura, e cioè quella dell’affidamento diretto e senza gara. E’ assolutamente legittima, visto e considerato che, come si legge a conferma nella Determina del 17.12.2021 (Direzione Gabinetto Sindaco, dirigente Antonio Lacatena), “a causa delle note vicende legate alla pandemia da Covid-19, al fine di incentivare gli investimenti è stata approvata la L.120/2020 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante «Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitali» (Decreto Semplificazioni), che ha elevato la soglia per gli affidamenti diretti di forniture e servizi da un importo inferiore di euro 40.000,00 ad un importo inferiore ad euro 75.000,00…”.
Perciò, tutto regolare secondo quanto riporta la Determina. Semmai, altre sono le perplessità, e tutte di carattere temporale se si vuole. Intanto, è noto a tutti che il prossimo 15 gennaio sarà scelta la città che nel 2022 rappresenterà la Cultura italiana. La candidatura di Taranto è stata lanciata a dicembre del 2019 (per il 2021, ma poi il covid ne ha costretto il posticipo al 2022): da lì è cominciata la ‘marcia’ verso la presentazione ufficiale (luglio scorso). La proposta dell’azienda Proforma è arrivata il 14 dicembre scorso (si legge nella determina: “è pervenuta in data 14/12/2020 una proposta per la realizzazione di uno spot/video a sostegno della candidatura della Città di Taranto a Capitale italiana della Cultura 2022 formulata dalla società Proforma del valore di euro 60.000,00 oltre IVA”), quindi mesi – quasi un anno – dopo la conferma dal Mibact a gennaio 2020. C’è da chiedersi: come mai tutto questo tempo trascorso inutilmente per una scelta più ampia e magari pure più congeniale?
Perchè poi la storia scritta nella Determina parla di una proposta giunta il 14 dicembre, poi appena il giorno dopo arriva la delibera di Giunta comunale per l’affidamento (“Con Deliberazione delle G.C. n. 353/2020 del 15.12.2020 veniva dato mandato alla Direzione Gabinetto Sindaco di predisporre tutti i successivi e conseguenti atti e adempimenti, finalizzati ad accettare la proposta pervenuta dalla società Proforma SrL”) e, infine, la stessa Determina datata 17 dicembre: insomma, nel giro di tre giorni si è risolta tutta la procedura, ed eccoti lo spot.
Non aggiungiamo altro: queste sono perplessità, le ultime, più che legittime anche perchè non comprendiamo la fretta, a meno di situazioni – lo diciamo con onestà – che non conosciamo. Tutto qui.

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

6 Commenti a: Taranto, quello spot che fa discutere

  1. Piero

    Gennaio 11th, 2021

    Secondo me la fretta è che fino all’ultimo non avevano fatto niente: avrebbero dovuto sbrigarsi un po’ prima.

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  2. Piero

    Gennaio 11th, 2021

    A parte che la delibera NON può essere del 17.12.2021 … la società non è in conflitto di interessi dato che anche Bari e candidata per la stessa tornata? Non sarà per questo che lo spot NON convince?

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    • redazioneonline

      Gennaio 11th, 2021

      Gentile lettore, la data è sbagliata per un comprensibile refuso (è del 2020, ovvio). Per il resto, lasciamo a voi il giudizio, com’è giusto che sia. Grazie della segnalazione

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  3. Salvatore Pataleo

    Gennaio 11th, 2021

    E’ discutibile il fatto che nel video non vi sia neanche un’immagine del Marta, la testimonianza più tangibile della grandezza della città dal punto di vista storico-culturale.
    È poi, perché quelle immagini “antiche” sull’industria e la Marina?

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  4. Valter

    Gennaio 11th, 2021

    Un orrore.
    Quella colata di altoforno,simbolo della Morte.Un affronto,una beffa nei confronti di chi è costretto a morire in nome dell’acciaio.Come i bambini di questa città.E,nell’ultimo fotogramma,il goffo tentativo,col drone,di evitare l’inquadratura dei mostri che attanagliano la città.
    Prima di aspirare ad una nomina del genere questa città ha un urgenza molto,molto oiu impellente.
    La rottamazione di tutta la sua classe dirigente e politica.Nel giugno del 2022.Sebbene m’auguri questo possa accadere molto,molto prima.

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  5. Rocco

    Gennaio 20th, 2021

    Decisamente un lavoro fatto con i piedi , spero che sia stato un orrore generato dalla situazione difficile del momento.
    Bisogna che queste cose siano gestite da persone competenti e dalla cultura in materia ben consolidata.

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