Spot per Taranto Capitale Cultura: le prime critiche

 

Fornaro: “Con 30 euro il mio videomaker l'avrebbe fatto meglio". De Gennaro: “Spreco di danaro”
pubblicato il 10 Gennaio 2021, 11:43
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Giungono le prime critiche sullo spot realizzato dal Comune di Taranto a sostegno della candidatura a Capitale della Cultura 2022. Sono dei consiglieri comunali Fornaro e de Gennaro.
Vincenzo Fornaro (Taranto Respira ed Ecologisti e Reti Civiche): “Ho visto e rivisto il video promozionale per la candidatura di Taranto a capitale della cultura. Al di là del costo spropositato, che citando un famoso film di Aldo, Giovanni e Giacomo potrei dire che “Con 30 euro il mio videomaker l’avrebbe fatto meglio”, ciò che mi lascia senza parole e mi da un senso di fastidio è l’aver inserito immagini della fabbrica della morte, di colate di acciaio e di operai che si recano a lavoro nella stessa. Forse non è chiaro che quella fabbrica uccide non solo le persone ma ha ucciso i sogni in questa città, le alternative e in primis la cultura che il video dovrebbe promuovere. La rinascita di Taranto partirà realmente solo quando quella maledetta fabbrica ormai inutile sarà definitivamente chiusa. Ma forse questo è il risultato per aver inserito nel comitato che cura il dossier un industrialista convinto come Mellone”.
Floriana de Gennaro (Fratelli d’Italia): “L’amministrazione Melucci non perde occasione per sperperare denaro delle  casse comunali senza ponderare e controllare a posteriori le proprie spese, come se i soldi utilizzati non fossero di nessuno, mancando di rispetto, a mio modesto avviso, anche alla sua stessa volontà politica, ben indicata nell’atto di indirizzo politico.  Mi riferisco all’ennesimo spreco di danaro per uno spot  dal titolo ‘Sudore, lacrime e mare’ titolo che già manca di originalità dal momento che è una citazione della scrittrice danese Karen Blixen e che è finalizzato ad accompagnare la candidatura di Taranto a Capitale della Cultura 2022, le cui selezioni, tra dieci città finaliste, avverranno il prossimo 15 gennaio. Uno spot che è costato alle tasche dei contribuenti, con un affidamento diretto, appena (!) 73.000,00 € realizzato da una società costantemente scelta dall’amministrazione Melucci, la Proforma di Bari da un’idea di un regista di fama nazionale ed internazionale di nome Pippo Mezzapesa, vincitore del David di Donatello. Uno spot realizzato, quasi interamente, assemblando semplicemente immagini di archivio (della durata di 2 minuti e 7 secondi), che diversamente dagli intendimenti richiamati nella delibera di giunta comunale, secondo cui lo spot per Taranto Capitale della Cultura 2022 avrebbe dovuto  “affrancare definitivamente la città dalla monocultura industriale“ appare invece , rappresentativa di immagini di operai in fila ai cancelli dell’acciaieria unite a colate incandescenti, che mal si conciliano con la promozione di una città lontana dalla grande industria!  Mi auguro, per il bene della città e dei tarantini, che comunque la nostra città possa raggiungere l’ambìto traguardo, nella consapevolezza che il successo nella competizione farebbe del capoluogo ionico un polo culturale di traino all’intero territorio regionale pugliese di portata nazionale e internazionale. La candidatura rappresenta , infatti, un’occasione unica per tutta la regione di valorizzare le molte eccellenze culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche che contraddistinguono questa nostra terra”.

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