Ex Ilva, primo incontro a Roma con i sindacati

 

Le organizzazioni sindacali convocati martedì nella sede di Confindustria. Sollecitati chiarimenti su integrazione salariale per lavoratori Ilva in AS
pubblicato il 08 Gennaio 2021, 20:43
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Primo incontro dell’anno tra ArcelorMittal Italia e le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici martedì 12 gennaio a Roma, presso la sede di Confindustria in viale dell’Astronomia, alle ore 16. La convocazione da parte dell’azienda non ha oggetto e non chiarisce se sarà presente la struttura tecnica di Invitalia. Al centro ci sarà l’avvio del confronto sul piano industriale previsto dall’accordo di Co-Investimento dello scorso 11 dicembre e il relativo piano occupazionale.

Intanto, in merito all’Integrazione salariale CIGS lavoratori ILVA in A.S., Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto alla presidenza del Consiglio dei Ministri, ai ministeri dell’Economia e del Lavoro “un incontro urgente sul rifinanziamento dell’integrazione sulla Cassa integrazione per i lavoratori di Ilva in Amministrazione Straordinaria. Ciò si rende necessario per scongiurare possibili ritardi, in quanto ad oggi, da verifiche effettuate con la Società ILVA in Amministrazione straordinaria, non vi è traccia alcuna del provvedimento di integrazione salariale, risultando non rilevabile dai contenuti del decreto c.d. Milleproroghe”.

“A fronte delle rassicurazioni ricevute durante la videoconferenza di giorno 22 dicembre da parte dei Ministri all’Economia e al Lavoro, oltre che anche dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Senatore Mario Turco – proseguono i sindacati – è necessaria la massima chiarezza e rispetto agli impegni assunti, facendo seguito alle rassicurazioni fornite dal fronte istituzionale, in ordine alla messa in sicurezza del reddito dei lavoratori per l’intero anno 2021, nondimeno l’imprescindibile prosecuzione del trattamento di integrazione per non subire ritardi”.

“A tal riguardo, è opportuno un sollecito intervento del Governo per affermare gli impegni assunti e scongiurare, in assenza di nuovi provvedimenti entro il 31 gennaio, possibili ed incomprensibili ritardi che vedrebbero paradossalmente l’erogazione del beneficio da parte di ILVA in favore dei lavoratori, non prima del mese di marzo.. Ribadiamo altresì che le retribuzioni di questi lavoratori, già pesantemente falcidiate, non possono e non devono subire ritardi come quelli relativi al mese di febbraio 2020 per effetto della conversione del decreto Milleproroghe. Nostro malgrado, ove non si giungesse ad una rapida definizione delle ragioni di cui alla presente, saremo costretti a mobilitarci a sostegno di questo bacino di lavoratori” concludono le segreterie di Fim, Fiom e Uilm.

(leggi gli articoli sull’Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

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