Balcani, culla di antiche civiltà

 

Archeologi di tutto il mondo hanno studiato in particolare la scrittura Vinça
pubblicato il 06 Gennaio 2021, 11:33
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Al di là del mar Adriatico, nella regione die Balcani, sono staste trovate evidenze archeologiche di civiltà evolute che circa 8000 anni fa iniziarono a usare la protoscrittura e un alfabeto. Tra queste la civiltà Vinca, originaria della Siberia, che dalle migrazioni neolitiche, iniziate dopo l’ultima glaciazione avvenuta circa 10000 anni fa, percorrendo le regioni indoeuropee popolarono Grecia, ex Jugoslavia, Bulgaria, Romania, Ungheria orientale, Moldavia e Ucraina
Nella attuale Serbia, nei pressi di Belgrado si trova un sito archelogico della civiltà Vinca, poco conosciuta da noi, ma molto importante. Gli studi su questa cività mettono in risalto la caratterizzazione e divisione del lavoro, le case avevano stufe e cavità appositamente scavate per i rifiuti e i morti venivano sepolti in apposite necropoli. Dormivano su apposite stoie di lana o pellicce, si coprivano con abiti di pelle, lana e lino.
Archeologi di tutto il mondo hanno studiato questa civiltà, in particolare la  loro scrittura, nota anche come alfabeto Vinča o scrittura Vinča-Turdaș. Si tratta di un insieme di caratteri incisi su piccole tavolette di argilla trovate nell’Europa sud-orientale. Questi scritti possono essere classificati come un sistema di  protoscrittura, ovvero come un sistema di simboli che rimanda ad un concetto; si tratta del primo esempio di scrittura, sviluppatasi lungo il corso del  fiume Danubio  datate dal Sesto e il Quinto millennio avanti Cristo, dunque precedente alla scrittura cuneifome della civiltà sumerica del medioriente, risalente a tremila anni avanti Cristo diffusasi nella regione della città-stato di Babilonia nelle antica Mesopotamia.
La scoperta di questo sito Vinca risale al 1908,nei pressi di Belgrado a circa 120 km dal primo ritrovamento reperti della stessa natura, trovati nei pressi di Banjica, altro sobborgo di Belgrado. Questo sistema simbolico di scrittura venne messo in relazione alle tavolette di Tărtăria di Săliștea in Romania. Secondo la datazione al carbonio, questi reperti risalirebbero a circa il IV millennio a.C., ovvero 1300 anni prima della scrittura cuneiforme.
Dopo queste prime scoperte, sono stati trovati circa un migliaio di reperti della stessa natura, in diversi siti disseminati lungo tutto l’arco dei Balcani.
Gran parte dei simboli sono incisi su vasellame di terracotta, insieme a piccole statuette e manufatti di altra natura. Gran parte delle iscrizioni, circa l’85%, sono composte da singoli simboli. Essi sono in gran parte simboli astratti, mentre altri sono zoomorfi.
L’importanza di questi simboli consiste nel fatto che essi risalirebbero al IV millennio a.C. ovvero sarebbero una scrittura molto precedente a quella ritrovata ad Uruk in Irak. L’analisi di questi simboli ha mostrato una forte differenzazione rispetto alle scritture del Medio Oriente e i risultati portano ad ipotizzare che questi due sistemi si siano sviluppati nel tempo in maniera indipendente e separata. Esistono tuttavia delle analogie con altre iscrizioni e simboli trovati altrove, sempre risalenti al neolitico, come in Egitto, Creta e nella lontana Cina.
La natura e lo scopo di questi simboli rimangono dubbi la loro scrittura, nota anche come alfabeto Vinča o scrittura Vinča-Turdaş sono un insieme di caratteri trovati su alcuni manufatti preistorici provenienti dall’Europa sud-orientale.appartenente alla cultura di Vinča, sviluppatasi lungo il corso del Danubio tra il VI e il III millennio a.C.
Esse recano incisi dei simboli che sono stati oggetto di notevoli controversie tra gli archeologi, molti dei quali sostengono essere della prima forma conosciuta di scrittura al mondo.

La scrittura Vinça

 

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