Deposito nucleare in Puglia? Secco no delle Istituzioni

 

Regione Puglia e Provincia di Taranto esprimono fermo dissenso su ipotesi previste dalla Cnapi. No secco del sindaco di Laterza e dell'eurodeputata D'Amato
pubblicato il 05 Gennaio 2021, 20:33
6 mins

“Apprendiamo a ‘cose fatte’ e a distanza di anni, dell’inclusione di alcuni comuni pugliesi e lucani tra i siti in cui stoccare residui radioattivi. È ferma e netta la contrarietà della Regione Puglia a questa opzione. I nostri sforzi verso un modello di sviluppo improntato sulla tutela dell’ambiente e della salute sono noti a livello internazionale. Non si può imporre, ancora una volta, scelte che rimandano al passato più buio, quello dell’assenza della partecipazione, dell’umiliazione delle comunità, dell’oblio della storia e delle opportunità”. È la reazione del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano alla notizia odierna secondo la quale, nella Carta dei siti potenzialmente idonei alla costruzione del Deposito nucleare nazionale, la Puglia è indicata con l’area di Gravina in Puglia in provincia di Bari e i comuni di Altamura e Laterza per un’area individuata in condivisione con Matera in Basilicata.

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/01/05/deposito-nucleare-anche-taranto-tra-aree-idonee/)

“Lo Stato e la Regione – spiega Emiliano – hanno, in quei luoghi, istituito il Parco nazionale della Murgia e il parco regionale più grande, quello delle Gravine, quali presìdi delle biodiversità e simboli dello stile di vita verso cui i pugliesi hanno deciso di andare. Le comunità della Murgia pugliese sono in continuo cammino, in evoluzione costante nel turismo, nell’agricoltura moderna, nella zootecnia basata sul benessere animale, nelle produzioni artigianali che finalmente superano i confini regionali e rendono riconoscibile una storia, una identità vera che profuma di futuro e non può essere sporcata con la parola “nucleare”, incubo del passato”. “Svolgeremo – conclude – tutti gli approfondimenti tecnici del caso, geologici e ambientali, per motivare anche sotto questo aspetto l’incompatibilità di questa scelta irragionevole che contrasteremo in ogni sede”.

L’individuazione di alcuni comuni dell’area ionica come siti idonei allo stoccaggio delle scorie nucleari trova la ferma opposizione della Provincia di Taranto. “Non si tratta di una posizione preconcetta – le parole del presidente dell’ente, Giovanni Gugliotti -, ma di un esercizio di equità rispetto al sacrificio cui è stata chiamata la nostra terra per decenni. Nei comuni indicati nella Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee elaborata da Sogin non vivono cittadini retrogradi e sordi al progresso, c’è solo gente stanca di dover subire sempre le conseguenze di scelte prese altrove, senza poter mai godere dei presunti vantaggi di quelle scelte. A noi amministratori, ogni giorno chiamati a fare i conti con questa frustrazione, non basta più la ragion di Stato come giustificazione: l’abuso compiuto con la grande industria ha saturato qualsiasi disponibilità”.

Per l’inquilino di via Anfiteatro, impegnato direttamente nella complicata vertenza dell’ex Ilva, si tratta quindi di un ulteriore colpo alla prospettiva che il territorio si sta dando, con la diversificazione produttiva e la programmazione di grandi investimenti. “Dal Governo, che ha deciso di pianificare interventi importanti nella provincia di Taranto – ha aggiunto il sindaco di Castellaneta –, ci aspetteremmo che fosse conseguente: come può conciliarsi la narrazione di un territorio votato all’innovazione e alla filosofia “green”, con una decisione che lo derubrica a banale discarica nucleare? Noi non abbiamo gli strumenti per decifrare l’incoerenza di questa vicenda, i cittadini ancora meno. Per questo non arretreremo di un passo rispetto alla necessità di rivedere questa decisione, perché il diritto dei cittadini a vivere in un luogo finalmente libero dal peso del sacrificio ambientale è l’unica opzione praticabile”.

Stupore e contrarietà anche da parte del sindaco di Laterza, Franco Frigiola. “Stamattina abbiamo appreso con incredulità dai mezzi di informazione che Laterza sarebbe candidata ad ospitare il sito di stoccaggio di rifiuti radioattivi. Ci stiamo già mobilitando per far arrivare da subito tutto il nostro dissenso a ciò, come già detto qualche minuto fa durante l’intervista al tg3 Puglia in cui siamo intervenuti io e l’assessore all’ambiente Rocco D’Anzi. Come nel 2003 con Scanzano, lotteremo insieme ed in ogni sede per difendere il nostro territorio e l’intero territorio del Parco Regionale della Terra delle Gravine”.

“Le scorie nucleari dell’Italia potrebbero venire depositate tra la Basilicata e la Puglia. E’ quanto prevede la Cnapi, la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee a ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Parliamo di territori come la provincia di Taranto o le aree interne lucane che già pagano un prezzo altissimo in termini di salute e ambiente, tra siderurgia e Tempa Rossa. Da europarlamentare del Sud urlo il mio dissenso, che è poi quello dei cittadini di questi territori che hanno già manifestato in passato il loro ‘no’ alle discariche di rifiuti radioattivi. A chi governa dico che sareste complici di un altro ‘delitto perfetto’ dopo i casi Tap e Ilva. Invito la cittadinanza, le ong, Regioni e Comuni ad alzare le barricate per difendere territori la cui vocazione è agricola e turistica. Per quanto mi compete, presenterò osservazioni alla consultazione pubblica e porterò il caso alla Commissione europea in modo da verificare se i criteri seguiti nella redazione della Cnapi rispettano la direttiva Euratom”. Lo dice Rosa D’Amato, eurodeputata del gruppo Greens/Efa al Parlamento Ue.

Condividi:
Share
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)