Consiglio Comunale, sì a cittadinanza per Giò Ponti

 

Poco dibattito nella seduta di fine anno al Teatro Fusco.
pubblicato il 29 Dicembre 2020, 19:14
4 mins

Penultima seduta del 2020 (si chiuderà domani con seconda convocazione e question time) per il Consiglio Comunale di Taranto, riunito ancora una volta al Teatro Fusco per garantire il distanziamento.

Seduta non particolarmente “effervescente” per quanto riguarda il dibattito. Il punto di maggiore impatto simbolico è senza dubbio il definitivo conferimento della cittadinanza onoraria post-mortem a Giò Ponti, grande architetto del ‘900 che nella Concattedrale di Taranto individuò una delle proprie più grandi opere. Il provvedimento, già ampiamente annunciato dall’amministrazione, giunge nell’anno del cinquantesimo anniversario dall’inaugurazione del grande tempio di viale Magna Grecia.

Addizionale IRPEF, confermata l’aliquota massima sopra i €15.000 di reddito

Le maggiori polemiche fra opposizione e maggioranza si sono avute, come prevedibile, sul tema dei tributi comunali. In particolare, dai banchi (pardon, dalle poltrone) della minoranza si sono levate accuse di “esosità” ai danni dell’amministrazione Melucci. Oggetto del contendere, l’approvazione dell’addizionale comunale all’Imposta sui Redditi delle Persone Fisiche (IRPEF). Il Comune ha scelto, infatti, di applicare l’aliquota massima possibile per legge, lasciando una zona franca al di sotto dei €15.000 di reddito lordo annuo. Una soglia ritenuta troppo bassa compattamente da tutte le forze di opposizione. In particolare il consigliere Battista (fresco membro, assieme all’altra ex-M5S Rita Corvace, del nuovo gruppo consiliare “Una città per cambiare”) ha accusato l’amministrazione di non aver attuato alcuna riduzione delle aliquote dopo l’uscita dal dissesto, che per anni ha vincolato il Comune ad applicare le tariffe massime.

Partecipate, sopravvive ancora il Distripark

Approvata anche la periodica revisione delle partecipazioni pubbliche. Oltre alla già annunciata uscita del Comune dal consorzio CTP, ha tenuto banco l’eterna vicenda della società Distripark. Come chiarito in aula, essa figura ancora fra le partecipate, benché messa tempo fa in liquidazione dal Comune, in quanto l’Autorità Portuale, che ne è uno dei soci, vorrebbe tentare di ridare vita al progetto.

A proposito del CTP, il consigliere Ciraci [erroneamente era stato precedentemente indicato il consigliere Vietri] (ex-Forza Italia, spesso apparso vicino alle posizioni della maggioranza) ha ricordato che oltre al trasporto pubblico di linea il CTP svolgeva (e svolge tuttora) anche il servizio di noleggio con conducente di autobus GT. Ora che il Comune di Taranto è uscito dal consorzio, potrebbe essere un’idea sviluppare un servizio analogo anche in Amat.

Ancora debiti faraonici

Oltre alle questioni di cui sopra (e a modifiche di convenzioni fra Comune ed enti privati), la seduta è stata come al solito dominata dai debiti fuori bilancio e dalle passività pregresse. Un debito in particolare è balzato agli occhi, per il considerevole importo di € 875.000. Al netto della doverosa approvazione, l’intero Consiglio ha chiesto compattamente al sindaco e ai massimi dirigenti comunali di procedere all’accertamento formale delle responsabilità di chi, all’interno della macchina amministrativa comunale, ha fatto sì che quel debito lievitasse negli anni sino a raggiungere un importo così elevato.

Appuntamento a domani

Nulla di particolarmente nuovo, dunque, in questo finale di anno. La seduta di domani, ultima del 2020, sarà dedicata ad ultimare l’ordine del giorno non discusso oggi e, a seguire, al question time, che non si tiene ormai dal 13 ottobre.

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