Crimini e Covid: il bilancio del Questore Bellassai

 

pubblicato il 29 Dicembre 2020, 13:22
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Quando gli si chiede, qual’è stato il momento di maggiore risalto, dal punto di vista operativo, fra le attività svolte, il Questore di Taranto Giuseppe Bellassai, non ha dubbi: “Non si tratta di mettere l’accento su un momento operativo, ma su una caratteristica. Per la nostra caparbietà, per il nostro essere comunità. Noi siamo quelli dell’esserci sempre”.

E’ un passaggio della videoconferenza di questa mattina nella quale, tracciando un bilancio consuntivo, sono state illustrate le attività svolta dagli uomini e le donne della Polizia di Stato in questo 2020 dominato dall’emergenza Covid.

“Abbiamo dovuto reinventarci. I nostri uffici erano chiusi, le attività ordinarie sono venute meno. I nostri collaboratori erano tutti per strada a dare una mano ed evitare che il contagio potesse estendersi in modo pericoloso. A loro il mio plauso”. Una vicinanza ricambiata anche dalla comunità tarantina che ha ricevuto il plauso del Questore a dispetto del modo col quale dipinta e tratteggiata e che invece “ha mostrato una grande capacità di rispettare le indicazioni che sono state date da Governo, Regione e Comune”.

Il controllo del territorio, assieme alla Polizia Locale, ma anche grazie alla Squadra Mobile, alla Procura locale e alla DDA di Lecce e alla sezione Falchi, ha permesso di raggiungere risultati importanti nel contrasto alla criminalità organizzata e al traffico di sostanze stupefacenti. Con questi dati: 338 gli arresti, 153.846 le persone controllate, 70.797 i veicoli controllati, 4.038 le contravvenzioni al Codice della strada, 4.931 i documenti ritirati, 731 i veicoli sequestrati.

D’altra parte, le operazioni svolte nel corso di un anno di attività: “Cupola”, “Easycredit” e “Beni Stabili”, l’‘omicidio Rotondo’ restituiscono una lettura di “una situazione che rimane critica e per certi versi preoccupante”. E non usa mezzi termini quando parla di: “Criminalità di primordine, che ha tutte le potenzialità per fare un salto di qualità. Finora però “quello che hanno detto le indagini non porta che vi siano situazioni tali da parlare di una criminalità che sia riuscita ad operare attraverso un reinvestimento di illeciti anche in attività di carattere lecito. E’ un rischio concreto. Chiaro che investire risorse su questo territorio può creare appetiti e su questa situazione dobbiamo vigilare, ma lo stiamo facendo con l’ufficio territoriale e il Prefetto”.

“Certamente non siamo di fronte ad una criminalità come quella degli anni Ottanta e Novanta, che ha fatto vivere a Taranto momenti di grande tensione e difficoltà, che sparava e uccideva, faceva morti e feriti e per questo creava particolare allarme sociale, ma che ha inteso inabissarsi, che ha preferito percorrere strade nuove che intende lanciarsi in settori di attività criminale meno rischiosi e tra questi il traffico di droga. Più silente, ma non meno pericolosa, comunque pronta ad agire e che ha fatto dell’eroina, della cocaina, ma anche della marijuana e hashish il momento più importante dei suoi lauti guadagni”.

Con una certa rilevanza è stato sottolineato infatti il trend in ascesa del consumo delle droghe, In particolare sulla diffusione tra le nuove generazioni sull’uso degli stupefacenti, un dato da monitorare e preoccupante”.

C’è stato spazio, prima dei saluti, per citare le attività di contrasto ai problemi “congeniti” del territorio: dai DASPO, alle denunce per furti di energia, alla lotta ai parcheggiatori abusivi e all’abusivismo. Con particolare riferimento l’accento al contrasto della vendita illegale di mitili, tema questo “molto esteso e sentito, con gli uomini del Commissariato Borgo, Guardia Costiera e sequestrato tonnellate di mitili venduti illegalmente”.

“Svestendomi dai panni di Questore e ricoprendo quelli di uomo, -– si è congedato Bellassai salutando i giornalisti, che ha ringraziato per il loro ruolo – mi auguro un poco di buona, vecchia, agognata normalità. Bisogna ancora stringere i denti ed evitare di ripiombare in situazione di difficoltà dal punto di vista del contagio, dunque della tenuta dei nostri ospedali. Questo dobbiamo fare insieme e per la comunità tarantina, la quale ha dimostrato un grande senso di responsabilità”.

(Ulteriori dati del bilancio consuntivo saranno forniti appena disponibili)

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