Ex Miroglio, ancora tensione a Ginosa

 

Ok dalla Giunta regionale, tramite Puglia Sviluppo, al finanziamento di 5 milioni di euro per il secondo progetto: restano tanti i problemi sul tavolo
pubblicato il 28 Dicembre 2020, 20:38
8 mins

La task force regionale per l’occupazione ha rinviato al nuovo anno le due riunioni separate indette inzialmente per lo scorso 18 dicembre, sulla vertenza ex Miroglio legata allo sviluppo dei progetti della società Ecologistc spa sul sito di Ginosa e a quello legato al progetto Agromed sul sito di Castellaneta.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/12/09/ex-miroglio-ginosa-secondo-progetto-ancora-al-palo2/)

Pochi giorni dopo, il 22 dicembre scorso, la Giunta regionale ha deciso di dare atto che “il progetto definitivo, sulla base delle risultanze della fase istruttoria svolta dalla società Puglia Sviluppo S.p.A. per la realizzazione del progetto industriale presentato dalla ECOLOGISTIC S.p.A. (già Logistic & Trade S.r.l.), per un importo complessivo in Attivi Materiali e Innovazione Tecnologica di 13.021.384 euro, comporta un onere a carico della finanza pubblica di 5.521.619 euro e con la previsione di realizzare, nell’esercizio a regime, un incremento occupazionale non inferiore a n. 42 unità lavorative (ULA)  e di esprimere l’indirizzo all’approvazione del progetto definitivo presentato dall’impresa proponente ECOLOGISTIC S.p.A. (già Logistic & Trade S.r.l., sito ex Miroglio) con sede legale a  Ginosa (TA)”.

Ricordiamo che stiamo parlando del secondo progetto che riguarda la parte restante del capannone di Ginosa (essendo il primo riutilizzato dall’accordo del 2014 per il conferimento nel sito di balle di plastica e la successiva separazione tra materiale riciclabile e materiale non riciclabile, oltre al packaging ortofrutticolo, tratta e seleziona rifiuti plastici per conto del Corepla). Secondo progetto che ha già avuto una gestazione alquanto travagliata lo scorso anno, che prevede la trasformazione in polimeri del materiale già riciclato.

Come si ricorderà, l’accordo raggiunto tra il Comune di Ginosa e la società nel marzo dello scorso anno, riguardava la cessione della prima metà dello stabilimento ex Miroglio ed il comodato d’uso della seconda in favore della stessa società. L’accordo inoltre ampliò la platea di ex miroglini riassunti dalla società Logistic che passarono da 92 a 111, con garanzia occupazionale per tutti i lavoratori fino al 2030 come venne messo nero su bianco nell’accordo romano dell’ottobre del 2017. Nell’accordo sottoscritto con il comune di Ginosa, è previsto anche che dal 2026 la Logistic diventi proprietaria di tutto lo stabilimento, qualora mantenga fede agli impegni presi.

Notizia che ha portato la società a sottolineare come “semmai ve ne foste stato bisogno, si tratta dell’ennesima riprova e riconoscimento della serietà del valore del progetto industriale di Ecologistic spa e delle sue esternalità positive per l’economia e l’occupazione locale. Ecologistic spa rivendica con orgoglio il risultato raggiunto e ringrazia i soci, gli amministratori, tutto il personale impiegato quotidianamente nel progetto e quelle istituzioni che hanno creduto e premiato la Ecologistic spa, basandosi semplicemente sui dati di fatto, sui documenti prodotti e sulle analisi tecniche, economiche giuridiche e non invece sui pregiudizi“. Un riferimento non troppo velato nei confronti dei sindacati e soprattutto del primo cittadino di Ginosa, Vito Parisi.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/11/11/ecologistic-rispetti-accordi-lavoratori-e-stabilimento/)

Che infatti è di tutt’altro avviso ed in un post su Facebook ha manifestato nuovamente tutte le sue perplessità. Affermando che nonostante “il finanziamento regionale non credo che cambierà la situazione per i lavoratori. Sono sincero. Per quanto mi riguarda la considero propaganda, l’ennesima. Del resto, c’era da aspettarselo dopo la singolare conferenza stampa di qualche mese fa in cui l’amministratore delegato Felice Bitetti in veste politica (probabilmente memore del passato) sentenziava contro l’Amministrazione Comunale, promettendone di ogni, fino all’acquisto di un potentissimo macchinario. Poi, il nulla. Al di là delle parole, quasi un altro anno è passato dall’impegno sottoscritto di assunzione di tre lavoratori al mese e lo stesso continua ad essere disatteso. E quest’anno di attesa si aggiunge agli altri anni senza lavoro e senza sussidi per troppi lavoratori e troppe famiglie. Il piano industriale continua a essere un documento misterioso, i tavoli delle vertenze vengono convocati e poi annullati senza una spiegazione nel totale silenzio delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni. Mi domando: c’è qualcosa da nascondere? E’ possibile che alla Ecologistic SpA sia permesso di tutto? Perché?”.

“Io so che molte di queste domande rimarranno senza risposta e l’obiettivo sembrerebbe chiaro – afferma ancora Parisi -. Forse è quello di non assumere alcun lavoratore e prendere tempo, aspettando Agromed o magari il 2021, augurandosi che ci sia un’amministrazione diversa rispetto a quella che ho l’onore di rappresentare? Farneticazioni? Vedremo. Ma le mie speranze sono poche e i fatti dicono che gli impegni sottoscritti nel 2018, e mai ratificati in nessun tavolo della vertenza, sia regionale che ministeriale, sono stati disattesi e per quanto mi riguarda la cessione della proprietà della seconda parte non può avvenire. Per quello che può servire, chiedo scusa ai lavoratori. Lo faccio io perché se oggi ci ritroviamo in questa situazione sicuramente chi di dovere, compreso il Sindaco di Ginosa, non ha fatto abbastanza. Malgrado ciò, non rimarrò fermo, continuando a combattere per e con i lavoratori. Come conferme l’ennesima lettera a firma dei Miroglini 3.0 che invita a molte riflessioni” conclude il primo cittadino.

Una polemica che dura mesi, con i sindacati di categoria (Filcams Cgil, Femca Cisl e Uiltucs Uil) che hanno denunciato il mancato rispetto degli impegni da parte della società Ecologistic Spa (ex Logistic & Trade srl), che dopo una serie di incontri aveva promesso di assumere 3 lavoratori al mese dal bacino ex Miroglio di Ginosa (prima all’inizio dell’anno e poi rinviato causa pandemia a partire dal 4 agosto), che si sarebbero andati ad aggiungere agli 81 ex miroglini assunti a partire dal 2014 quando venne stipulato l’accordo di reindustrializzazione del sito chiuso dal 2009. Non solo: l’azienda, invece di assumere i 60 ex miroglini che attendono ancora una ricollocazione lavorativa e che dal 2016 sono senza ammortizzatori sociali, avrebbe anche utilizzato lo straordinario nei confronti dei lavoratori assunti, aspetto che spinse i sindacati ad attivare lo stato di agitazione. Agitazione che perdura tutt’ora in attesa di una schiarita che tarda ad arrivare. E che si sperava di ottenere dalla riunione alla task force regionale per l’occupazione, che sarà riconvocata si spera entro gennaio. Staremo a vedere.

(leggi gli articoli sulla ex Miroglio https://www.corriereditaranto.it/?s=miroglio&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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