Sandro, infermiere alla Cittadella: “Nessuna indecisione per il vaccino”

 

E' tra i primi vaccinati a Taranto: "Ho subito dato la mia adesione: tutto è andato bene"
pubblicato il 27 Dicembre 2020, 20:29
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“La richiesta della disponibilità a ricevere una delle prime dosi di vaccino mi è pervenuta tramite mail dal mio ordine professionale una decina di giorni fa. Ho subito dato la mia adesione, attraverso un link, proprio il giorno della vigilia di Natale. Subito dopo mi hanno riferito che l’iniezione mi sarebbe stata fatta la mattina di domenica 27 gennaio nella Rsa della Cittadella della Carità, dove lavoro come infermiere professionale. E tutto si è svolto nel migliore dei modi”.
A parlare è Sandro Rivizzigno, 54 anni, “Falanto” per gli amici di Facebook, ottimo cicloamatore e noto per il suo impegno ambientalista.
La sua decisione di sottoporsi al vaccino, fra i primi a Taranto, è stata adottata con il pieno e immediato dei familiari. “Non ci sono al momento alternative e ritengo sia inutile perdersi nelle polemiche – spiega l’infermiere professionale – L’azienda produttrice ha fama di grande affidabilità nel mondo e i suoi ricercatori hanno lavorato instancabilmente per liberarci da questo incubo. Mi sono vaccinato anche per un fatto sociale. Cioè, se mi ammalo io costringo all’isolamento e all’inoccupazione tutti i membri della mia famiglia, che già ne hanno sofferto per i ripetuti lockdown. Se ciò persisterà sarà una catastrofe per tante famiglie, che si ritroveranno senza fonti di reddito”.
Sandro evidenzia anche il consenso alla sua decisione da parte della figlia Claudia, univerditaria a “La Sapienza”, che collabora con “Repubblica”, che probabilmente scriverà anche un articolo sull’argomento e in particolare sull’esperienza del padre.
Alla Rsa della Cittadella della Carità, oltre ad alcuni operatori, sette ospiti hanno dato immediatamente la disponibilità a vaccinarsi. “Si tratta di persone che da febbraio non vedono i propri cari, per ovvie precauzioni anti contagio. E nel vaccino perciò hanno visto la possibilità di riabbracciare quanti hanno a cuore” – dice l’infermiere, che auspica anche per i ragazzi la ripresa quanto prima delle relazioni personali, com’è normale per la loro età, altrimenti le conseguenze per il loro sviluppo psico-fisico, continuando l’autoisolamento potrebbero essere di non poco rilievo.
E per quanto riguarda gli effetti indesiderati del vaccino?
“Ci muoviamo – risponde – su un terreno nuovo ma, ripeto, non ci sono altre possibilità. Tutto ovviamente sarà sotto controllo nei giorni a venire ma è nettamente escluso che componenti del vaccino possano influire sul DNA come taluni erroneamente sostengono, essendo questi finalizzati esclusivamente a stimolare la produzione di anticorpi”. La prossima tappa della campagna vaccinazioni riguarderà dal 4 gennaio operatori e ospiti di tutte le Rsa. Poi toccherà al personale degli ospedali e delle case di cura private. Quindi, sarà la volta di tutti noi, a partire dai più anziani.
Perciò, incrociamo le dita e speriamo di tornare quanto prima ad abbracciarci.

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