Taranto: basta un gol per il primo posto

 

Agganciato in vetta il Sorrento, assieme al Casarano. a quota 18 punti
pubblicato il 23 Dicembre 2020, 16:51
5 mins

Il Taranto espugna il campo di Nardò grazie ad una prestazione di squadra tatticamente ineccepibile, ad un gol di Matute (minuto 18 del primo tempo) e ad una super parata di Sposito nell’extra time (minuto 91).

Costretto dalle assenze contemporanee degli squalificati Diaby, Acquadro e Rizzo, oltre a quelle degli acciaccati (comunque a referto) Calemme e Ferrara, il tecnico del Taranto Laterza abbandona temporaneamente il 4-2-3-1 e schiera la sua squadra con il 4-3-3. Esordio stagionale dal primo minuto per il difensore argentino Gonzalez e per l’interno sinistro Marino mentre a destra e a sinistra, sulla linea offensiva si piazzano rispettivamente Mastromonaco e Falcone al posto di Guaita e Santarpia. A centrocampo torna titolare Matute per aiutare in mediana Marsili.

PRIMO TEMPO

Molto bella la prima frazione dal punto di vista dell’intensità. Le due squadre attuano un pressing molto alto, giocano senza eccessivi tatticismi e ne giova lo spettacolo sia pur agevolato da qualche errore di disimpegno da ambo le parti.

Il primo tiro verso lo specchio della porta lo scaglia il Nardò con un sinistro terminato di poco a lato da parte di Mengoli al minuto 5. Al minuto 18 il Taranto passa in vantaggio: Falcone lancia dalla sinistra Abayan che tenta di divincolarsi in area di rigore; l’argentino prova il tiro che gli viene rimpallato, la sfera finisce all’altezza dei sedici metri a Matute che ha tutto il tempo di portarsi la palla sul destro e di scaricare in porta un diagonale perfetto.

Il Nardò accusa il colpo, si innervosisce un tantino e ne approfitta il Taranto per fare la partita. Al 24’ ci prova Falcone con un tiro che termina di poco a lato. Dopo la mezz’ora di gioco il Nardò torna pericoloso con un paio di occasioni ben neutralizzate dal portiere rossoblù Sposito: al 31’ un tiro cross dalla sinistra di Sepe viene smanacciato dall’estremo difensore jonico che poi alza sulla traversa, al minuto 33’, un colpo di testa di Stranieri.

SECONDO TEMPO

Tanto è stato piacevole il primo tempo, tanto brutto e privo di emozioni è risultata la ripresa. Il Taranto è costretto a giocare di rimessa praticamente da quando esce per infortunio Matute (al minuto 53, sostituito da Guaita) e contemporaneamente da quando il Nardò rimpinza di punte e mezze punte il proprio reparto offensivo (tra questi Granado e Potenza). La partita alza i toni agonistici, si innervosisce un tantino ed è continuamente spezzettata dai falli.

Il Taranto, dal punto di vista difensivo, la gestisce bene, facendo girare al largo le punte avversarie e giocando spesso di anticipo con i propri difensori. Il Nardò non è mai reso pericoloso. La sua manovra è prevedibile  (tanti lanci lunghi), imprecisa e confusionaria. Ma la beffa dei minuti finali stava per materializzarsi di nuovo per la squadra di Laterza perché al minuto 91’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo la palla arriva all’altezza del dischetto di rigore a Granado che tira indisturbato e chiama all’intervento prodigioso e decisivo l’estremo difensore rossoblù Sposito.

CONSIDERAZIONI FINALI

Prova del nove superata dal Taranto sul tradizionalmente ostico terreno del Nardò (la vittoria mancava da oltre cinquanta anni).  Se è vero che ha vinto, praticamente con un solo tiro in porta, è l’atteggiamento tattico che ha ancora una volta ha convinto. Si costruisce poco ma si rischia altrettanto poco. La pecca più grossa resta sempre l’assenza della zampata che possa chiudere la partita ed evitare la tensione dei minuti di recupero. Il loop è il solito:srve un attaccante d’area di rigore in grado di sfruttare la minima occasione per far gol. Questi non è Abayan.

CLASSIFICA

Il pareggio del capolista Sorrento con il Bitonto permette al Taranto di agguantare proprio i campani a quota 18 punti in coabitazione del Casarano.

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