Leggiamo insieme il Decreto Natale

 

L’Italia in zona rossa nei giorni di festa, per evitare il rischio di un’impennata dei contagi
pubblicato il 19 Dicembre 2020, 11:21
4 mins

Natale solo con i tuoi” titola questa mattina Avvenire. Forse la sintesi più efficace per spiegare lo spirito del nuovo “Decreto Natale”, che come sempre cerchiamo di capire insieme.

Prima di tutto, una nota di metodo. A differenza di tutti i precedenti decreti, questa volta non si tratta di un DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri). Lo strumento scelto dal Governo questa volta, infatti, è di rango più alto, e cioè il Decreto-Legge. La differenza può apparire sottile ai non addetti ai lavori, ma in realtà è sostanziale. Se il DPCM, infatti, è un “semplice” atto amministrativo, il Decreto-Legge è un atto avente forza di Legge e, come tale, dovrà essere convertito in Legge vera e propria con un voto del Parlamento, fornendo ai provvedimenti in esso contenuti la più alta sanzione possibile (e imponendo alle forze parlamentari di pronunciarsi sulle misure con il voto, e non semplicemente attraverso dichiarazioni sulla stampa).

Zona rossa nei giorni di festa

Il testo del decreto, che riportiamo in coda all’articolo, è in realtà piuttosto breve e stringato, in quanto si rifà alle misure già elencate nel DPCM del 3 dicembre (che avevamo analizzato qui).

In estrema sintesi: nei giorni 24, 25, 26, 27, 31 dicembre e 1, 2, 3, 5, 6 gennaio (cioè festivi e prefestivi) si applicheranno all’intero territorio nazionale le misure già previste per la zona rossa (art. 3 del DPCM 3 dicembre), e cioè:

  • Chiusura dei negozi non essenziali
  • Divieto di spostamento tra i comuni e all’interno dei comuni
  • Spostamenti consentiti solo per motivi di lavoro o necessità (da motivare con autocertificazione)

In aggiunta a queste misure già note, sarà possibile anche far visita ad amici e parenti, fra le 5.00 e le 22.00, in un massimo di due persone (esclusi minori di 14 anni e non autosufficienti).

Negli altri giorni (28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio) si applicheranno le misure della zona arancione (art. 2 del DPCM 3 dicembre), e cioè bar e ristoranti chiusi (se non per asporto), ma soprattutto spostamenti consentiti all’interno del comune ma non fra comuni diversi. Per rispondere alle obiezioni di chi vive in comuni estremamente piccoli, il governo ha previsto una clausola per cui chi risiede all’interno di comuni con meno di 5.000 abitanti potrà spostarsi in un raggio di 30 km, ma non verso i già affollati capoluoghi di provincia.

Le misure economiche

A queste misure (riassunte nelle slide che pubblichiamo subito sotto) si aggiungono anche i ristori economici, che il Governo ha voluto inserire all’interno dello stesso DL. I ristori, che saranno destinati alle attività con partita IVA attivata prima del 1° dicembre, verranno erogati a quelle attività che rientrino nelle categorie indicate dallo stesso decreto e che abbiano già beneficiato del contributo a fondo perduto previsto dal DL 19 maggio 2020. Il fondo stanziato ammonta complessivamente a 455 milioni di euro per il 2020 e a 190 milioni di euro per il 2021.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

DL 18 dicembre 2020
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