“Siamo una squadra fortissimi…….”

 

Il blob della settimana in casa Taranto FC 1927 e dintorni.
pubblicato il 16 Dicembre 2020, 14:34
7 mins

Considerato che al corriereditaranto.it non è concesso ascoltare direttamente tesserati del Taranto FC 1927, abbiamo pensato di aggiungere una nuova rubrica: il blob della settimana

Faremo un collage delle dichiarazioni più interessanti rilasciate dai tesserati rossoblù (sarà utile anche come archivio perché la memoria a qualcuno comincia ad accorciarsi…..) agli altri organi di stampa e le commenteremo a modo nostro, come sempre senza peli sulla lingua, pardon sulla tastiera…

Cominciamo con le dichiarazioni rilasciate a caldo, domenica pomeriggio, in diretta tv nella conferenza post gara con il Gravina dall’allenatore del Taranto, Giuseppe Laterza: ”Non mi è piaciuto l’atteggiamento dell’arbitro. Non parlo mai dei direttori di gara, ma con questo signore non si è potuto nemmeno dialogare a fine partita. E’ stata una cosa squallida. Siamo delusi, ma è chiaro che noi dobbiamo migliorare sotto l’aspetto della concentrazione. Peccato, avremmo potuto rosicchiare altri punti al Sorrento: questi due pareggi, compreso quello di Casarano, ci lasciano tanto amaro in bocca”.

Non ci aspettavamo dichiarazioni di questo tenore da parte del pacato allenatore rossoblù. Tentare, tra le righe, di addossare all’arbitro la responsabilità del pareggio del Gravina perché  ha protratto di venti secondi, i minuti di recupero già assegnati,  non ci è piaciuto.

E mentre i megafoni societari si affrettavano a pubblicare un sondaggio che in qualche modo potesse avvalorare la tesi che il pareggio fosse responsabilità di quel “cattivone con un bidone della spazzatura al posto del cuore” dell’arbitro che non ha fischiato la fine del match al minuto 95 esatto , il capitano Marsili, uomo con la testa sulle spalle, che in carriera ne avrà viste di cotte e di crude, martedì sera nella trasmissione sportiva di Canale 85 è sembrato di altro avviso:” C’è rammarico e dispiacere. Dopo aver fatto due buone prestazioni, c’è davvero tanto rammarico per non essere riusciti a portare a casa il bottino pieno. A Gravina abbiamo subito gol andando oltre il cronometro ma non vogliamo alibi. Dovevamo essere più concentrati e di questo siamo molto dispiaciuti. Sia a Casarano e che a Gravina abbiamo fatto delle grandi prestazioni”.

Intanto si discute sulle potenzialità di questo Taranto, al quale un po’ tutti gli addetti ai lavori annotano la mancanza di un reparto offensivo all’altezza della situazione.  A sorpresa, sulle colonne dell’edizione pugliese del Corriere dello Sport, dopo mesi trascorsi a mantenere un profilo basso, il direttore sportivo del Taranto Francesco Montervino si sbilancia: Secondo me si sta delineando un Taranto non forte, ma fortissimo: è innegabile che serva maggiore cinismo, ma è altrettanto vero che questa squadra, in sette giornate, ha affrontato cinque compagini di alta classifica e che mai ha subito in maniera inerme il gioco degli avversari”. Dunque, come direbbe Checco Zalone……”Siamo una squadra fortissimi”……

Probabilmente il bravo e comunicativo diesse rossoblù si è reso conto – dopo che il Taranto ha affrontato, senza complessi di inferiorità le migliori del girone come Picerno, Bitonto, Sorrento e Casarano –  che forse si può tentare l’assalto alla vittoria del girone H di serie D. Girone H a quanto pare più livellato verso il basso rispetto gli altri anni, che non ha l’incognita ambientale (il pubblico sugli spalti che mette pressione) e che forse è un tantino sopravvalutato così come ha avuto modo di dichiarare, nel corso della trasmissione sportiva di CosmoPolisMedia, colui  che inizialmente avrebbe dovuto essere il direttore sportivo del Taranto, Danilo Pagni.

 “Ogni campionato ha delle sue dinamiche uniche. Da quello che ho potuto vedere in questo girone H non ci sono compagini in grado di prendere il sopravvento né giocatori in grado di spostare gli equilibri. Poi si gioca senza pubblico, insomma è un campionato meno difficile del solito”, questo il succo dell’intervento di Pagni.

E il diesse calabrese aveva le idee chiare su quello che sarebbe stato il mercato del Taranto, soffermandosi, nell’incalzare delle domande, su tre nomi : “Sono rimasto fermo, non ho lasciato Taranto per andare da qualche altra parte. Restano le scelte personali alla base. Diaby? Il miglior acquisto che ha fatto il Taranto. E’ arrivato il giorno in cui sono andato via. Sottovalutato in tante piazze, è stato un mio regalo. Straqualursi? Conoscevo quello di sei-sette anni fa poi l’ho perso di vista. Abayan? È un buon giocatore, anche se ricordo ha avuto problemi alla schiena. Spero che spacchi la porta perché mi piacerebbe davvero che il Taranto vincesse il campionato”.

Sul discorso attaccante evidenziamo che il Taranto ha costruito la sua rosa per adattarla al modulo tattico preferito da Mister Laterza, 4-2-3-1.  Quell’uno finale è il pomo della discordia della critica che si è sempre soffermata sulla mancanza di un centravanti da doppia cifra. Si è cominciato il campionato puntando su Alfageme (infortunato, che però una vera e propria prima punta non è), su Straqualursi (scommessa persa in partenza ma sul quale Montervino &C. si sono incaponiti) e Serafino (acerbo, gettato nella mischia a causa delle defezioni).

Ora si punta su un altro argentino, Abayan (più pronto fisicamente di Stracqualursi ma dalla media-gol pressochè simile) e probabilmente a gennaio potrebbe arrivare un altro sudamericano (Diaz, ex pupillo di Laterza a Fasano, ora in Spagna).

La domanda che nessuno ha mai posto al diesse del Taranto è semplice: premettendo che c’è un budget da rispettare, come mai il club rossoblù si è dotato di uno stuolo di esterni offensivi o trequartisti (Corvino, Guaita, Falcone, Acquadro, Calemme, Lagzir ora ceduto, Santarpia, Mastromonaco) e non ha pensato di sacrificarne un paio per potersi permettere una punta centrale (ad esempio Palazzo in uscita da Brindisi e poi terminato a Bitonto) in grado di garantire un discreto bottino di reti?

 

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