Cis Taranto, si pensa a fondo per nuovi investimenti

 

Per sostegno ad imprese su retroportualità, logistica, cantieristica, agroalimentare, idrogeno, energie rinnovabili. Si pensa a clausola sociale premiale
pubblicato il 14 Dicembre 2020, 20:58
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​“Creare un Fondo per i nuovi investimenti produttivi, gestito dallo strumento del Contratto Istituzionale di Sviluppo, che sia di sostegno alle grandi, medie e piccole imprese, e che intendono insediarsi nel territorio con progetti al alto moltiplicatore economico e occupazionale. I settori che si intendono favorire sono soprattutto la retroportualità, la logistica, la cantieristica, l’agroalimentare, ma anche tutti quei progetti legati all’idrogeno e al settore delle energie rinnovabili. Tale Fondo dovrà comporsi di una somma in relazione alle potenzialità e agli obiettivi da raggiungere”. Così il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Programmazione economica e agli investimenti, il senatore del Movimento 5 Stelle Mario Turco, che oggi ha coordinato i consueti incontri tecnici in Prefettura nell’ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo per l’area jonica, alla presenza della struttura tecnica, Invitalia, Investitalia, Ruc.

“Abbiamo anche ultimato una proposta che sarà presentata a tutte le stazioni appaltanti del Cis, affinchè si possa introdurre nei prossimi bandi di gara una “clausola sociale premiale” per favorire le imprese del territorio e l’occupazione locale. Tale proposta sarà condivisa nei prossimi giorni con Camera di Commercio, Ance, Confindustria, e parti sindacali – aggiunge il Sottosegretario -. La logica che stiamo seguendo è di strutturare una piattaforma unica che possa incentivare da un lato gli investimenti sul territorio, e dall’altro sostenere le imprese e il lavoro locale, puntando sempre ad una riconversione economica dell’intera provincia jonico”.

“Abbiamo inoltre analizzato la bozza del protocollo d’intesa per iniziare la fase progettuale dell’Acquario Green di Taranto le cui attività, lo ricordiamo, saranno legate alla ricerca scientifica, recupero delle specie marine, riabilitazione disabili, digitalizzazione. L’intero progetto dell’Acquario è legato anche ad un’attività di bonifica e recupero dello specchio acqueo dell’ex Banchina Torpediniere, per questo abbiamo già coinvolto anche il Commissario Straordinario alle Bonifiche“.

(leggi tutti gli articoli sul Cis Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=cis+taranto&submit=Go)

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Un Commento a: Cis Taranto, si pensa a fondo per nuovi investimenti

  1. Gico

    Dicembre 15th, 2020

    A mio avviso i fondi si disperdono nel tempo poi questo governo ha vita breve ed alla fine, dei fondi si perderà ogni traccia. Sono esperienze negative che la storia economica di questo territorio ha periodicamente conosciuto anche dal fatto che in loco non esistono capacità impreditoriali disposte ad iniziative rischiose. L’impreditoria locale oltre che mungere saltuariamente e a titolo di subappalto lo scarto della grande industria ha tutti i suoi limiti. Parliamoci chiaro, aziende che si occupano di retroportualità, energie rinnovabili,cantieristica protrebbero rappresentare solo dei palliativi per l’economia ed l’ occupazione di questo territorio affetto da una crisi spaventosa e da disoccupazione. A Taranto neanche multinazionali appunto come Mittal potrebbe essere in grado di riconvertire un sistema industriale, bensi’ lo stato. Quindi si farebbe prima a riconvertire il modello di siderurgia, ripeto, basata anche sul riciclo e senpre nazionalizzata. Infine la retroportualità, energia rinnovabili,logistica, cantieristica chi più ne ha ne metta sono settori da” aziende con gli occhi a mandorla ” quindi caro on. Turco prima che sia troppo tardi cercate di sbloccare tutti quei sbalzelli burocratici, normativi e le fobie che attanagliano i suoi colleghi del Nord per favorire l’insediamento di multinazionali dell’estremo oriente con tanta voglia d’investire.

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