Battista, Corvace, Fornaro: «Dopo accordo Mittal dovremmo dimetterci tutti»

 

«Salvo che il Sindaco non si decida ad emettere un'ordinanza urgente e contingibile, stavolta finalizzata realmente al fermo immediato degli impianti più inquinanti». Così in una nota congiunta i tre consiglieri comunali di opposizione.
pubblicato il 11 Dicembre 2020, 17:10
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Iniziano a giungere le reazioni della politica all’avvenuta firma dell’accordo fra lo Stato italiano e ArcelorMittal per la gestione del centro siderurgico di Taranto. Riportiamo di seguito una nota a firma dei consiglieri comunali di opposizione Massimo Battista, Rita Corvace e Vincenzo Fornaro.

La notizia del giorno è che, con la firma di questa notte, lo Stato entra ufficialmente nella proprietà dell’ex Ilva. La notizia che vorremmo evidenziare, invece, è che lo Stato era già all’interno   dello stabilimento con dei commissari di nomina governativa, poi concesso in fitto per due anni al gruppo ArcelorMittal.

Alla luce di questo, quindi, sarebbe più opportuno dire che lo Stato Italiano ha deciso di regalare centinaia di milioni di euro al gruppo franco-indiano pur di farli restare a Taranto.

La produzione aumenterà e, al netto delle favole raccontate sull’acciaio verde, qui continueremo ad ammalarci e a morire più che altrove.
Basti considerare che nell’accordo è previsto il dissequestro di tutti gli impianti ad oggi in funzione con facoltà d’uso.

Le inutili azioni messe in campo dagli enti locali non hanno inciso minimamente e, anche per questo, parlavamo nei giorni scorsi di “pagliacciate”.

Al momento, l’unico segnale davvero forte dovrebbe vedere ciascuno di noi eletti nella provincia di Taranto – dai parlamentari all’ultimo dei consiglieri comunali – rassegnare le dimissioni, salvo che il Sindaco non si decida ad emettere un’ordinanza urgente e contingibile, stavolta finalizzata realmente al fermo immediato degli impianti più inquinanti.

Questa sarebbe una risposta forte a chi, per l’ennesima volta, impone ai tarantini un accordo che non tiene minimamente conto delle reali esigenze di questa terra.

Noi siamo pronti a rimettere il nostro mandato, convinti che, mai come in questo momento, Taranto meriti rispetto.

Ribadiamo ancora una volta che il tempo delle parole è finito e chi con il voto dei tarantini ora ricopre una carica istituzionale deve scegliere da che parte stare.

Noi, come sempre, abbiamo scelto di stare dalla parte dei cittadini.

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