Accordo Mittal-Invitalia, sindacati chiedono subito un tavolo

 

I segretari generali di Fiom, Fim, Uilm ed Ugl si attendono di essere convocati a breve e di conoscere quanto prima i dettagli dell'intesa
pubblicato il 11 Dicembre 2020, 16:23
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“La firma dell’accordo dii coinvestimento tra ArcelorMittal ed Invitalia è assolutamente rilevante. Così lo Stato rientra nell’ex Ilva, attraverso le partecipazioni statali, e quindi nell’asset strategico della siderurgia. E’ una scelta di politica industriale. L’intesa non potrà essere un fatto solo finanziario ma il Governo dovrà assumere un ruolo di indirizzo e di controllo”. E’ quanto dichiara Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil.

“Conosciamo il piano industriale e il piano ambientale sono per titoli, è pertanto urgente la convocazione di un tavolo con tutti i soggetti coinvolti per garantire la piena occupazione, come previsto nell’accordo del 2018, e per discutere di tutti gli elementi del piano industriale e ambientale e del cronoprogramma degli investimenti – aggiunge la Re David -. Il Governo, tra l’altro, annuncia un piano della siderurgia che comprende l’insieme delle produzioni nel Paese, è necessario che dopo questo accordo venga convocato un tavolo complessivo sul settore”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/12/11/arcelormittal-invitalia-accordo-firmato3/)

Anche il segretario generale Fim Cisl Roberto Benaglia interviene dopo l’accordo finanziario Invitalia-Arcelor Mittal. “Prendiamo atto della definitiva firma dell’accordo finanziario tra Invitalia e Arcelor Mittal, un atto che rappresenta se non altro uno sparti acque nella lunga transizione di questo gruppo. Dopo mesi di incertezza oggi si apre una nuova fase per lo stabilimento ex-Ilva di Taranto e tutti i siti del Gruppo in Italia. La presenza dello Stato nella nuova compagine del Gruppo deve tradursi in un elemento di garanzia, che sia però capace di generare prospettive industriali e risultati”.

“La situazione gestionale del Gruppo non ammette ritardi, ora ci attendiamo di essere convocati a stretto giro per un tavolo unico che unisca governo e azienda, per avviare finalmente la trattativa per un indispensabile accordo sindacale, necessario al rilancio del Gruppo e soprattutto per dare sicurezza ai lavoratori – prosegue Benaglia -. Il tavolo negoziale col sindacato dovrà affrontare tutti i temi fondamentali per il futuro del gruppo: dal rilancio industriale e occupazionale a quello ambientale, al cronoprogramma e alle caratteristiche degli investimenti. Per noi restano saldi i principi che ci hanno portato alla firma dell’accordo del 06 settembre 2018 e cioè investimenti, il risanamento ambientale di Taranto e di tutti i siti del gruppo, la piena occupazione dei dipendenti sia diretti di ArcelorMittal che quelli attualmente in Amministrazione Straordinaria”.

“L’ingresso e la partecipazione dello Stato, da oggi deve dare la necessaria consapevolezza che non sarà più possibile ripercorrere gli errori ed i ritardi della Amministrazione Straordinaria ma che sia garanzia di realizzazione dei futuri impegni secondo tempi certi – conclude Benaglia -. Per questo chiediamo sin da subito all’azienda un cambio di passo sulle relazioni industriali e sulle manutenzioni degli impianti perché sia riconosciuta la dignità del lavoro e proponiamo di nuovo forme di coinvolgimento attivo e continuativo dei rappresentanti dei lavoratori che contribuiscano alla realizzazione di tutti gli impegni”.

“Oggi, con la firma dell’accordo di coinvestimento tra Invitalia e ArcelorMittal, ci auguriamo si sia chiuso un periodo di estrema incertezza per il futuro della più grande acciaieria europea e del settore siderurgico italiano. Con questa intesa deve iniziare la vera transizione energetica dell’ex Ilva, grazie alla produzione di 2,6 milioni di tonnellate di acciaio, un terzo del totale, attraverso forni elettrici e impianti ecosostenibili. Allo stesso tempo questo nuovo contratto è stato realizzato in segreto da manager e tecnici delle due parti, senza nessun coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, come invece era avvenuto per l’accordo del 2018. Ora è il momento di aprire un confronto aperto, costruttivo e libero da qualsiasi pregiudiziale, per ottenere la clausola di salvaguardia occupazionale di tutti i lavoratori di ArcelorMittal, dell’Ilva As e dell’indotto. Inoltre vogliamo discutere delle tempistiche del piano industriale, del risanamento ambientale, della transizione energetica e degli investimenti che verranno messi in campo. Questo accordo deve rappresentare il punto di partenza della discussione e non il punto di arrivo”. Così Rocco Palombella, segretario generale Uilm, dopo la firma dell’accordo di coinvestimento tra ArcelorMittal e Invitalia per l’ex Ilva.

(legg il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/11/13/22ex-ilva-trattativa-stato-arcelormittal-gia-conclusa2/)

“Tutto questo consentirà di rilanciare l’ex Ilva e l’intero settore siderurgico – esorta il leader Uilm – per arrivare a una riconciliazione essenziale e definitiva tra la fabbrica e la città, interrompendo polemiche e disegni che determinarebbero un disastro ambientale, occupazionale e industriale”. “Oggi con l’ingresso in AMI di Invitalia ci aspettiamo che lo Stato metta da parte la gestione fallimentare dei commissari realizzata dal 2012 al 2018 e che rappresenti la garanzia per i 2,1 miliardi di investimenti fondamentali per un futuro solido, ecostenibile e occupazionale per l’ex Ilva” aggiunge. “Non accetteremo mai esuberi e riteniamo che i tempi previsti per il risanamento ambientale e per il piano industriale siano eccessivamente lunghi. Per questo chiediamo al ministro Patuanelli di convocare urgentemente un incontro per conoscere i dettagli del contratto e se c’è la reale volontà di aprire una seria trattativa sindacale che rappresenti un elemento essenziale e non ininfluente dell’accordo firmato nella giornata di oggi” conclude Palombella.

“E’ indispensabile un immediato incontro sindacale, l’Ugl Metalmeccanici chiede di nuovo un confronto immediato con le parti firmatarie dell’accordo Governo e Arcelor Mittal. Da un po’ di tempo a questa parte gli accordi sottoscritti diventano carta straccia”. E’ il commento del segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera in riferimento alla definitiva firma dell’accordo finanziario tra Invitalia e Arcelor Mittal.

“È impensabile sottoscrivere un accordo che prevede 5.000 lavoratori in esubero, che messi in cassa integrazione, e che entro fine piano 2025 potrebbero rientrare. Oltre ai 3.000 dipendenti da subito, si aggiungerebbero i circa 1.700 dipendenti in amministrazione straordinaria, che nel piano industriale del settembre 2018 sottoscritto con le attuali parti governo e Arcelor Mittal, sarebbero dovuti rientrare tutti entro il 2023 – prosegue Spera -. Ricordiamo che i lavoratori in Ilva in A.S. a tutti gli effetti sono parte integrante del perimetro ex Ilva. È impensabile sostenere un accordo che non dia una integrazione al reddito, come si sta facendo in questo ultimo anno con lavoratori che percepiscono un reddito da miseria collocati in cassa integrazione”.

“E non si può tantomeno sorvolare sull’altro nodo per l’Ugl non dì poco conto, ossia l’aspetto ambientale. Fino ad oggi non si è fatto assolutamente nulla per il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente dei cittadini del territorio Tarantino che da troppi anni aspettano risposte concrete. Nessuna traccia anche sul capitolo delle manutenzioni degli impianti, completamente fermo, con rischi per la sicurezza di tutti dove da tanto e troppo tempo si è denunciato. Per UGL Metalmeccanici – conclude Spera – c’è bisogno che la dirigenza di Arcelor Mittal e Governo avviino un confronto serio e costruttivo con le organizzazioni sindacali, soprattutto rispettando gli accordi che in questo Paese da un po’ di tempo a questa parte sono diventati carta straccia: ci auguriamo che nell’intesa tra le parti siano previste delle penali importanti che Arcelor Mittal dovrà tenere conto per il rispetto dei lavoratori e dei cittadini del nostro paese”.

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/12/08/ex-ilva-storia-infinita-e-un-futuro-al-buio/)

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