Fasce consegnate al Prefetto: dura critica di Battista, Corvace e Fornaro

 

I consiglieri comunali definiscono "pantomima" il gesto di Melucci e Gugliotti, invitati a dimettersi e incatenarsi davanti all'ex Ilva
pubblicato il 10 Dicembre 2020, 08:52
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La presa di posizione e soprattutto i gesti assunti dal sindaco Melucci, dal presidente della Provincia Gugliotti e altri primi cittadini del territorio, non sono andati giù ai consiglieri comunali Battista, Corvace e Fornaro. Ecco cosa scrivono in una nota.

Oggi la città si è trasformata nel palco di una pantomima a cui, nostro malgrado, l’Amministrazione Melucci ci ha tristemente abituati. Il Sindaco – che a parole chiede unità di intenti con la città – si è ben guardato questa mattina dal raggiungere i cittadini in presidio sotto Palazzo di Città che chiedevano la chiusura dello stabilimento e la riconversione del territorio, provando a dialogare su azioni condivise da intraprendere, ma ha messo in scena, pochi minuti dopo, l’ennesimo inutile colpo di teatro. Riconsegnare le fasce tricolori al Prefetto e listare a lutto le colonne doriche sono azioni prive di peso politico e che, inoltre, offendono la memoria dei tanti tarantini che sono morti a causa dell’inquinamento industriale, contro il quale questa Amministrazione non ha mai agito con gli strumenti normativi in suo possesso. Se davvero Melucci e i suoi assessori vogliono dare un segnale forte a chi governa, potrebbero fare molto di più. Potrebbero rassegnare le dimissioni, ad esempio, o quantomeno stracciare la tessera del Partito Democratico che, dopo 13 decreti salva-Ilva, continua a difendere la produzione a discapito della salute dei tarantini. Con il Presidente della Provincia e i Sindaci dell’area ionica, potrebbe decidere di raggiungere i cancelli dello stabilimento e, una volta lì, incatenarsi in segno di protesta, sotto il camino E-312, monumento di inquinamento e morte, chiedendo la chiusura del siderurgico. Invece il Sindaco cita i morti e i malati di Taranto che, proprio lui, avrebbe dovuto difendere con azioni forti nei confronti di chi quotidianamente ci avvelena. Non c’è più tempo nè spazio per azioni simboliche, tanto più di pessimo gusto come quelle odierne di cui la città è stata inconsapevole spettatrice, a Taranto servono fatti e, soprattutto, aria pulita da respirare”.

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