Nasse e reti abbelliscono e illuminano la Città vecchia

 

pubblicato il 08 Dicembre 2020, 20:11
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Da stasera, solennità dell’Immacolata, in via Duomo e sulla piazza antistante la cattedrale sono state accese le luminarie ispirate ai mestieri del mare, ideate dal parroco dell’Isola don Emanuele Ferro, interamente realizzate dal giovane Simone Quazzico, uno degli ultimi nassari di Taranto. Le intemperie e altri inconvenienti ovviamente collegati al complicato periodo che stiamo​ attraversando​ ​ hanno ritardato di qualche giorno l’istallazione, ma l’attesa è stata ripagata, riaccendendo​ l’interesse​ su un antico mestiere che sta scomparendo e che invece potrebbe in modalità nuove essere salvato e rivalutato.

Nasse e reti da pesca nei prossimi giorni abbelliranno anche piazza Fontana e via Garibaldi.​ Il progetto è stato incoraggiato e supportato dall’assessore Fabrizio Manzulli e quindi dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Rinaldo Melucci, ​ cui molto ha contribuito Elena Modio, che ha fatto della sua passione per l’Isola con la sua cultura marinara e non solo, una missione.​ Le ditte installatrici fanno capo a Davide di Bello, affiancato dalla preziosa ed indispensabile collaborazione di Giuseppe Novellino e Antonio Lenti, giovani della comunità parrocchiale.

Così spiega don Emanuele Ferro: «Faccio i conti anche io, insieme con don Francesco, vicario parrocchiale, con il coronavirus e siamo in casa. Siamo solo preoccupati di non poter di assicurare il Natale alla nostra comunità e alla città che guarda alla cattedrale e a quest’Isola come punto di riferimento imprescindibile di fede e di storia. Contiamo di allestire le chiese che saranno contrassegnate dalle stelle luminose, perché in sicurezza e con dei piccoli “pellegrinaggi” solitari o familiari si possa venire a Taranto vecchia per pregare e visitare i presepi. Speriamo di tenere fede a quanto avevamo programmato. Siamo fiduciosi nell’aiuto indispensabile delle nostre confraternite”.

“Tanti in questi giorni – continua – parlano di custodire lo spirito del Natale, espressione letteraria delle gradevoli letture di Dickens entrate nel nostro frasario. Mi sento di ricordare però che lo spirito del Natale è la carne di Gesù Bambino, la carne dei poveri. Non lasciateci soli: aiutaci a dare qualche carezza alle tante famiglie e ai bambini di qui. Durante il lockdown tutti bussavano alla porta della cattedrale e grazie all’aiuto di tanti abbiamo aiutato gli abitanti di Taranto vecchia che si sono rivolti a noi. Non vorrei che il trovare chiusa e inaccessibile la porta della casa parrocchiale fosse motivo di scoraggiamento. Organizzeremo comunque la consegna dei regali ai bambini, la tombola in streaming e la consegna dei viveri e dei panettoni. Ci ingegneremo con creatività e confidiamo nel Buon Dio, contando sull’apporto di catechisti, operatori Caritas e soprattutto delle nostre amate suore. Per il momento stasera accendiamo le luci di giunco povero, che profuma dello stesso odore della stalla di Betlemme, e illuminiamo la piazza della cattedrale, edificio simbolo di Taranto, capace di rialzarsi sempre, che sta per compiere 950 anni!».​

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