50 anni della Concattedrale: inaugurazione delle vasche riqualificate e celebrazione dell’arcivescovo

 

pubblicato il 06 Dicembre 2020, 10:30
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Il cinquantesimo anniversario della consacrazione della concattedrale Gran Madre di Dio, la grande opera progettata da Giò Ponti su incarico di mons. Guglielmo Motolese, sarà ricordato lunedì 7 alle ore 18.30 nella celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro. Alle ore 18, alla presenza del sindaco Rinaldo Melucci e delle maggiori autorità cittadine, ci sarà la cerimonia di inaugurazione delle vasche e dell’area circostante, oggetto di un’approfondita riqualificazione da parte dell’amministrazione comunale, con il ripristino dell’illuminazione di tutta la zona e della “vela” (nelle foto di Max Perrini).

Foto Max Perrini

Quando l’emergenza sanitaria sarà conclusa (speriamo al più presto) saranno possibili le visite alla mostra “Gio Ponti e la Concattedrale – Taranto 1970-2020”, già allestita al Museo Diocesano in Città vecchia sponsorizzata e patrocinata dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Mibact; inoltre, sempre in attesa di tempi migliori, si potrà tenere un convegno internazionale patrocinato dall’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei.
Per i cinquant’anni della “Gran Madre di Dio” è già uscita la pubblicazione della Silvana Editoriale “Giò Ponti e la concattedrale di Taranto. Lettere al committente Guglielmo Motolese (1964-1979)” realizzato grazie all’interessante lavoro di ricerca del prof. Vittorio De Marco, direttore della Biblioteca arcivescovile e docente di storia all’Università di Lecce. In oltre quattrocento pagine sono raccolte le lettere che Giò Ponti e l’arcivescovo mons. Guglielmo Motolese si scambiarono dal 1964 fino al 1979, poco prima della morte dell’illustre architetto. L’opera rende note tutte le vicende che hanno accompagnato la realizzazione di uno dei più grandi monumenti architettonici del Novecento, ubicato su un terreno donato dalla contessa Nina D’Aquino. Un’opera così straordinariamente innovativa che ha meritato l’attenzione di importanti organi di stampa come “Le Figaro” e “Financial Times” e di una della più prestigiose riviste d’arte al mondo, “Connaissances des Arts”, che la qualificò tra le più importanti opere architettoniche del Novecento, insieme al Guggenheim di New York di Lloyd Wright, a Notre Dame di Haut a Ronchamp di Le Corbusier, allo stadio olimpico di Tokyo disegnato da Kenzo Tange.
A Giò Ponti, infine, l’ente municipale conferirà la cittadinanza onoraria post mortem.

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